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La famiglia Winshaw

La famiglia Winshaw

di Jonathan Coe

4.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I canguri
  • Traduttore: Rollo A.
  • Data di Pubblicazione: aprile 1995
  • EAN: 9788807700620
  • ISBN: 880770062X
  • Pagine: 480
Michael Owen è stato incaricato di scrivere la biografia di una famiglia inglese molto antica e altrettanto disgustosa: i Winshaw. Quasi ogni membro della famiglia è ispirato da una rapacità brutale e totalizzante: Thomas (un banchiere privo di scrupoli), Hilary (una giornalista senza opinioni definite), Roderick (un mercante d'arte lascivo e ignorante), Dorothy (crudele proprietaria di un'azienda agricola), Henry (un politico sempre pronto a cambiare partito), Mark (un trafficante d'armi). Lungo le vite di questi personaggi vengono ricostruiti i famosi anni Ottanta (e, perché no, anche quelli che sembrano essere i futuri anni Novanta). L'autore utilizza diversi codici narrativi: dalla detective story all'horror gotico, dalla farsa alla satira politica.

Note su Jonathan Coe

Jonathan Coe è nato il 19 agosto del 1961 a Bromsgrove, un paese del Worcestershire sitauato a circa 20 chilometri da Birmingham. Figlio di Roger e Janet, ha studiato presso la King Edward’s School di Birmingham, lo stesso istituto frequentato da J.R.R. Tolkien e da Jim Grant (noto con lo pseudonimo di Lee Child). Successivamente si è iscritto al Trinity College di Cambridge. Ha iniziato ad insegnare presso la Warwick University, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Letteratura inglese. Oltre alla passione per la letteratura, Jonathan Coe ha da sempre nutrito un forte interesse per la musica. Durante gli anni Ottanta ha suonato in una band e ha scritto alcune canzoni. Nel 1989 Jonathan Coe si è sposato con Janine McKeown, con la quale ha avuto due bambine, nate nel 1997 e nel 2000. Il suo esordio in ambito letterario avviene nel 1987 con il romanzo “The Accidental Woman”. Il suo quarto romanzo, dal titolo “What a Carve Up!” (1994) ha vinto numerosi premi ed è stato trasposto in una serie proposta dall’emittente BBC Radio 4. Le opere di Jonathan Coe spesso riflettono su questioni politiche e su tematiche importanti, ma lo stile attraverso il quale l’autore si esprime è comico e sottoforma di satira.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 25 recensioni)

