L' estetica del Settecento

L' estetica del Settecento

5.0

di Elio Franzini


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Descrizione

Per la riflessione sull'arte e sul bello il Settecento è il secolo decisivo, il secolo in cui viene fondata l'estetica come disciplina autonoma. Il volume disegna di questa prima fase del pensiero estetico un panorama che è insieme storico e sistematico, mettendone in luce radici e sviluppo, e discutendone i concetti chiave: dalla bellezza al sublime, dal genio al gusto.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Estetica come senso comune del Settecento, 12-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Chi è il fondatore dell'estetica? Di certo non quel Baumgarten che per primo coniò il termine o, almeno, non solo. L'estetica non è una disciplina fatta di statuti, regole, anguste classificazioni, ma un movimento che attraversa tutto il Settecento e che si nutre di nomi noti, da Shaftesbury a Kant. Al di là di ogni semplice nozionismo, Franzini ripercorre il secolo dei Lumi, ne indaga le radici filosofiche e storiche e giunge a mostrarci come fermarsi ad una definizione unilaterale non terrebbe conto dello spirito dell’epoca di cui fanno parte anche casualità e contingenze. Per questo secolo e per questa che possiamo definire, forse a torto, disciplina, può valere la definizione leibniziana della bellezza come un’unità nella varietà. Inutile dunque tentare di ridurre un secolo ad artificiose definizioni come secolo dei lumi o della ragione, così come é inutile tentare di dare dell’estetica un’immagine univoca. Se da una parte il Settecento non è trionfo acritico della ragione ma coesistenza di razionalità e passioni, di giudizio e wit (ingegno) dall’altra l’estetica viene definita come il senso comune del secolo, come il mezzo di conciliazione tra due diverse visioni del rapporto tra soggetto e oggetto sensibile. L’estetica è cioè disciplina della sensazione che regola quindi l’attenzione del soggetto, il suo essere affetto nel rapporto con un oggetto d’esperienza. Settecento dunque come secolo vario e complesso, come secolo di tensioni e di contraddizioni ed estetica non come scienza, ma come tendenza che di tali tensioni è lo specchio.
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