La fine del mondo storto

La fine del mondo storto

3.0

di Mauro Corona


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Descrizione

Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo... Mauro Corona ancora una volta stupisce costruendo un romanzo imprevedibile. Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per la sua implacabile e accorata denuncia di un futuro che ci aspetta.

In sintesi

Vincitore Premio Bancarella 2011. Il mondo è senza energia. L’uomo civile con le mani non sa fare più niente. Corona abbandona l’epopea della montagna per calarci in un’utopia negativa terribile e potente, e non così impossibile. Quando gli uomini si troveranno costretti a spremere le ultime risorse che la natura cela all'interno del pianeta, e dovranno tirarle fuori con le mani, si troveranno costretti a ricorrere a quelle abilità manuali che con l'avanzare del progresso e della tecnologia hanno relegato nel dimenticatoio. Un romanzo agghiacciante, ma anche, alla fine, consolatorio, perché gli uomini troveranno la maniera per farcela. Ricorrendo a quelle capacità che oggi sembrano contare di meno. E invece sono la nostra vera risorsa.

Note sull'autore

Mauro Corona è nato ad Erto, un piccolo paese in provincia di Pordenone, il 9 agosto 1950. Per un breve periodo la famiglia si sposta a Pinè, in Trentino, ma dopo circa sei anni i genitori di Mauro ritornano ad Erto, portando con sé lui e Felice, l'altro loro figlio nato nel 1951. Fin da piccolo Mauro segue il padre durante le battute di caccia al camoscio, sulle montagne che circondano il piccolo paesino incassato nella valle del torrente Vajont. Si appassiona sempre di più all'alpinismo, e a soli tredici anni scala la sua prima vetta, il Monte Duranno (2688 m s.l.m.). E' su queste montagne che nasce in lui quella fortissima passione per la montagna e per la natura che caratterizzerà la sua produzione artistica. La madre, poco dopo la nascita di Richeto, il terzo figlio, si allontana dalla famiglia, lasciando a casa il suo ricco patrimonio di libri che vengono letti da Mauro. In quegli anni ha letto Tolstoj, Dostoevskyj, Cervantes e molti altri autori. La passione nell'intagliare il legno, invece, gli viene tramandata dal nonno. Inizia gli studi presso l'Istituto per geometri Marinoni di Udine, ma si ritira per totale mancanza di interesse. Lavora prima come manovale a Maniago e poi in una cava di marmo nel Monte Buscada. Dopo aver assolto il servizio militare, inizia la sua attività come scultore sotto la guida di Augusto Murer. E' del 1975 la sua prima mostra. La carriera come scrittore inizia nel 1997, con la pubblicazione di alcuni racconti sul quotidiano Il Gazzettino. Da allora ha pubblicato numerosi libri incentrati sul rapporto tra uomo e natura.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.1 di 5 su 15 recensioni)

