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Il figlio dell'uomo

Il figlio dell'uomo

di Munyol Yi


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Descrizione

Min Yoseop, un ex sacerdote, viene trovato morto. Un detective, il sergente Nam, nato in una famiglia povera, aspirante scrittore, che si è adattato all'impiego di poliziotto, cerca di scoprire l'identità del colpevole ricostruendo la vita dell'uomo. Viene a scoprire che dopo un'iniziale adesione alla chiesa, Min Yoseop aveva rifiutato le istituzioni ecclesiastiche, aveva avuto una relazione con una donna sposata, poi con una giovane, infine con una prostituta di Seul. Ma, ogni volta che si profila un possibile assassinio, l'ipotesi dell'investigatore crolla. Ultima possibilità: indagare su un manoscritto lasciato da Min, un romanzo che costruisce un parallelismo tra la vita di Assuero, alter ego dell'ex sacerdote, e Gesù.

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5.0Min Yo-Sop viene trovato morto, assassinato. , 15-10-2010
di R. Matteucci - leggi tutte le sue recensioni

«Min Yo-Sop viene trovato morto, assassinato.
Il sergente Nam viene incaricato dell’inchiesta.
E’ uno zelante funzionario di polizia; diventerà sconvolto nel cercare di ricostruire la vita dell’ucciso.
Utilizzando la tecnica classica per un romanzo sulla religiosità, Yi Munyŏl, si serve di un manoscritto scritto su un manoscritto.
La differenza è la modernità del manoscritto anche se basato su tante ricostruzioni antiche.
Una religiosità sincretica, personalistica, ricercata, artificiosa dove si aggiunge anche laicismo e marxismo.
Si va avanti nelle letture delle lettere, dei fogli ritrovati, si corre verso descrizioni di esaltazione umana.
La religiosità vissuta con vanità, egoismo, con schizofrenia.
Una religione malata perché malata è la società dove si vive.
E’ una “… ricerca del sapere, piuttosto che in quella della fede …” Pag. 28
La fede è inesistente per chi si pone senza modestia ed umiltà.
Questo romanzo è un lungo viaggio di come il cristianesimo – religione fondamentale in Corea – venga vissuta dai coreani.
Si intrecciano idee e pensieri ma tutti senza comprendere la forza della fede.
Il peccato ed il male si intendono creati a Dio, come una forma di punizione e la nostra sofferenza una cattiveria.
Nulla è creato dall’uomo.
Non è un romanzo facile. Però si intravede la Corea e la sua passione per la religiosità, una ricerca spasmodica del proprio essere soprattutto di fronte ai tanti problemi della Corea vissuta anche ai nostri giorni.
Min Yo-Sop è la Corea!
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