Finzioni di Jorge L. Borges edito da Adelphi

Finzioni

Editore:

Adelphi

Collana:
Gli Adelphi
A cura di:
A. Melis
Data di Pubblicazione:
26 febbraio 2015
EAN:

9788845929649

ISBN:

8845929647

Pagine:
186
Formato:
brossura
Argomento:
Racconti
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Trama Finzioni

«L'esile volume di 146 pagine sfidava la nostra immaginazione di diciottenni innamorati delle visioni di Jim Morrison e di William Blake con una visionarietà ironicamente erudita, minuziosa fino a sembrare perversa e abbastanza vaga da spingerci a cercare di decifrarla come una lingua straniera. Ora "Finzioni" torna in una nuova e splendida versione italiana accresciuta dai tre racconti che Borges vi aggiunse... E a percorrere di nuovo i sentieri biforcuti dell'argentino, a rileggere certi memorabili attacchi, ci si accorge non solo che il loro potere pacatamente incantatorio è immutato, ma in qualche modo si è ramificato, come in un racconto di Borges. Che cosa è successo? Solo che quasi tutta la letteratura degli ultimi quarant'anni, da Calvino a Pynchon a Molina a infiniti altri, si è confrontata o scontrata con l'universo onirico e lievemente delirante scaturito da "Finzioni".» (Giuseppe Montesano)

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4 di 5 su 13 recensioni

CapolavoroDi M. Alberto Enrico-2 aprile 2018

Le classifiche non sono mai argomento semplice, ma Borges è stato probabilmente il più grande scrittore del Novecento, e se si vuole "penalizzarlo" per il non aver mai scritto romanzi lunghi, non si può non considerarlo fra i primi cinque narratori del XX secolo. Poliglotta, uomo di erudizione infinita, con i suoi racconti spalanca le porte delle profondità della mente e dell'animo umano, della complessità della Natura e dello Spazio-Tempo, dei paradossi della Storia e dell'esistenza. Tra le varie raccolte, "Finzioni" è quella che include praticamente solo capolavori: Il giardino dei sentieri che si biforcano, La biblioteca di Babele, Tre versioni di Giuda, forse l'apice assoluto.

Il mondo di BorgesDi C. Michele-9 maggio 2012

Diciamolo subito. Il mio approccio con Borges non è stato dei migliori, ma, superato lo scoglio si entra in un mondo parallelo dove tutto è finzione, labirinto, sogno e metafora, un mondo in cui possono convergere tutti i futuri possibili o dove il tempo può anche fermarsi. L'unico difetto di questi racconti è quello di essere troppo nozionistici per i miei gusti. Da leggere ma, soprattutto, da rileggere. Per poterlo apprezzare ancora di più.

Claudicante passo visionarioDi C. Guido-19 aprile 2012

Raccolta di racconti ormai quasi secolare, i primi sono del 1935, simmetrici nella visione cosmica del grande Borges. Difficili da capire, forse un po' datati per la nostra cultura, basata su un appiattimento di lettura facili. Dove il virtuale ha sommerso la visione, l'immaginazione, ed il fantasy ha surclassato le metafisiche interogazioni. Emerge anche in quest'opera il poeta Borges, la sua ricerca dell'uomo, in ogni sua particolarita' . Da possedere in libreria e possibilmente a non far polvere, accresce il pensiero.

Summa del simbolismoDi C. Lara-8 marzo 2012

Finzioni è un libro molto originale, scritto in maniera sublime che non incappa mai in punti "morti", nonostante le evidenti complessita del tessuto narrativo. Borges mette insieme vari temi, come il tempo, la memoria, la morte... Ogni racconto è pregno di simboli e filosofia. Si possono spendere migliaia di parole su questo libro e sulla struttura compositiva, ma ciò che resta aldilà delle parole, è un libro fondamentale che è il gioco di un grande intellettuale.

Realtà o finzione?Di u. giovanni-1 febbraio 2012

FINZIONI è il primo libro di Borges che ho letto. Sono undici racconti che affrontano vari temi: la scrittura, lo scorrere del tempo, la memoria, la finzione ecc. Ogni racconto apre alla mente orizzonti sconfinati e molteplici chiavi di lettura. In questi racconti la finzione, la dimensione fantastica, assumono una importanza fondamentale. Inventivo come Calvino, immaginifico come Cortazar, un autore unico

FinzioniDi M. Carlo-18 aprile 2011

Brilla ancora una volta la ricchezza concettuale ed espressiva di Borges. Una letteratura per la letteratura, in cui le parole diventano segni per costruire mondi paralleli, distinti dal nostro per pochi ma essenziali particolari, storie mai accadute o vissute anche se verosimili, ricostruzioni alternative delle scienze, della letteratura, ed addirittura - nel conclusivo, angoscioso e devastante "Tre versioni di Giuda" - della religione e di ogni metafisica. Il titolo, nel riferirsi esplicitamente alla letteratura come finzione, è in termini paradossali e ironici, l'unica verità di Borges: il suo mondo, le sue parole, sono un viatico per costruire delle finzioni del reale, a propria volta capaci di capovolgere la nostra visione, aprossimativa, parziale, fallace della "verità" e della "realtà". Nulla è vero, dunque, tutto è verosimile, o somigliante, tutto è pertanto finzione, e direi "funzione" del linguaggio e del racconto. Alla fine restano solo le parole - come già Borges ci ammoniva ne "La città degli immortali" dalla raccolta "L'Aleph" - il linguaggio come sovrastruttura di una realtà che non esiste e dunque come vera ed unica struttura e forma-essenza del pensiero umano. Un libro che ci permette di guardare nell'abisso dell'esistenza e di esserne ammaliati, più che spaventati.