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Etruschi e italici prima del dominio di Roma

Etruschi e italici prima del dominio di Roma

di Ranuccio Bianchi Bandinelli, Antonio Giuliano


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Prima che il dominio di Roma si estendesse su tutta l'Italia, le regioni della penisola erano venute a contatto ciascuna con culture diverse. Queste civiltà formavano un complesso sistema socio-culturale cui i conquistatori romani seppero imporre la loro supremazia, ma di cui non riuscirono a cancellare i caratteri originari. Questo studio traccia un ampio quadro della produzione artistica dell'Italia antica prima della costituzione di un'arte romana e della sua diffusione nella penisola, iniziando dall'età protostorica (verso il XII secolo a.C.) e giungendo sino al momento dell'unificazione giuridica delle popolazioni italiche con le leggi del 90-89 a.C., che concedevano a tutti i nati liberi a sud del Po la cittadinanza romana.

Note su Ranuccio Bianchi Bandinelli

Ranuccio Bianchi Bandinelli nacque a Siena il 19 febbraio del 1900. Apparteneva ad una figlia benestante di nobili origini, i conti Bianchi Bandinelli Paparoni. Mario, suo padre, era un proprietario terriero e per diversi anni svolse l’incarico di sindaco della città di Siena. La madre, Margherita Ottilie von Korn, era tedesca e proveniva da una famiglia nobile. La formazione di Ranuccio Bianchi Bandinelli iniziò in casa, con lezioni private, e poi proseguì presso il liceo Guicciardini di Siena. Nel 1918 si iscrisse alla facoltà di Archeologia presso l’Università di Roma, dove conseguì la laurea nel 1923. L’anno successivo si sposò con Maria Garrone, dalla quale ebbe due figlie, Marta e Sandra. Dopo gli studi iniziò a lavorare presso il Museo archeologico di Firenze. Tra il 1927 e il 1928 seguì gli scavi archeologici di sovana per poi ottenere, nel 1929, la cattedra della facoltà di Archeologia dell’Università di Cagliari, dove rimase un anno prima di trasferirsi all’Università di Pisa. Dal 1931 al 1933 fu inviato ad insegnare archeologia classica in Olanda per poi tornare a Pisa. Nel 1935 fondò la rivista “La Critica d’Arte” e nel 1938 ottenne la docenza presso l’Università di Firenze, che però durante la guerra sospese le attività accademiche. Nel 1945 si trasferì a Roma per l’incarico di direttore generale delle antichità e belle arti, nel 1948 fu nominato socio dell’Accademia dei Lincei e nel 1949 riprese ad insegnare, prima all’Università di Firenze e poi, nel 1956, a Roma. A partire dal 1964 lasciò l’insegnamento universitario per dedicarsi completamente alla ricerca e alla redazione di saggi e volumi. Morì a Roma il 17 gennaio del 1975.
 

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