5.0Un mix di stili di scrittura, 19-10-2012, ritenuta utile da 1 utente su 3
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La famiglia Winshaw non è un libro normale ma un mix di vari stili di scrittura ben mescolati ed assemblati assieme. Il libro che si presenta come una storia di famiglia intreccia però storie diverse e soprattutto quella personale del narratore che neanche a farlo apposta è comunque legata a quella della famiglia. Questo libro però affronta anche, seppur con la leggerezza di un romanzo, temi di forte attualità come i problemi della sanità pubblica, la guerra in Iraq e la produzione industriale di cibo. Non fatevi ingannare dalla grandezza del libro: la lettura è molto scorrevole e a tratti divertente.
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4.0La storia di una famiglia potente inglese, 10-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 15
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Nessuno meglio di Coe sa costruire intrecci surreali facendo poi coincidire tutto alla perfezione nel finale! Ne "La famiglia Winshaw" racconta le vite di alcuni membri di un'illustre e cinica famiglia inglese negli anni settanta con le vicissitudini del loro "biografo di rito", che si trova suo malgrado trascinato nelle loro vicende. Con quest'espediente Coe esamina dieci anni di storia inglese, mettendo in risalto soprattutto il progressivo decadimento morale e sociale del paese. Peccato per la conclusione.
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4.0Stimolante, 08-05-2012, ritenuta utile da 47 utenti su 93
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Curioso miscuglio di horror, fantasie improbabili e metaletterarietà, questo libro mi è rimasto impresso sia per la sua stranezza, sia perché mi ha stimolato a leggere altri libri di Coe. Poi, a lettura terminata, ho preso atto di alcuni difetti, ma questo è avvenuto a posteriori, segno che il romanzo reggeva.
Nel formulare un parere, ritengo che Coe abbia dato prova soprattutto di grande abilità, ammettendo lui stesso di aver incastrato nel racconto capitoli di libri altrui, libri sconosciuti e che a nessuno verrebbe l'idea di leggere. Un esercizio letterario sopraffino, che purtroppo però non è per tutti i lettori. Un altro problema è rappresentato da certa circolarità, dal continuo ricominciare certi episodi, come la cronaca del film che il protagonista va a vedere per il suo nono compleanno.
Io ho apprezzato l'opera nel suo complesso, ma raccomando il libro con molta cautela.
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5.0Imperdibile!, 03-05-2012
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Un libro, questo, che inizia in modo ordinato e serio come una saga familiare, la cui biografia è affidata al protagonista, e che poi letteralmente degenera in un finale straordinariamente strano. Uno dei migliori Coe che abbia letto; in questo libro emerge in modo evidente la meravigliosa prosa dell'autore.
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5.0Bellissimo!, 15-03-2012
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Saga familiare molto particolare è quella creata da Coe con questo romanzo. Il libro presenta una struttura originale che si sviluppa su un doppio binario: da una parte troviamo la potente famiglia Winshaw priva di scrupoli morali; e dall'altra conosciamo la scrittore incaricato di redigerne la biografia. Ed è sullo sfondo di "Sette allegri cadaveri" che si dipana questa bizzarra narrazione.
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4.0Buon libro, 08-03-2012
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L'ho trovato molto bello, non tanto per la trama ma quanto per la struttura originale e la scrittura molto particolare.
Per quanto riguarda invece 'la famiglia' devo dire che l'intreccio è un pò pesante! Mi sembra che a volte si perda in dettagli che rendono il libro poco scorrevole come ad esempio tutto il capitolo su Henry.
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5.0Un romanzo quasi epico!, 16-09-2011
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La Famiglia Winshaw è un romanzo ad incastri, in cui il passato e il presente si rimandano di continuo, in un gioco di citazioni, presagi e rimandi che rendono lo stile di Coe particolarissimo e unico. Quasi un'epopea familiare con uno sfondo storico di grande problematicità. Come sempre, bravo Coe!
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4.0Molto bello, 29-07-2011
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E' il seguito della Banda dei brocchi. Ambientato negli anni ottanta e ritroviamo qui alcuni personaggi del primo libro. Anche questo romanzo è molto bello anche se do un pungteggio leggermente inferiore al primo. Questo perchè in alcuni punti il libro è un pò lento e perde un pò di smalto per òpoi riprenderlo alla grande nel finale.
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4.0La famiglia Winshaw, 19-07-2011
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Splendida rappresentazione teatrale tra il grottesco e il surreale dell'inghilterra anni 90. Coe non ha ambizioni di puro realista, ma intende dickensianamente mettere in luce (e a volte in ridicolo) tic, manie e magagne della societ inglese durante lepoca tatcheriana. Ambizioso e divertente, Coe si é poi ripetuto sugli stessi livelli nella Banda dei Brocchi, ma non con la stessa aspirazione di romanzo sociale
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2.0La famiglia Winshaw, 18-07-2011
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Non riesco a credere che gli si possa assegnare il massimo dei voti cosìa cuor leggero. Il racconto di tanti sprazzi di vita dei personaggi non ti fa mai entrare nella narrazione, il come la vita dello scrittore si collega alle vicende della famiglia Winshaw è quasi imbarazzante, fiabesco oserei dire. All'inizio la trama mi aveva fatto ben sperare ma più andavo avanti e più mi annoiavo, sia ben chiaro lo scrittore ha raccontato anche sprazzi di vita vera, una denuncia al mondo dei potenti (politica in primo piano) che tutt'oggi rovina il pianeta, e questo l'ho apprezzato, ma troppo poco per assegnargli più di 25.
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5.0La famiglia Winshaw, 15-07-2011
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Lui è uno dei migliori scrittori sulla scena letteraria europea. E questo suo spaccato dell'Inghilterra Thatcheriana credo che lo si leggerà ancora per tanti ma tanti anni: perché a parte la visione di un paese distrutto da politiche economiche folli, racconta una storia che funziona sempre, cioè quella di un uomo che cerca di fare i conti coi sogni e i fantasmi della propria infanzia e adolescenza. Bravo Coe, a farlo senza il minimo compiacimento e senza risparmiarsi e risparmiarci nulla.
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4.0La famiglia Winshaw, 11-07-2011
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Me lo consigliò un mia cara amica appassionata di Coe. La scrittura è sicuramente di buon livello e la storia si dipana in maniera estremamente chiara, nonostante i due diversi livelli narrativi del romanzo: la storia dello scrittore (Michael Owen) ed il suo libro (la storia della famiglia Winshaw) . La storia viene narrata quindi su due binari paralleli: le vicende della famiglia Winshaw, formata da persone, tranne poche eccezioni, veramente abiette, dedite solo a fare soldi e conquistare potere, anche a discapito di tutti quelli che li circondano, e la storia dello scrittore, narrata in prima persona. Il romanzo è un giusto mix di drammaticità, humor, giornalismo di assalto, ed altro ancora. La storia si svolge in una cornice storia reale: gli anni '80 e '90 inglesi, quindi vi si ritrova l'ascesa di Margaret Tatcher, lo smantellamento del sistema sanitario nazionale, per quanto riguarda la politica interna, e Saddam Hussein e l'invasione del Kuwait, per quanto riguarda la politica internazionale. In mezzo a tutto questo la famiglia Winshaw prospera incredibilmente. Il finale del libro invece è surreale, con uno stacco netto rispetto alla prima parte del romanzo, cambia anche la scrittura del testo, infatti anche le vicende dello scrittore in questa ultima parte sono narrate in terza persona. Fino al gran finale, almeno per me inatteso, ma che chiude degnamente questo bel libro. Leggetelo.
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