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La famiglia Winshaw

La famiglia Winshaw

di Jonathan Coe


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Descrizione

Le atrocità di una famiglia britannica negli anni di Margaret Thatcher. E, insieme, le avventure di uno scrittore che, incaricato di ricostruire le vicende di questa famiglia, vi si ritrova invischiato, lui e i suoi fantasmi infantili, sino a misurare sulla propria pelle i meccanismi di potere e sopraffazione che hanno portato l'Inghilterra degli anni Ottanta allo sfascio.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 21 recensioni)


4.0La storia di una famiglia potente inglese, 10-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 12
di J. Smith - leggi tutte le sue recensioni

«Nessuno meglio di Coe sa costruire intrecci surreali facendo poi coincidire tutto alla perfezione nel finale! Ne "La famiglia Winshaw" racconta le vite di alcuni membri di un'illustre e cinica famiglia inglese negli anni settanta con le vicissitudini del loro "biografo di rito", che si trova suo malgrado trascinato nelle loro vicende. Con quest'espediente Coe esamina dieci anni di storia inglese, mettendo in risalto soprattutto il progressivo decadimento morale e sociale del paese. Peccato per la conclusione.»

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4.0Stimolante, 08-05-2012, ritenuta utile da 12 utenti su 44
di A. Mingardo - leggi tutte le sue recensioni

«Curioso miscuglio di horror, fantasie improbabili e metaletterarietà, questo libro mi è rimasto impresso sia per la sua stranezza, sia perché mi ha stimolato a leggere altri libri di Coe. Poi, a lettura terminata, ho preso atto di alcuni difetti, ma questo è avvenuto a posteriori, segno che il romanzo reggeva.
Nel formulare un parere, ritengo che Coe abbia dato prova soprattutto di grande abilità, ammettendo lui stesso di aver incastrato nel racconto capitoli di libri altrui, libri sconosciuti e che a nessuno verrebbe l'idea di leggere. Un esercizio letterario sopraffino, che purtroppo però non è per tutti i lettori. Un altro problema è rappresentato da certa circolarità, dal continuo ricominciare certi episodi, come la cronaca del film che il protagonista va a vedere per il suo nono compleanno.
Io ho apprezzato l'opera nel suo complesso, ma raccomando il libro con molta cautela.
»

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5.0Imperdibile!, 03-05-2012
di V. Braido - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro, questo, che inizia in modo ordinato e serio come una saga familiare, la cui biografia è affidata al protagonista, e che poi letteralmente degenera in un finale straordinariamente strano. Uno dei migliori Coe che abbia letto; in questo libro emerge in modo evidente la meravigliosa prosa dell'autore.»

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5.0Bellissimo!, 15-03-2012
di G. Anoè - leggi tutte le sue recensioni

«Saga familiare molto particolare è quella creata da Coe con questo romanzo. Il libro presenta una struttura originale che si sviluppa su un doppio binario: da una parte troviamo la potente famiglia Winshaw priva di scrupoli morali; e dall'altra conosciamo la scrittore incaricato di redigerne la biografia. Ed è sullo sfondo di "Sette allegri cadaveri" che si dipana questa bizzarra narrazione.»

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4.0Buon libro, 08-03-2012
di F. Torre - leggi tutte le sue recensioni

«L'ho trovato molto bello, non tanto per la trama ma quanto per la struttura originale e la scrittura molto particolare.
Per quanto riguarda invece 'la famiglia' devo dire che l'intreccio è un pò pesante! Mi sembra che a volte si perda in dettagli che rendono il libro poco scorrevole come ad esempio tutto il capitolo su Henry.
»

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5.0Un romanzo quasi epico!, 16-09-2011
di S. Nuzzi - leggi tutte le sue recensioni

«La Famiglia Winshaw è un romanzo ad incastri, in cui il passato e il presente si rimandano di continuo, in un gioco di citazioni, presagi e rimandi che rendono lo stile di Coe particolarissimo e unico. Quasi un'epopea familiare con uno sfondo storico di grande problematicità. Come sempre, bravo Coe!»

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4.0Molto bello, 29-07-2011
di F. Gobbini - leggi tutte le sue recensioni

«E' il seguito della Banda dei brocchi. Ambientato negli anni ottanta e ritroviamo qui alcuni personaggi del primo libro. Anche questo romanzo è molto bello anche se do un pungteggio leggermente inferiore al primo. Questo perchè in alcuni punti il libro è un pò lento e perde un pò di smalto per òpoi riprenderlo alla grande nel finale.»

