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Eugénie Grandet

Eugénie Grandet

di Honoré de Balzac

1.0

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  • Editore: Garzanti Libri
  • Collana: I grandi libri
  • Edizione: 25
  • Traduttore: Brunacci G.
  • Data di Pubblicazione: aprile 2004
  • EAN: 9788811360254
  • ISBN: 8811360250
  • Pagine: LXI-174
  • Formato: brossura
Considerato da molti il capolavoro di Balzac, "Eugénie Grandet" presenta due figure tra le più straordinarie della letteratura francese: Félix Grandet, commerciante ricchissimo, prigioniero della propria smisurata avarizia, e la figlia Eugénie, d'animo nobile e sensibile, prigioniera di un sogno d'amore. Due ritratti indimenticabili, tratteggiati con vigore e grande maestria psicologica, che si fronteggiano in un dramma di "ordinaria famiglia". Nulla può distrarli dal perseguimento del proprio credo, dalla fatale attuazione del proprio destino: nella scena memorabile della morte del vecchio Grandet, l'ultimo "gesto spaventoso" è quello per afferrare il crocifisso dorato che il parroco gli porge, "e quest'ultimo sforzo gli costò la vita".

Note su Honoré de Balzac

Honoré de Balzac è nato a Tours, in Francia, il 20 maggio del 1799. La sua era una famiglia borghese abbastanza agiata. Studiò prima a Vendôme, poi a Tours e infine a Parigi, dove si trasferì assieme alla famiglia nel quartiere di Marais. Dopo essersi iscritto all’Università alla facoltà di Giurisprudenza, iniziò a lavorare come scrivano presso uno studio notarile. A vent’anni scoprì di avere un talento innato nella scrittura e una forte vocazione letteraria. Inizia a scrivere delle opere firmandosi con gli pseudonimi di Horace de Saint-Aubin, Lord R'hoone (anagramma di Honoré) o Viellerglé. In un primo momento, i suoi lavori non furono apprezzati, tanto che Honoré si dedicò all’editoria, ma i suoi progetti imprenditoriali non ebbero un buon esito. Nel 1822 conobbe Louise-Antoinette-Laure Hinner, una donna matura che lo incoraggiò a scrivere e che gli restò accanto fino alla morte. Nel 1829 pubblica con il proprio nome “Les Chouans”, che riscosse un discreto successo. Da quel momento in poi la sua attività come scrittore divenne estremamente prolifica. Scrisse circa novanta opere in soli sedici anni. Nel febbraio del 1837, per fuggire ai creditori, si rifugia a Milano. Nel 1938 si reca in Sardegna alla ricerca di miniere d’argento, ma l’impresa è senza successo. Nel 1842 lo scrittore decise di organizzare la sua produzione letteraria ne “La commedia umana” , raggruppando 137 opere in un solo titolo. La sua idea era di descrivere in maniera esaustiva la società, cercando di racchiudere tutta la sua epoca in un’unica opera. Alcuni considerano tale opera la più grande costruzione letteraria di tutta la storia dell'umanità. Accanito frequentatore dei salotti alla moda e seduttore di nobildonne, il maestro del romanzo realista francese del XIX secolo era avido di ricchezza e desideroso di un’ascesa sociale. Riuscì a coronare i suoi desideri sposandosi con una contessa polacca poco prima della morte, che avvenne il 18 agosto del 1850 a Parigi a cusa di una peritonite.
 

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Voto medio del prodotto:  1.0 (1 di 5 su 1 recensione)

1.0Impossibile arrivare alla fine!, 19-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Pensando a questo libro, mi viene in mente un solo aggettivo "triste"
La narrazione scorre molto lentamente, insistendo su concetti e immagini che inducono un forte senso di ansia e depressione nel lettore.
Per colore che leggono per divertirsi e distrarsi dalla dura vita quotidiana è un libro da evitare assolutamente.
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