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Che la festa cominci

Che la festa cominci

di Niccolò Ammaniti


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Descrizione

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.0 (2.9 di 5 su 15 recensioni)


4.0Che la festa cominci, 28-03-2012
di G. Mucci - leggi tutte le sue recensioni

«Purtroppo Ammaniti è un pò snobbato e questo mi rammarica non poco. E' il secondo libro che leggo dell'autore e ha confermato la buona qualità. Ironia e genialità sono gli ingredienti principali di questo stupendo libro. Troviamo un Ammaniti diverso che si dà al comico e non più al periodo difficile dell'adolescenza.»

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3.0Fiera delle meschinità, 09-03-2012
di L. Sardu - leggi tutte le sue recensioni

«Ammaniti è uno dei miei autori preferiti, ma questo libro mi ha un pò deluso. E' cominciato benissimo, bramavo leggere ogni pagina. Protagonisti sono Fabrizio e Saverio. I due non si conoscono ma saranno coinvolti nella stessa avventura a una festa organizzata nella famosa villa Ada di Roma. Fabrizio è uno scrittore che cerca l'amore ma lo fa superficialmente. Saverio, o meglio Mantos, è il padre carismatico di una inconsistente setta satanica. Ad un certo punto, quando si è cominciato a comprendere il finale, mi sono sentito un po' tradito.»

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4.0Ironia grottesca, 02-03-2012
di F. Palombo - leggi tutte le sue recensioni

«Ammaniti con questo romando ci regala una fotografia impeccabile dei personaggi tipo della nostra epoca, le cui caratteristiche esasperate sfociano nel ridicolo. Così facendo la storia si rivela godibilissima e non mancano spunti per farci ridere e sorridere. Un libro che, nonostante il suo essere estremamente surreale, riesce a cogliere nel centro una realtà che ben conosciamo. »

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1.0Che la festa smetta, 28-02-2012
di M. Napoli - leggi tutte le sue recensioni

«Ammaniti ritorna alle origini col grottesco spinto ma lo fa con una storia e un linguaggio davvero modesti. Si legge velocemente perché non ha intoppi stilistici né concettuali. Scivola via. Alla fine ti chiedi se potevi impegnare il tuo tempo in modo migliore, e la risposta è sì. Un libro che annoia e non diverte, laddove vorrebbe far "quanto meno" sorridere.»

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2.0Ironico ma noioso, 09-02-2012
di M. Villa - leggi tutte le sue recensioni

«Niccolò Ammaniti torna sui luoghi degli esordi e confeziona una storia tragicomica infarcita di personaggi di periferia un po' assurdi, ai limiti della macchietta e degli stereotipi. Lo preferisco nettamente nelle storie "reali", dove dà il suo meglio con una scrittura tra le migliori contemporanee. Qui si perde un po' anche lui nel recinto di Villa Ada, ed è difficile trovarlo. Consigliato come lettura leggera e di svago, nulla più.»

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4.0Spassoso, 27-08-2011
di V. De rosa - leggi tutte le sue recensioni

«E' un libro molto diverso rispetto a quelli cui ci ha abituati Ammaniti, ma l'ho trovato, nella sua diversità, godibilissimo e spassoso! Ho riso in più punti per la comicità di alcune scene. Forse in alcuni tratti si rivela grottesco, ma tutto sommato, la grettezza messa in scena rappresenta proprio la pochezza di certi ambienti tutti fama, firme e notorietà che tanto sembrano ambiti (ahimè) in questi anni.»

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3.0Stranino, 16-08-2011
di F. Zanotti - leggi tutte le sue recensioni

«Sono abituato a libri di Ammaniti di altro livello. Questo l'ho trovato troppo sconclusionato. Ammaniti è abbstanza particolare nella sua scrittura, ma con questo libro ha davvero un pò esagerato. Spero che con i prossimi libri torni Ammaniti del grande Io non ho paura. La trama di questo libro è veramente troppo particolare e inverosimile.»

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3.0Ritorno all'utimo capodanno, 07-08-2011
di P. Prato - leggi tutte le sue recensioni

«Che la fesa cominci mi ha fatto ritornare in mente sia fango che il libro italiano dei morti... Il caro vecchio ammaniti che mi piace tanto.
Ho solo la curiosità di vedere villa ada e ora ho finalmente scoperto dove sono le catacombe di santa priscilla.
Libro interessante, personaggi strani ma in realtà molto nostrani.
Libro consigliato.
»

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4.0Tra pregi e difetti di personaggi particolarissimi, 02-08-2011
di S. Arena - leggi tutte le sue recensioni

«Come al solito i romanzi di Ammaniti sono affollati di personaggi particolari, con i più grandi difetti e i più grandi pregi, casi umani perfettamente verosimili e dalla caratterizzazione precisa. Ognuno di noi riesce a rispecchiarsi almeno in una delle manie dei protagonisti anche se l'autore li porta agli estremi. Il romanzo si legge d'un fiato, i capitoli piuttosto brevi scorrono rapidamente. La trama si snoda seguendo alternativamente le avventure di Mantos e di Fabrizio Ciba; il primo a capo di una squattrinata setta satanica ridotta agli ultimi termini e l'altro circondando da celebrità, famoso e ammirato soprattutto tra il gentil sesso.»

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3.0Un pò strano, 31-07-2011
di F. Gobbini - leggi tutte le sue recensioni

«Sono un amante dei libri di Ammaniti, ma questo mi sembra un pò troppo fuori dalle righe. La trama è abbastanza coinvolgente, ma in alcuni punti ci sono dei moemnti in cui si rasenta l'assurdo nella descrizione delle scelte dei personaggi. La scrittura è sempre piacevole però spero che torni l'Ammaniti di Io non ho paura.»

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2.0Non il massimo..., 21-05-2011
di V. Spinetti - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro piacevole ma Ammaniti ha scritto e può scrivere di meglio. La lettura è scorrevole, la trama ed i vari personaggi presentano notevoli attinenze con la realtà odierna. Questo a mio parere rappresente il lato positivo di questo testo. La vicenda si svolge infatti in una cornie molto simile a quell dei nostri giorni, un mondo dominato dalla superficialità, ricco di frivolezze, i cui protagonisti sono gli stereotipi dei vuoti personaggi di tv, calcio e politca. »

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2.0Che la visione cominci, 01-05-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 5
di V. Pintus - leggi tutte le sue recensioni

«Folle girotondo di anime tristi, avvilite da esistenze pesanti, da ambizioni create e inseguite solo per fuggire dall'oppressione della quotidianità. Un Ammaniti diverso, come sempre attento conoscitore dei meccanismi cerebrali, ma che qui, con la sua penna, affresca situazioni paradossali e bolge infernali con inaudita disinvoltura, in una vorticosa altalena di egocentrismo, timore, progetti malvagi, desideri perversi e soprattutto tanta solitudine. Grottesco e delirante nella sua enorme amarezza.»

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