Il fantasma esce di scena

Il fantasma esce di scena

3.0

di Philip Roth


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Descrizione

Nathan Zuckerman ritorna a New York, la città che ha lasciato undici anni prima. Durante quel lungo isolamento sui monti del New England, Zuckerman non è stato altro che uno scrittore, niente di cui occuparsi a parte il lavoro e la vecchiaia da sopportare. Vagando per le strade come un fantasma che torna da una lunga assenza, Nathan Zuckerman fa tre incontri che in breve tempo spazzano via la solitudine gelosamente custodita. Il primo è con una giovane coppia alla quale offre uno scambio case: i due lasceranno Manhattan per il suo rifugio di campagna, e lui ritornerà alla vita cittadina. Ma, dall'istante in cui li incontra, Zuckerman desidera anche un altro scambio: la sua solitudine per la sfida erotica rappresentata dalla giovane Jamie, il cui fascino lo riattrae verso tutto ciò che credeva dimenticato. Il secondo contatto lo stringe con una figura del suo passato, Amy Bellette, musa e compagna del primo eroe letterario di Zuckerman, E. I. Lonoff. Amy, un tempo irresistibile, è ormai una vecchia stremata dalla malattia. Infine il terzo incontro, quello con l'aspirante biografo di Lonoff, un giovane segugio letterario. Di colpo invischiato - come mai avrebbe voluto o previsto - nelle trame dell'amore e della perdita, del desiderio e dell'animosità, Zuckerman mette in scena un dramma interiore di vivide e intense possibilità.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 5 recensioni)

2.0Non convince, 04-05-2012
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E' il primo libro di Roth che ho letto, sbagliando. E forse, almeno lo spero, è per questo motivo che l'ho finito solo per la brevità perché la tentazione di gettarlo dalla finestra era molto forte. Solo successivamente sono venuta a sapere che è la conclusione di una lunga serie di libri con il medesimo protagonista. Sicuramente lo rileggerò!
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2.0Il fantasma esce di scena, 20-07-2011
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Non mi è piaciuto, è molto lontano dalle sue migliori prove narrative. Un libro di Roth a cui d meno di 4 punti é gi allarmante quando uno scrittore scrive di un altro scrittore (e gi altri Zuckerman sono poco riusciti) che a sua volta ragiona di altri scrittori (peraltro inventati) . "Exit Ghost" sta a Roth come laltrettanto poco riuscito "Ravelstein" stava a Bellow. Una sorta di resa dei conti tutta letteraria, che significa molto di pi per lattore che per i lettori. Attendo con ansia il prossimo "Indignazione", ben sapendo che liberatosi di Zuckerman, ecco che viene fuori Roth
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4.0Il fantasma esce di scena, 05-07-2011
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Ultimo romanzo con protagonista l'alter-ego dello scrittore americano. Dopo un lungo periodo di isolamento nel New England, il vecchio Zuckerman torna a New York e lì, oltre a recuperare i fili di storie passate, ed essere tormentato dalle indagini di qualche fanatico studioso sulle vicende di vita di uno scrittore suo amico, fa la riscoperta del desiderio e dell'attrazione sessuale. Vecchio, impotente, non riesce a resistere alle fantasie che gli scatenano il fascino di una giovane intellettuale, moglie di un insignificante marito. Lei se ne accorge, ma sta a osservare i timidi e pretestuosi approcci di Zuckerman. Colpisce come Roth riesca a rendere l'immutabilità del maschio e del suo bisogno di accendere e abbandonarsi alle pulsioni sessuali che l'età non hanno la forza di spegnere se non in chi è spento intellettualmente, fisicamente e emotivamente già dalla nascita.
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4.0Il fantasma esce di scena, 15-02-2011
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Regalo di un fervente divora-libri, mio ex compagno di università. Ritorna Nathan Zuckerman in questo ennesimo racconto del prolifico Roth. Dopo un lungo periodo di isolamento nel New England, il vecchio Zuckerman torna a New York e lì, oltre a recuperare i fili di storie passate, ed essere tormentato dalle indagini di qualche fanatico studioso sulle vicende di vita di uno scrittore suo amico, fa la riscoperta del desiderio e dell'attrazione sessuale. Vecchio, impotente, non riesce a resistere alle fantasie che gli scatenano il fascino di una giovane intellettuale, moglie di un insignificante marito. Lei se ne accorge, ma sta a osservare i timidi e pretestuosi approcci di Zuckerman. Colpisce come Roth riesca a rendere l'immutabilità del maschio e del suo bisogno di accendere e abbandonarsi alle pulsioni sessuali che l'età non hanno la forza di spegnere se non in chi è spento intellettualmente, fisicamente e emotivamente già dalla nascita.
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3.0solipsistica anzianità, 24-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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3 stelle di stima ma..... brutta cosa la vecchiaia, quando ti fai avvolgere da essa, dai ricordi, dai rimpianti. Dopo l'animale morente (che palle .. scusatemi il termine) forse il peggior roth
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