Il fazzoletto azzurro

Il fazzoletto azzurro

3.0

di Corrado Augias


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Descrizione

Roma, aprile 1515. Nelle giornate turbinose che precedono l'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale l'ex commissario di polizia Giovanni Sperelli viene coinvolto nelle indagini su un fatto di cronaca che, in un clima meno carico di tensione e sospetto, sarebbe passato quasi inosservato: la scomparsa di un anonimo studente russo domiciliato in una pensioncina di terz'ordine. Sperelli, fratellastro del dannunziano Andrea e già protagonista di Quel treno da Vienna, si trova così a indagare su un complesso caso di spionaggio internazionale connesso al devastante conflitto in cui, di lì a poco, tutto il Paese verrà precipitato. Pubblicato per la prima volta negli anni Ottanta, Il fazzoletto azzurro è un giallo coinvolgente e raffinato, in cui una trama ricca di suspense e perfettamente congegnata si unisce a una rigorosa quanto evocativa ricostruzione della vita della borghesia romana del primo Novecento.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 2 recensioni)

3.0Il fazzoletto azzurro, 01-08-2011
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Bel romanzo, speravo fosse amplificata la componente noir che mi fa amare i suoi gialli. Lo scioglimento è un po' banale (l'inchiostro simpatico una trovata ingenuotta), anche se, come nei più classici scioglimenti, non tutti i cattivi avranno le loro punizioni. Anzi, forse solo quelli cattivelli. Gli stronzi matricolati riescono sempre a trovare una via di fuga. Finendo così, per me, con quelle immagini della Stazione Termini invasa da terni e passeggeri che tanto mi rimanda comunque alla memoria. Un libro di passaggio, non molto di più. Una menzione finale al sillogismo sofista che riporto sotto. Una chicca nel mare delle parole.
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3.0Corrado Augias - Il fazzoletto azzurro, 06-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un ex commissario della polizia nella Roma del 1915 indaga sulla scomparsa di un ragazzo russo residente in una rispettabile pensione per famiglie. Colto, profondo, un pò schivo, Giovanni Sperelli comincia l'indagine incastrando varie testimonianze, raffrontando orari e decifrando coincidenze.
Il suo lavoro non incontra grandi difficoltà fino a quando si tratta di ricostruire dei fatti. Ma ben presto l'indagine comincia a far luce su un intrigo internazionale in cui gli attori non sono dei delinquenti comuni e in cui la logica dei protagonisti prescinde da quella dei comuni criminali.
Sperelli si trova a chiarire una vicenda che si intreccia con le vicende politiche di un'Italia sull'orlo della Prima Guerra Mondiale con folle patriottiche che plaudono ai proclami di D'Annunzio e una maggioranza parlamentare giolittiana schiacciata tra l'interventismo delle piazze e quello del re.
La prosa garbata e acuta di Augias descrive l'Italia dell'epoca le sue suggestioni culturali da una posizione privilegiata: quella di una borghesia rispettabile e un pò disillusa.
E il finale, con la partenza del tenente Sperelli per il fronte accentua questo senso di rassegnazione. Non bacia neppure la donna di cui - consapevolmente o inconsapevolmente - è innamorato. Se ne va silenzioso con un enigma risolto e la consapevolezza di aver già cominciato la guerra che farà dei perdenti i veri colpevoli del delitto.
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