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Fiesta

Fiesta

di Ernest Hemingway

3.5

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar classici moderni
  • Traduttore: Capriolo E.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2007
  • EAN: 9788804571117
  • ISBN: 880457111X
  • Pagine: XIII-227
  • Formato: brossura
Pubblicato nel 1926, "Fiesta" è il libro che ha consacrato il suo autore ventisettenne tra i più importanti scrittori americani della "generazione perduta". Basato su una materia ampiamente autobiografica (i viaggi compiuti da Hemingway con la moglie e alcuni amici in Spagna a partire dal 1923), il romanzo narra le vicende di un gruppo cosmopolita di giovani espatriati, con le loro burrascose inquietudini esistenziali e sentimentali. In queste pagine lo scrittore raggiunge uno stile già maturo, calibrato tra cronaca e poesia, asciutto, essenziale, con dialoghi che riescono a mettere a nudo l'anima dei suoi personaggi, e a infondere loro la vita.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 13 recensioni)

3.0Opera prima di un grande scrittore, 20-10-2014
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Primo romanzo dell'allora ventisettenne Ernest Hemingway, pubblicato a New York durante gli anni Venti, questo testo è l'opera che ha reso il suo autore celebre agli occhi della critica e del pubblico del suo paese paese.
Il libro si concentra sulle vicende di un gruppetto di espatriati americani e inglesi che hanno intenzione di recarsi a Pamplona, in Spagna, per assistere all'annuale festival della corsa dei tori. In questo romanzo Hemingway intreccia il tema dell'amore con quello della morte e nel complesso, anche se il libro risulta a volte un tantino noioso, merita la lettura, anche perché bisogna considerare che si tratta della prima esperienza di un grande scrittore. Voto 3 stelle.
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2.0Fiesta, 06-03-2012
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Hemingway bravissimo come sempre nelle descrizioni, qui lascia un po' a desiderare nell'intreccio narrativo. Un gruppo di bevitori che dialogano troppo spesso sul nulla, arrivando ad annoiare il lettore spettatore. Non hanno progetti e trascorrono le loro giornate oziose passando da un bar all'altro e annegando la loro finta spensieratezza in un susseguirsi di bevute e di ubriacature, descritte con insistenza e ripetitività. Ambientato tra Parigi e Pamplona. Non lo consiglio.
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4.0In compagnia della generazione perduta, 12-02-2012
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E' ambientata tra la Spagna e la Francia, la vicenda di questi giovani amici americani espatriati in Europa. Passano le serate a sbronzarsi in locali non troppo raffinati, ma nonostante ciò sono in grado di mettere in piedi conversazioni profonde e complesse. Si distaccano dalla realtà venutasi a creare con la guerra e il dolore, trovando nella conversazione un'isola felice.
Si rincorrono, si amano, competono tra loro nella splendida cornice culturale degli anni Venti.
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4.0Fiesta, 21-07-2011
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Una storia molto complessa, di difficile decifrazione stilistica e contenutistica. Un Hemingway quasi crepuscolare, seppur immerso nel sole caldo di Pamplona, che non riesce a rendere mai empatici i suoi personaggi, tutti chiusi nel proprio universo di vuota apparenza. La storia in realtà non va da nessuna parte perchè quella che Hemingway celebra è una fiesta di morte e la staticità del romanzo può anche risultare sgradevole a qualcuno, oppure affascinare, senza mezze misure.
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4.0Fiesta, 12-11-2010
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Fiesta è stato il primo romanzo di successo di Hemingway, e personalmente quello che mi è piaciuto di più.
Forse proprio perché è così breve, evita tutte le prolissità e la prosopopea in cui Hemingway si perde in altre sue opere.
Fiesta invece è conciso, concentrato, espressivo, coinvolgente.
La fiesta di San Firmin diventa quasi una proiezione dell'animo dei personaggi.
E' un romanzo di manie e debolezze, che ruotano interamente attorno all’unico, ma centrale, personaggio femminile.
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3.0L'esordio di Hemingway, 02-11-2010
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I personaggi di Fiesta sono simili a noi, nel cercare di sfuggire all'inutilità del loro quotidiano. Un libro, come tutti quelli di Hemingway, pieno di gioia di vivere, colla quale si cerca, non sempre con successo, di coprire l'insensatezza del vivere.
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3.0Diversi aspetti, 10-10-2010
