Il filo che brucia

Il filo che brucia

4.0

di Jeffery Deaver


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Descrizione

La notizia raggiunge Lincoln Rhyme nella sua casa-laboratorio di Central Park West: l'Orologiaio, l'unico criminale a essergli sfuggito, è stato avvistato all'aeroporto di Città del Messico. Rhyme sta già pregustando l'occasione di regolare i conti con la sua nemesi, quando al quartier generale dell'NYPD scatta l'allarme per un caso che richiede il suo intervento. Perché in pieno centro a Manhattan un autobus di linea è stato colpito da una violenta scarica elettrica che lo ha ridotto a una carcassa di metallo incandescente. La scena del crimine non lascia dubbi: qualcuno si è divertito a giocare con la rete elettrica della città, e quello che poteva sembrare un incidente è in realtà un attentato riuscito solo a metà. Poco dopo, infatti, il misterioso attentatore si fa vivo con la polizia per avanzare la sua esorbitante richiesta: una riduzione dei consumi elettrici così drastica da condannare New York alla paralisi. Mentre la task-force guidata da Rhyme segue la pista di un gruppo di ecoterroristi, i blackout e gli incidenti letali si moltiplicano, la città precipita nel caos e la minaccia elettrica rivela tutto il suo devastante potenziale distruttivo. Solo Lincoln Rhyme può sperare di sventare il piano criminale di chi sta trasformando New York in una gigantesca trappola mortale. Ma prima di incastrare il colpevole, Rhyme dovrà affrontare i fantasmi più reconditi della propria coscienza e del proprio passato. Evitando di lasciarci la pelle.

Note sull'autore

Jeffery Deaver è nato il 6 maggio 1950 a Glen Ellyn, nei pressi di Chicago. Figlio di un copywriter pubblicitario e di una casalinga, fin da bambino manifesta un forte interesse per la scrittura. Dopo gli studi primari si iscrive all'Università del Missouri, dove frequenta un corso di giornalismo. Trasferitosi a New York, si laurea in legge all'Università Fordham. Per otto anni lavora come avvocato per una grande azienda di Wall Street, continuando nel tempo libero a coltivare la sua passione per la scrittura. Nel 1990 decide di abbandonare la carriera da avvocato e di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Il successo internazionale arriva nel 1997, con "Il collezionista di ossa", grazie al quale vince il Premio Nero Wolfe. Oggi è considerato tra i più grandi scrittori di romanzi thriller, vincendo per tre volte l'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, il British Thumping Good Read Award, il Crime Writers'Association's Ian Fleming Steel Dagger Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. Tra i numerosi romanzi, ricordiamo "I corpi lasciati indietro" (2009) e "James Bond 007 - Carta Bianca" (2011), romanzo con cui raccoglie il testimone che porta la firma di Ian Fleming e che gli è stato consegnato da Sebastian Faulks. Vive e lavora tra la California e Washington.

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  • Titolo: Il filo che brucia
  • Traduttori: Baiocchi M., Tagliavini A.
  • Editore: Rizzoli
  • Collana: Rizzoli best
  • Data di Pubblicazione: giugno 2010
  • ISBN: 8817040762
  • ISBN-13: 9788817040761
  • Pagine: 531
  • Reparto: Narrativa
  • Formato: rilegato

Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 13 recensioni)

