La figlia sbagliata

La figlia sbagliata

4.0

di Jeffery Deaver


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Descrizione

Megan Collier è una ragazzina "difficile": timida, solitaria, piena di rabbia. Rabbia soprattutto nei confronti dei genitori, Bett e Tate, divorziati da poco e troppo presi da se stessi per accorgersi di lei. Fortuna che ora c'è il dottor Peters, il suo nuovo psicanalista. Gli sono bastate poche sedute per stregare Megan: con il suo sguardo magnetico e la voce ferma e suadente, è il solo che riesca a far crollare le barriere della ragazza. Finché un giorno, all'improvviso, Megan scompare. Adesso i suoi genitori dovranno per forza accorgersi di quella figlia che non si erano mai preoccupati di conoscere, e che forse ha voluto fuggire proprio da loro. Ma Megan non è scappata: ben presto, infatti, dietro la sua sparizione si profila una lucida trama di ricatto e vendetta, ordita da qualcuno in grado di tenere in scacco Megan, e abilissimo a scavare nel passato della famiglia Collier. Se vogliono salvare la figlia, e scoprire chi li ricatta e perché, Tate e la sua ex moglie dovranno scendere negli inferi del proprio passato, camminando loro stessi, insieme al misterioso ricattatore, in bilico sul sottile confine tra realtà e follia.

Note sull'autore

Jeffery Deaver è nato il 6 maggio 1950 a Glen Ellyn, nei pressi di Chicago. Figlio di un copywriter pubblicitario e di una casalinga, fin da bambino manifesta un forte interesse per la scrittura. Dopo gli studi primari si iscrive all'Università del Missouri, dove frequenta un corso di giornalismo. Trasferitosi a New York, si laurea in legge all'Università Fordham. Per otto anni lavora come avvocato per una grande azienda di Wall Street, continuando nel tempo libero a coltivare la sua passione per la scrittura. Nel 1990 decide di abbandonare la carriera da avvocato e di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Il successo internazionale arriva nel 1997, con "Il collezionista di ossa", grazie al quale vince il Premio Nero Wolfe. Oggi è considerato tra i più grandi scrittori di romanzi thriller, vincendo per tre volte l'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year, il British Thumping Good Read Award, il Crime Writers'Association's Ian Fleming Steel Dagger Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. Tra i numerosi romanzi, ricordiamo "I corpi lasciati indietro" (2009) e "James Bond 007 - Carta Bianca" (2011), romanzo con cui raccoglie il testimone che porta la firma di Ian Fleming e che gli è stato consegnato da Sebastian Faulks. Vive e lavora tra la California e Washington.

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  • Titolo: La figlia sbagliata
  • Traduttori: Baiocchi M., Tagliavini A.
  • Editore: Rizzoli
  • Collana: Rizzoli best
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2010
  • ISBN: 8817043702
  • ISBN-13: 9788817043700
  • Pagine: 358
  • Reparto: Narrativa
  • Formato: rilegato

Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 12 recensioni)