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Devo dire che il mondo delle corride non mi ha mai attirata. Devo a questo romanzo di Hemingway l'avermi fatto conoscere aspetti lontani dalla nostra cultura e dalla nostra mentalità, l'avermi introdotta in un universo che è diventato meno incomprensibile.
Amo la scrittura di questo autore: secca, lineare, senza patetismi, eppure anche poetica. A mio parere questo libro, che è comunque interessante e piacevole da leggere, non è però all'altezza dei capolavori di Hemingway, non raggiunge la perfezione de "Il vecchio e il mare" o la forza narrativa e la costruzione de "Per chi suona la campana".
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4.0In Spagna con Ernest, 08-10-2010
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Scrivo questo commento tempo dopo averlo letto. In realtà ricordo come se fosse ieri le letture di questo libro. Trovo Hemingway lo scrittore che meglio incontra i miei gusti, non è un caso che i suoi libri sono quelli che leggo con più piacere oltre che con maggiore fluidità. La sua prosa (mi permetto di esprimermi in proposito nonostante non possa affermare la mia completa competenza..) è sicuramente più lineare rispetto a molti scrittori suoi contemporanei, ma la tempo stesso non banale. Fulminanti (il termine mi pare più che azzeccato sono i periosi dedicati alle descrizioni di un paesaggio, di una birreria o di un vestito di un uomo e sorprendente è il modo con cui passa da un livello di insieme al particolare e viceversa. E' sicuramente uno degli aspetti che mi affascina. D'altra parte la vita stessa di Hemingway, in gran parte riflessa nei libri, ha in sè un'attrazione innegabile da parte mia: una vita piena di viaggi ed avventure, gedendo di ogni istante mosso da un'inesauribile ricerca del bello e dei piaceri della vita. Trovo assolutamente insolito il modo in cui egli riesce a decrivere l'appagamento di un buon pasto, di una buona birra come di un bel sole o di una fitta nebbia in un particolare paesaggio. Il tema della caccia, come quello della corrida in questo libro, sono solo alcuni tra gli innumerevoli, legati tutti da questo filo rosso del godere appieno della vita.
Non sono ancora mai stato in Spagna ma non vedo l'ora di andarci da quando ho letto il libro e sono sicuro che sarà molto più eccitante di quella che sarebbe stata andarci senza averlo letto.
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1.0SCONSIGLIATO, 07-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Chiaramente ogni giudizio è personale quindi sono certo che, se qualcuno mai leggerà questo commento, ne troverà almeno altri cento di segno opposto. Lo scopo del titolo così crudo è di catturare l'attenzione dell'iscritto e permettergli di ascoltare l'altra campana. I protagonisti, come in tutti i libri da me letti di Hemingway, passano il tempo ad ubriacarsi ed a cercare di dare un senso alle loro vite insulse. Il mio consiglio è di dirottare i vostri soldi su altre letture.
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5.0Meraviglioso!, 05-08-2010
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Un tuffo nella cultura spagnola, nella leggerezza e spensieratezza della Fiesta. Il lettore si trova letteralmente immerso nella Fiesta di San Firmin a Pamplona dove tori e vino sono i protagonisti assoluti. Per chi conosce ed ama la cultura spagnola il romanzo è assolutamante imperdibile. Un dichiarazione d'amore incondizionata dell'autore alla Spagna. Meraviglioso.
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5.0Il libro della Festa, 14-07-2010
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In Fiesta troviamo l'Hemingway del viaggio, delle chiacchiere e delle sbronze. Robert Cohn è un giornalista americano che, arrivato a Parigi, si inserisce in un circolo dall'eccesso alcolico facile.
Il titolo fa riferimento alla famosa festa di San Firmino di Pamplona, caratterizzata dalle corride e dalla corsa dei tori per le vie del centro. La festa, che si protrae per giorni, richiama persone da tutta la Spagna e si svolge in un clima di euforia generale.
Fiesta è l'opera dello svago e del divertimento. La sua lettura non richiede grande impegno e le pagine scivolano via tra una bevuta e l'altra.
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5.0Il sole sorge ancora , 14-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Dopo aver letto Fiesta, viene subito voglia di prenotare un biglietto per Pamplona, e festeggiare la fiesta di San Firminio come i protagonisti.
La storia inizialmente può sembrare poco affascinante, ma presto diventa intrigante, entusiasmante, e con un certo sarcasmo.
Uno dei messaggi del libro è di vivere la propria vita al massimo, e non negarsi nulla.
Tra i romanzi di Hemingway, uno dei primi a raggiungere il successo, anche se non apprezzato da tutti.
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