L' età di mezzo

L' età di mezzo

4.0

di Joyce C. Oates


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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.8 di 5 su 4 recensioni)

3.0L'età di mezzo, 24-07-2011
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Rimango sempre piacevolmente sorpreso quando ho l'opportunità di leggere un suo romanzo. Tuttavia, questo libro mi sembra più intenzionalmente discorsivo, direi prolisso, come se la Oates lo avesse scritto soprattutto per chiarire delle cose a se stessa. Un libro tutto per sé. Intendiamoci: il livello della prosa è sempre altissimo e i personaggi sono talmente ben caratterizzati da poter allungare la mano e toccarli.
Ma a me lei piace di poche parole e acuta, mentre qui le si sfilaccia ogni tanto il pensiero. Lugubre lo rimane sempre, e voglio proprio vedere se alla fine c'è un'alba o se la notte è davvero tanto lunga...
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4.0L'età di mezzo, 07-07-2011
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L'autrice, con decisione ma non facendolo pesare troppo, adotta un atteggiamento profondo e spietato nei confronti dei suoi imbarazzanti benestanti personaggi, ne descrive con puntigliosità le paranoie e non disdegna di tratteggiarne anche i lati più fastidiosi e antipatici.
L'unico "anello debole" resta l'ambientazione esclusiva, quasi da circolo privato, e il benessere materiale di cui tutti i personaggi godono o finiscono per godere: resta la sensazione che la destrutturazione e ricostruzione di una vita fallita rimanga appannaggio dei ricchi, e non a caso tutte le storie e gli intrecci che si diramano da Salthill hanno in conclusione un loro lieto fine, a tratti sarcastico, a tratti volutamente zuccherato, ma comunque sempre definitivo.
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4.0Parodia di una solitudine..., 12-04-2011
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Altro piccolo capolavoro della Oates, la grande fustigatrice della classe borghese, lontana oramai anni luce dalla attuale frenetica scrittura pc-istica, con calma e raffinatezza ci offre uno splendido spaccato di vita americana. Un protagonista quasi europeo nei suoi ideali semina il panico umorale e sentimentale nella tipica comunità medio-borghese americana arroccata in un paesotto della provincia. Stavolta non spaventa la Oates, come in altri romanzi, anzi SI diverte e CI diverte, con ironia, descrivendo situazioni anche al limite dell'assurdità, così come ci appaiono a volte assurdi e incomprensibili i comporatamenti americani. Da gustare e tenere in libreria assieme agli Steinbeck ed ai Fitzgerald.
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4.0L'età di mezzo, 07-04-2011
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Sì, romanzo interessante, mi sento di consigliarne la lettura anche a lettori esigenti. Accurato affresco di un ristretto gruppo di persone middleupper class nel mezzo del cammin di loro vita: a seguito della morte del loro amico Adam, da tutti adorato ma di cui sanno infine pochissimo, gli abitanti di Salthill, ognuno di loro toccato in modo diverso dal lutto, sentono il bisogno di scavare nella loro vita alla ricerca di un senso e di una via d'uscita dall'empasse, per quanto dorata, in cui sono precipitati. Quasi che il morto continuasse a comunicare con loro, a spingerli verso la catarsi, finiscono per capire più di se stessi mentre cercano allo stesso tempo di saperne di più del misterioso Adam.

La Oates adotta un atteggiamento profondo e spietato nei confronti dei suoi imbarazzanti benestanti personaggi, ne descrive con puntigliosità le paranoie e non disdegna di tratteggiarne anche i lati più fastidiosi e antipatici.
L'unico "anello debole" resta l'ambientazione esclusiva, quasi da circolo privato, e il benessere materiale di cui tutti i personaggi godono o finiscono per godere: resta la sensazione che la destrutturazione e ricostruzione di una vita fallita rimanga appannaggio dei ricchi, e non a caso tutte le storie e gli intrecci che si diramano da Salthill hanno in conclusione un loro lieto fine, a tratti sarcastico, a tratti volutamente zuccherato, ma comunque sempre definitivo.
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