4.0La figlia sbagliata, 14-05-2012
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Un thriller psicologico, che affronta il tema della disattenzione dei genitori nei confronti della propria figliola. Megan diventa una facile vittima e una facile leva per il ricatto. I genitori di lei dovranno finalmente trovare un accordo ed affrontare un passato scomodo per cercare di fermare chi ricatta le loro esistenze.
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3.0Soddisfatta, 24-04-2012
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Il libro in questione è alquanto datato ma in tutta onestà è una delle prove di Jeffery Deaver meglio riuscite specie se paragonato alla recente produzione decisamente deludente a voler essre rispettosi. La storia è abbastanza buona, il ritmo narativo altrettanto e alla fine il lettore si può dichiarare moderatamente soddisfatto.
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3.0La figlia sbagliata, 08-03-2012
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Parte un po' lento, molto simile ad altri thriller letti e riletti e visti e rivisti al cinema, poi si nota che prende una direzione e che nessuna scelta narrativa viene tralasciata. La trama è ben studiata e congeniata e tiene il lettore attaccato alle pagine. I tratti psicologici della storia sono approfonditi, e nonostante i momenti più "artefatti" facciano pensare ad un "prodotto editoriale di serie", la promuovo con buoni voti.
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4.0La figlia sbagliata, 26-09-2011
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Il giallo di Deaver ha una trama molto ragionata, procede parecchio a rilento rispetto ai consueti canoni dell'autore. A questo punto, Deaver sa bene che la suspense va alimentata prima di tutto ingigantendo l'astuzia e l'acume del "vilain" - secondo il modello di Hannibal Lecter - e poi condensando il tempo narrato in una durata molto breve (in questo caso su per giù una giornata) . Entrambe le operazioni le conosce e padroneggia alla perfezione tanto da costruire una macchina narrativa che non dà tregua al lettore e lo coinvolge in una lettura che non ammette pause, ripensamenti e sospensioni.
Se questo era il fine, allora il libro fa centro al cento per cento - ma appena scesi dall'ottovolante e si riflette sul testo appena divorato ci si accorge che i meccanismi sperimentati non aggiungevano niente al genere di riferimento: il gioco del gatto con il topo tra carnefice e vittime, la vendetta come movente, la follia come quadro di riferimento, la manipolazione come crudeltà più sofisticata, il rimosso come ostacolo nell'eroe, ecc. A rendere il pasto più saporito, Deaver ci aggiunge un tasso grandguignolesco che aggiunge orrore al timore.
Efficace nei dialoghi, un po' meno nell'introspezione. Un certo afflosciamento alla resa dei conti finale, ma con un ultimo colpo di scena degno della migliore tradizione giallistica.
Insomma, la struttura del "calzino rovesciato" sarà pure un po' vecchiotta, ma funziona sempre.
In conclusione: libro adatto a viaggiatori o pazienti in sala di attesa, insomma a tutti coloro che vogliono fuggire dal proprio "essere nel mondo". Il che non è poco - per quanto non sia tutto.
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4.0Veramente bello!, 12-04-2011
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Senza ombra di dubbio il miglior Deaver fino ad ora uscito. Romanzo diverso dal solito, con un lato psicologico molto più sviluppato rispetto ai precedenti libri di questo scrittore. Come sempre si tratta di un thriller e come quasi sempre ti tiene incollato fino all'ultima pagina!
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4.0Da leggere, 18-12-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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I recenti libri di Deaver non mi sono piaciuti per niente, "il filo che brucia" addirittura non l'ho nemmeno finito. Questo merita, bella storia, coinvolgente e ricca di colpi di scena, l'ho praticamente divorato
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4.0Consigliato, 15-12-2010
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I recenti libri di Deaver non mi sono piaciuti per niente, "il filo che brucia" addirittura non l'ho nemmeno finito. Questo merita, bella storia, coinvolgente e ricca di colpi di scena, l'ho praticamente divorato.
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4.0Ottimo, 14-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Il libro è piuttosto datato (negli USA è uscito nel 2001) comunque è un'ottima prova di Deaver anche in assenza di Lincoln e Amelia
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3.0Buono, 07-12-2010
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Lo trovo molto americano, con personaggi alla Gatto Silvestro che superano più o meno serenamente prove che ucciderebbero un titano. Ma alcune introspezioni sono azzeccatissime e la rinascita interiore della ragazzina davvero affascinante.
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4.0Datato ma ottimo, 27-11-2010
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La storia è un pò datata (2001) ma sicuramente molto ben scritta anzi molto meglio di alcune prove più recenti come ad esempio il discreto "I corpi lasciati indietro" o il bruttissimo "La strada delle croci"
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4.0impressionante e magistrale, 15-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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La delusione di non aver trovato in questo libro nemmeno l'ombra di lyncoln svanisce subito grazie alla prosa degna di un maestro non solo del giallo ma del miglior giallo psicologico che sia stato scritto.
Il libro è tutto in crescendo di ansia e di disperazione visto che il rapitore sembra raggiungere tutti coloro che in un modo o nell'altro sono coinvolti nella situazione e li rende impotenti facendoli cadere nelle proprie debolezze.
Debolezze che sono quelle di tutti: chi non si rimprovera quotidianamente di non essere un buon genitore? Chi non si chiede se sarebbe in grado di proteggere i figli dall'imprevisto e dall'imprevedibile?
Il rapimento di una ragazza non è una cosa così lontana da noi da renderci immuni dall'atmosfera pesante che il libro ci lascia dentro ad ogni pagina.
La maestria dell'autore si vede proprio nell'emaptia che riesce a suscitare nel lettore che non riesce a scollarsi da una scrittura a volte veloce, a volte così lenta da strapparci una lacrima di impotenza.
Il finale ci rasserena come un raggio di sole ma nei giorni che seguono la fine del libro la nostra mente ancora vaga, alla ricerca di un altra riga di conforto per convincerci che sia davvero finita.
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5.0La figlia sbagliata, 13-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Anche se è uscito solo ora questo romanzo è del 2001 e deve ammettere che si nota, gli ultimi romanzi sono dei veri fiaschi mentre questo è il Deaver che siamo abituati a leggere.
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