3.0Un buon compagno da spiaggia, 22-08-2011
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E' un buon giallo, anche se non entusiasmante. Pensavo che Deaver riuscisse a tenermi incollata alla storia fino a quando non l'avessi finita e invece questo non è successo. E' un giallo un po' troppo "americano" e un po' tanto "tecnico", soprattutto per quanto riguarda la parte relativa alla conduttività.
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4.0Rhyme è sempre Rhyme, 14-12-2010
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Quando Deaver si cimenta in storie che hanno come protagonista il duo Rhyme - Sachs la suspence e i colpi di scena sono sempre assicurati. Non do il massimo dei voti perchè ritengo che la parte tecnica sulla conduttività sia appunto eccessivamente tecnica. Il libro è comunque ottimo
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4.0Il filo che brucia, 03-12-2010
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E' sulla scia degli altri giallithriller che vede come protagonista uno dei detective più dotati e conosciuti della letteratura. Non si riesce mai a capire chi possa essere il colpevole perchè Deaver è straordinario nel far sembrare ciò effettivamente è una strada completamente errata.
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4.0Il filo che brucia, 16-11-2010
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Rhyme è sempre Rhyme, il libro è decisamente scorrevole e la trama non è mai ovvia anche se un pochino complessa. Se devo essere sincera le parti riguardanti l'elettricita sono un po' troppo specialistiche, di non facile comprensione, l'arco voltaico mi ossessiona ancora
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5.0la corrente come riscatto, 15-11-2010
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L'Orologiaio, l'unico criminale che l'abilissimo detective Lincoln Rhyme non è ancora riuscito a catturare viene avvistato... Ma contemporaneamente un gravissimo incidente sconvolge la città... Un autobus è stato letteralmente incenerito da una violenta e improvvisa scarica elettrica. L'artefice della strage richiede un riscatto particolare: una riduzione della corrente elettrica che avrebbe portato al collasso la città di New York. Sarà una grande indagine quella del "nostro" detective che correrà anche grandi rischi.
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5.0avvincente, 31-08-2010
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Molto avvincente nonostante le 530 pagine, non mancano i dettagli per seguire passo per passo le indagini di Lincoln Rhyme, il finale è incerto, sino all'ultima pagina e' difficile capire il colpevole.
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3.0lincoln non ci lasciare, 26-08-2010
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ultimo capitolo della saga dell'orologiaio, questo serial killer che appare e scompare dalla vita del protagonista.
è lontano, se ne hanno notizie solo al telefono, qualcuno l'ha visto ma poi è di nuovo scomparso e, immancabilmente, lascia un dono per Lincoln...
i possibili colpevoli sono tutti lì, ma il cattivo è solo uno, il più cattivo di tutti che questa volta non ce la fa...
e la prossima volta? beh speriamo ci sia un altro nemico, altrettanto valido, che ci tenga sulle spine tutto il tempo che Lincoln Rhyme impiegherà per scovarlo.
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4.0Deaver come al solito non ci delude!, 15-08-2010
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Un'altra delle indagini del detective più amato dai lettori: Lincoln Rhyme, il protagonista di tanti romanzi di Jeffery Deaver Ricco di colpi di scena non delude il lettore. Jeffery deaver ci ha abituati fin troppo bene e come al solito non si smentisce: suspence fino all'ultima pagina!
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3.0Bentornato Lincoln, 08-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Bel ritorno di Lincoln Rhyme in una storia, come al solito, mozzafiato, come al solito piena di colpi di scena e cambiamenti di prospettiva assolutamente non previsti. Questo è uno dei motivi per i quali reputo Deaver uno dei migliori scrittori del genere attualmente in circolazione. Comunque trovo sempre meglio questa serie a quella della Dance, Lincoln e Amelia sono i miei preferiti.
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5.0da leggere subito..., 08-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Dopo il mediocre "I corpi lasciati indietro" e il penoso "La strada delle croci", Deavar ritrova lo smalto dei tempi migliori e ci regala un thriller perfetto con un'inizio un pò lento ma con un finale da 110, lode e bacio in fronte! Un consiglio: lascia perdere K. Dance (personaggio a mio avviso che può essere un' eccellente comparsa ma mai una protagonista) e dedicati solo a Lincoln e Amelia anche a costo di pubblicare un libro ogni 2 anni e non 1 ogni 10 mesi come stai facendo ultimamente. Ultima raccomandazione: il finale del libro suggerisce "migliorie" sullo stato di salute di Lincoln, Ok però ti prego non lo fare stare "troppo bene", non sarebbe più LUI!
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3.0Bello il finale, 19-07-2010
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E' un libro che cresce lentamente all'inizio (in cui è un po' mancante) ma poi sul finire culmina in un climax inaspettato, direi geniale.
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4.0Ottimo, 11-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Un libro degno del nome dello scrittore. Suspence, colpi di scena e paura, sono ingredienti sufficienti per un buon thriller? Per chi segue Deaver Jeffery è da leggere ... ma vale anche per gli altri.
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