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La fine di una stagione. Memoria 1943-1945

La fine di una stagione. Memoria 1943-1945

di Roberto Vivarelli


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Descrizione

Sono figlio di un morto ammazzato: questa è la "confessione" che dà avvio al libro in cui Roberto Vivarelli racconta per la prima volta, con partecipazione ma anche con stupefacente lucidità, la sua esperienza di repubblichino adolescente. Il padre di Vivarelli fu ucciso dai partigiani jugoslavi nel 1942. Alla caduta del fascismo e dopo l'8 settembre 1943, rimanere fascisti per i due figli sarà anche una questione di fedeltà all'ombra paterna. Ma dal 1948 egli avvierà una propria "ricostruzione" culturale e politica, che lo condurrà su posizioni assai lontane da quelle di partenza. Ma solo dopo mezzo secolo riuscirà a far combaciare le stagioni della propria vita e a vedere il filo unitario che le lega.

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5.0La fine di una stagione, 06-10-2010
di R. Lafonte - leggi tutte le sue recensioni

«Roberto Vivarelli è uno dei nostri storici dell'Età contemporanea di migliore qualità.
In questo agile volumetto rievoca, a distanza di decenni, la propria militanza nella RSI, inquadrato nelle Brigate Nere. Lo fa con lucidità sofferta e spietata verso se stesso. L'adesione alla RSI dell'adolescente Vivarelli fu fatalmente condizionata dagli eventi, in particolare dalla morte del padre per mano antifascista.
Superato il tragico periodo della guerra civile, il futuro professore della Normale di Pisa iniziò il suo nuovo percorso culturale, che lo portò a essere un democratico progressista e quindi nettamente antifascista.
So che il rischio è di parlare al vento. Ma la lettura andrebbe consigliata a chi vorrebbe sostenere -oltre alla possibile comprensione per la "buona fede" di certi "ragazzi" di allora- che chi ha sbagiato non ha sbagliato, ovvero che chi ha sbagliato è come se non avesse sbagliato.
La testimonianza di Vivarelli è lì a smentire simili cervellotiche e malamente interessate acrobazie; e il massimo dei voti al libro lo si dà anche per il suo valore esemplare.
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