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I fiori blu

I fiori blu

di Raymond Queneau


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Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 6 recensioni)


5.0I fiori blu, 03-09-2011
di F. Vitali - leggi tutte le sue recensioni

«Irresistibile lavoro di Queneau, trasuda vivida intelligenza e humor raffinato dalla prima all'ultima pagina. Bel lavoro di traduzione di Italo Calvino che scriveva: "Appena presi il romanzo pensai subito: è intraducibile" Come si vede lo ha poi tradotto, con la sensibilità che solo i grandi possiedono.»

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5.0Consigliato!, 16-07-2011
di A. Sandri - leggi tutte le sue recensioni

«Gran libro, niente da dire! Carico di ironia, ma di quella ironia che cela malinconia e rammarico, nei confronti della storia ma ancor più nei confronti del presente. Molti affascinante come vengono affrontati il tema per l'appunto della storia e quello del sogno e dell'identità. Lo consiglio vivamente.»

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5.0Il Sogno reale, 30-12-2010
di N. Serafini - leggi tutte le sue recensioni

«Un meraviglioso e fantasmagorico viaggio fra sogno e realtà, reso ancora più indimenticabile dalla fantastica traduzione di Italo Calvino.
Il romanzo è tracciato sul confine fra un sogno ed un altro, in una continua girandola di personaggi e situazioni, mai noioso, sempre scoppiettante e imprevedibile! Indimenticabile!
»

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5.0Ridere dalla bellezza, 10-11-2010
di N. Dal bianco - leggi tutte le sue recensioni

«Quando ho letto questo libro capitava che ogni tre o quattro pagine mi fermassi, lo chiudessi per un attimo e mi mettessi a ridere per la bellezza: sublime per la finezza del pensiero e la delicatezza nello stile. Letto questo libro ti sale la voglia di leggere tutte le sue opere per verificare sul campo la loro levatura.»

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5.0I fiori blu, 06-11-2010
di G. Maisto - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro di Queneau che ho amato di più. Labirinto onirico tra realtà, passato, interiorità... La frase con cui si conclude il libro risplende della medesima luce di un'alba dopo la tempesta. »

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4.0I fiori blu, 07-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Mineo - leggi tutte le sue recensioni

«Un romanzo che vede l'alternarsi di due storie parallele, una ambientata nel 1200, l'altra nel 1960, con una particolarità: i due protagonisti si sognano l'un l'altro, senza motivo apparente.Infatti uno è un Duca che non fa che prendere a calci in culo moglie e figlie, se ne sbatte dell'autorità del Re, discute animatamente di storia e letteratura con il suo cavallo parlante(e colto), e cerca di dimostrare a quei babbei del clero che prima di Adamo vi erano altri uomini.
L'altro invece è un apatico signore che non fa che starsene spaparanzato sulla sdraio della sua chiatta a bere essenza di finocchio e occasionalmente riverniciare la sua staccionata che qualcuno si ostina a coprire d'insulti.
Lo stile è molto leggero, la forma del dialogo è prediletta; il 1200 viene descritto come un'epoca folle e surreale, il 1960 invece appare piatto e grigio, nonostante anche lì si trovano personaggi particolari(uno su tutti un tizio che non fa che ribadire che lui pensa molto, ma non sogna mai).
Al di là della storia, godibile e divertente, il valore del romanzo secondo me sta nel suo essere postmoderno: giochi di parole, citazioni, considerazioni interessanti sulla storia, simbologia.
Curioso infatti, come del libro vi siano le interpretazioni più varie, che si rifanno a Hegel o a Freud.
Consigliato a chi apprezza Eco, Borges e Calvino(che ha tradotto il libro).
»

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