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Falce e carrello. Le mani sulla spesa degli italiani

Falce e carrello. Le mani sulla spesa degli italiani

di Bernardo Caprotti


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Descrizione

Bernardo Caprotti è l'imprenditore che ha portato all'eccellenza i supermercati in Italia. Ne ha fatto un caso di rinomanza internazionale, nel settore. A 81 anni ha deciso di rompere il suo riserbo (niente interviste, niente fotografie, poche apparizioni pubbliche, tanto lavoro) e in questo libro-denuncia racconta ciò che ha dovuto subire per mano delle Coop. Dai primi contatti con il gigante "rosso" della grande distribuzione fino alle polemiche degli ultimi mesi, il fondatore di Esselunga ricostruisce un confronto pluridecennale scambiato fino a poco tempo fa per normale concorrenza ma che, secondo l'autore, aveva il solo scopo di far sparire la sua azienda dal mercato.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.3 di 5 su 4 recensioni)


3.0Esselunga e Legacoop, 25-05-2012
di R. Tonin - leggi tutte le sue recensioni

«Un documento redatto dall'ottantenne Bernardo Caprotti, che ha importato il supermarket in Italia dagli Stati Uniti negli anni Cinquanta. Il suo atto d'accusa è corredato da copie di documenti legali, articoli apparsi sui quotidiani, tabelle comparative redatte da Top Trade e Panel International. Forse un po' frammentario, denuncia la concorrenza sleale messa in atto da Coop con l'appoggio delle amministrazioni comunali ai danni dell'Esselunga. Molto interessante la parte dedicata alle lotte sindacali.»

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4.0Falce e carrello., 13-07-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 5
di E. Alfetta - leggi tutte le sue recensioni

«Buon, a parte però di non prendere per oro colato tutte le dichirazioni. A parte i vezzi come scrivere "ebbimo", dalle sue parole si capisce che per lui l'azienda è la vita. Gli utili sono importanti ma secondari; i dipendenti sono un male purtroppo ancora necessario; ma quello che conta davvero è l'azienda. Da quando dice alla madre "da domani non verrò più quassì nella nostra ditta tessile, perché ho scoperto che il retail è il mio campo", a quando racconta di come sia sempre stato pronto a tutte le innovazioni tecnologiche, anticipando di anni il codice a barre per i prodotti, a quando ultraottantenne non solo non vende ai comunisti delle Coop - l'anticomunismo è il suo chiodo fisso, e il suo odio verso Prodi secondo me è stato esacerbato dall'allearsi di quest'ultimo con gli odiati nemici - ma nemmeno a Wal-Mart o Tesco, "perché quelli non hanno la cultura della vendita". Ma in filigrana si vede anche quello che manca. Non ho problemi ad accettare come vero il suo atto di accusa, anche per quel poco di LegaCoop che ho conosciuto direttamente, ma faccio notare che Esselunga non la si trova a Torino, dove le Coop non sono certo forti, e nemmeno in Veneto, dove le Coop sono bianche. Qualcosa vorrà ben dire... Il tema dei vantaggi fiscali e no delle Coop è troppo complicato da spiegare in una recensione, ma sembra usato come scusa per non parlare della gestione interna dei supermercati (che anch'essa è qui fuoritema) . In definitiva, un libro sicuramente da leggere ma altrettanto sicuramente da non prendere per oro colato.»

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2.0Coop contro Esselunga, 28-10-2010
di A. Soncini - leggi tutte le sue recensioni

«Coop ed Esselunga se le suonano di santa ragione in buona parte delle città italiane del Nord e Centro. L'autore di questo libro non è altro che il padrone dell'Esselunga: sfoghi, sfoghi e accuse contro gli avversari. Tralasciando i fatti più "economici" - non ho troppa esperienza in queste cose - mi domando come un uomo tanto ricco possa abbassarsi a ciò e descrivere la sua vita agiata come un percorso di sofferenza e torti. Ma mettiti in bocca una scatoletta di tonno Esselunga, và.»

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4.0La denuncia di un'anomalia italiana, 05-10-2010, ritenuta utile da 15 utenti su 19
di M. Bartolozzi - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro di Caprotti è quasi più uno sfogo che una denuncia. Lo sfogo di un'imprenditore che da oltre 50 anni opera nella grande distribuzione italiana e che si trova a dover combattere contro le grandi cooperative di consumo che, usufruendo di agevolazioni fiscali impensabili e di palesi favoritismi degli enti locali, esercitano una concorrenza, che Caprotti ritiene per molti versi sleale, nei confronti delle catene commerciali aventi scopo di lucro.
L'autore quindi mette in evidenza come nelle grandissime coop lo "scopo mutualistico" sia ormai venuto meno, sostenendo che sono diventate soltanto strumenti di clientelismo politico.
Un buon libro che merita di essere letto.
»

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