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4.0La famiglia Winshaw, 19-07-2011
di A. Salerno - leggi tutte le sue recensioni

«Splendida rappresentazione teatrale tra il grottesco e il surreale dell'inghilterra anni 90. Coe non ha ambizioni di puro realista, ma intende dickensianamente mettere in luce (e a volte in ridicolo) tic, manie e magagne della societ inglese durante lepoca tatcheriana. Ambizioso e divertente, Coe si é poi ripetuto sugli stessi livelli nella Banda dei Brocchi, ma non con la stessa aspirazione di romanzo sociale»

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2.0La famiglia Winshaw, 18-07-2011
di A. Marcelli - leggi tutte le sue recensioni

«Non riesco a credere che gli si possa assegnare il massimo dei voti cosìa cuor leggero. Il racconto di tanti sprazzi di vita dei personaggi non ti fa mai entrare nella narrazione, il come la vita dello scrittore si collega alle vicende della famiglia Winshaw è quasi imbarazzante, fiabesco oserei dire. All'inizio la trama mi aveva fatto ben sperare ma più andavo avanti e più mi annoiavo, sia ben chiaro lo scrittore ha raccontato anche sprazzi di vita vera, una denuncia al mondo dei potenti (politica in primo piano) che tutt'oggi rovina il pianeta, e questo l'ho apprezzato, ma troppo poco per assegnargli più di 25.»

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5.0La famiglia Winshaw, 15-07-2011
di R. Sbozza - leggi tutte le sue recensioni

«Lui è uno dei migliori scrittori sulla scena letteraria europea. E questo suo spaccato dell'Inghilterra Thatcheriana credo che lo si leggerà ancora per tanti ma tanti anni: perché a parte la visione di un paese distrutto da politiche economiche folli, racconta una storia che funziona sempre, cioè quella di un uomo che cerca di fare i conti coi sogni e i fantasmi della propria infanzia e adolescenza. Bravo Coe, a farlo senza il minimo compiacimento e senza risparmiarsi e risparmiarci nulla.»

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4.0La famiglia Winshaw, 11-07-2011
di S. Faccimma - leggi tutte le sue recensioni

«Me lo consigliò un mia cara amica appassionata di Coe. La scrittura è sicuramente di buon livello e la storia si dipana in maniera estremamente chiara, nonostante i due diversi livelli narrativi del romanzo: la storia dello scrittore (Michael Owen) ed il suo libro (la storia della famiglia Winshaw) . La storia viene narrata quindi su due binari paralleli: le vicende della famiglia Winshaw, formata da persone, tranne poche eccezioni, veramente abiette, dedite solo a fare soldi e conquistare potere, anche a discapito di tutti quelli che li circondano, e la storia dello scrittore, narrata in prima persona. Il romanzo è un giusto mix di drammaticità, humor, giornalismo di assalto, ed altro ancora. La storia si svolge in una cornice storia reale: gli anni '80 e '90 inglesi, quindi vi si ritrova l'ascesa di Margaret Tatcher, lo smantellamento del sistema sanitario nazionale, per quanto riguarda la politica interna, e Saddam Hussein e l'invasione del Kuwait, per quanto riguarda la politica internazionale. In mezzo a tutto questo la famiglia Winshaw prospera incredibilmente. Il finale del libro invece è surreale, con uno stacco netto rispetto alla prima parte del romanzo, cambia anche la scrittura del testo, infatti anche le vicende dello scrittore in questa ultima parte sono narrate in terza persona. Fino al gran finale, almeno per me inatteso, ma che chiude degnamente questo bel libro. Leggetelo.»

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3.0Libro di trincea, 15-04-2011
di R. Brandi - leggi tutte le sue recensioni

«Libro politicamente impegnato, di trincea. Attacca e smaschera con i suoi personaggi e con le sue dettagliate descrizioni o processi politici, la corruzione e lo sfruttamento alimentare. Il quadro narrativo è convincente e anche i personaggi riescono ad essere credibili non ostante siano così funzionali alla descrizione dei suoi concetti. Molto bello, ma a distanza di tempo poco resta, tranne le descrizioni tecniche, forse le cose migliori. Il finale non mi è piaciuto! »

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