1.0Pistolotto Ecologista, 29-12-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
di G. Sitzia - leggi tutte le sue recensioni
Ciao a tutti,
il libro mi ha francamente deluso è un pistolotto ecologista, un predicozzo in sostanza, magari avrà pure ragione e potrebbe essere persino profetico, ma resta il fatto si ripetono sempre gli stessi concetti, quasi con prepotenza.
Vi sono sicuramente concetti importanti, (solidarietà famiglia speranza umiltà) forse traspare una fiducia eccessiva nell'animo umano.
Comunque va affrontato con la consapevolezza che non è facile e fa riflettere, non il libro adatto se vuoi solo rilassarti.
Viene spacciato per libro di fantascienza ma non lo è!
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1.0La fne del mondo storto, 22-01-2012, ritenuta utile da 7 utenti su 9
di G. Cascella - leggi tutte le sue recensioni
Questo è il primo libro di questo autore che ho letto e l'ho tovato decisamente brutto. Il mio iniziale entusiamo, legato all'argomento che mi attirava moltissimo, è stato cancellato. L'ho trovato pieno di luoghi comuni, pregiudizi, pessimismo, incoerenze, banalità e ripetizioni. Sconsiglio questo libro.
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4.0Realistico, 14-09-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di F. Gobbini - leggi tutte le sue recensioni
Con questo libro Mauro Corona lascia il suo terreno preferito con racconti delle sue vallate e ci propone un libro completamente diverso. Mette gli uomini di fronte alla realtà di quello che possono creare con il comportamento negativo dell'umanità. Un gran bel libro che porta ancora Corona alla ribalta.
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1.0Noioso e ripetitivo, 30-08-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 9
di P. Ruiu - leggi tutte le sue recensioni
Lo spunto è condivisibile, ma la stesura è ripetitiva e, conseguentemente, noiosa.
Troppi luoghi comuni e nessun dato analizzato in concreto.
Il messaggio qual'è? La natura umana nella sua esemplare e pessima rappresentazione? Basterebbe leggere un banalissimo quotidiano
Carta e inchiostro sprecati; dovrebbero rimborsare gli acquirenti.
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4.0La fine del mondo storto, 25-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di S. Bugiani - leggi tutte le sue recensioni
Un romanzo un po' diverso rispetto agli altri scritti da Mauro Corona, che inizia con uno scenario agghiacciante. Nel prosieguo si ritrovano i temi classici, ben noti nei suoi precedenti volumi: la montagna, la saggezza dei gesti antichi, la natura selvaggia, matrigna e benigna, che porterà con sè la speranza.
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4.0Idilliaco, 31-07-2011
di F. Gobbini - leggi tutte le sue recensioni
E' sempre il grande Mauro Corona che ci indica la strada da seguire per riuscire a risolvere i problemi che attanagliano la nostra società. Bisogna cominciare a ridurre i nostri consumi e riuscire a andare verso fonti di energia meno dispendiose dove l'ambiente viene messo in primo piano. Dobbiamo voler bene alla nostra terra.
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4.0La fine del mondo storto, 30-03-2011, ritenuta utile da 8 utenti su 10
di G. Lamanna - leggi tutte le sue recensioni
Seconda opera in poco tempo che leggo di questo autore italiano sconosciuto ai più. Questo è un libro difficile...
Difficile perché la rabbia che ne traspare raggiunge il lettore come un pugno nello stomaco.
Perché è di una crudezza disarmante che a tratti fa star male.
Perché porta a pensare a se stessi, al proprio ruolo, al proprio modo di vivere.
E sono certo che questo libro riceverà molte critiche...
Critiche da tutti coloro non possono, o non vogliono, capire di cosa l'autore stia parlando.
Io l'ho apprezzato...
E molto.
Se non l'ho votato con il massimo voto è solo per un piccolo difetto, ossia l'eccessiva presenza di alcuni sfoghi palesemente personali di Corona (vedi quello contro i critici letterari) che appaiono un pochino fuori luogo.
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5.0La fine dell'uomo prossimo venturo, 16-03-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 5
di P. IANNI PALARCHIO - leggi tutte le sue recensioni
Con grande intuizione Corona ci fa spettatori della fine dell'uomo con tutte le sue contraddizioni, l'egoismo inesauribile, la sua capacità di cadere e risollevarsi, cadendo però sempre nella trappola degli errori di sempre. Un linguaggio asciutto che può risultare a volte prolisso, ma necessario per farci capire la drammaticità di momenti che leggiamo con vivo tangibile terrore. Una catastrofe annunciata, in un futuro che è già oggi.
Altamente significativa la chiusa del libro che ci dovrebbe fare finalmente riflettere: "L'uomo sarà l'unico essere vivente ad autoestinguersi per imbecillità".
In sostanza un libro che tutti dovremmo leggere con molta attenzione!
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3.0Finito, 17-02-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 4
di D. RUGGERI - leggi tutte le sue recensioni
E' finita definitivamente la vena poetica e piena di similitudini che ti fanno riflettere, dei primi libri di Mauro Corona. Già da "Storia di neve" si capisce che l'autore non ha molto da dire nella costruzione di un lungo romanzo. Ripetitivo all'ossessione, ha costruito 160 pagine tritando e ri-tritando la storia che probabilmente aveva in testa in un momento di lucidità, ma che ha sviluppato noiosamente tanto che ti fa saltare interi pezzi di descrizione e non vedi l'ora di finire per riporlo in libreria.
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1.0Deludente!, 05-01-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 10
di A. Morucci - leggi tutte le sue recensioni
E' la prima volta che leggo qualcosa di questo autore ed onestamente sono molto deluso.
Il libro non è che una denuncia verso il "consumismo".
Il tema sarebbe anche interessante, ma trovo il libro molto ripetitivo e sembra quasi che l autore voglia "allungare il brodo", per arrivare a 160 pagine.
Ovviamente è solo il mio pensiero, magari ho completamente sbagliato io a giudicarlo, ma queste sono le impressioni che mi sento di scrivere subito dopo aver chiuso il libro.
DELUSO!
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4.0Apocalittico, 07-12-2010, ritenuta utile da 9 utenti su 13
di A. Giumelli - leggi tutte le sue recensioni
Libro piacevole, forse a volte un po' ripetitivo ma coinvolgente che invita a riflettere. Uno scenario apocalittico che non è poi così fantascientifico.
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2.0La fine del mondo storto, 22-11-2010, ritenuta utile da 8 utenti su 25
di G. Mucci - leggi tutte le sue recensioni
Volevo approfittare di questo nuovo romanzo per avvicinarmi a Mauro Corona ma credo si aver sbagliato totalmente romanzo, gli darò un'altra possibilità cercando stavolta di andare sul sicuro.
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