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Estensione del dominio della lotta

Estensione del dominio della lotta

di Michel Houellebecq


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Descrizione

Trent'anni, analista programmatore in una società di servizi informatici, il protagonista di questo romanzo conduce un'esistenza indifferente. Il lavoro, i viaggi d'affari, le prigioni dell'amore e del sesso, l'assenza di qualsiasi sentimento che non sia di insofferenza verso se stesso, lo scivolare lento e inesorabile in uno stato di insensibilità dal quale sembra non esserci via d'uscita.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 3 recensioni)


4.0Estensione del dominio della lotta, 08-07-2011
di G. Simeoli - leggi tutte le sue recensioni

«Non è certo il capolavoro dell'autore franceseche secondo me continua a rimanere "La possibilità di un'isola" ma è comunque un gran bel libro. La storia è tipica: il protagonista è un quarantenne, o poco oltre, che non ha delle grandi relazioni umane con il resto dell'umanità che lo circonda, direi quasi che il protagonista si lascia un po' vivere. Non capisco le recensioni in cui si loda o si stronca il libro sul realismo o meno della descrizione che l'autore dà della generazione degli allora trentenni: il libro è un romanzo, non è un'analisi sociologica del mondo reale, e, secondo me, come tale va preso: il protagonista è così, punto e basta. »

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4.0Estensione del dominio della lotta, 03-04-2011
di O. Varricchio - leggi tutte le sue recensioni

«Me lo aveva consigliato un mio fidatissimo collega. Lo ritengo un libro ben riuscito, e un libro che parla di qualche aspetto della nostra società e inevitabilmente di noi. Un libro che può dare chiavi di lettura sulla realtà, sulla vita, sul mondo che viviamo. Scritto bene, mantiene sempre un certo grado di tensione e quindi di attenzione. La lunghezza del testo è perfetta per questa tipologia di racconto. La partecipazione, direi quasi il parteggiare, dell'autore implicito per il narratore, è gioco forza: anche il lettore dovrebbe immedesimarsi, questo non è cinismo gratuito, questa è una prospettiva sulla vita. »

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5.0Le prigioni della modernità, 05-09-2010
di A. Campolieti - leggi tutte le sue recensioni

«Sento spesso paragonare questo libro allo "Straniero" di Camus. Probabilmente è così, ancora in ballo c'è la società ed il vorticare di esistenze che corrono parallele e non si incontrano mai veramente, non scambiano parole sincere e non vanno contro il sistema. Cosa sia poi questo sistema sfugge alla comprensione, giacché il sistema è racchiuso nel nostro modo, tutto umano, di racchiuderci in società e di autoregolarci con leggi, che stabiliamo, approviamo e ci impegniamo a rispettare.
Credo che la differenza con Camus sia profonda, il protagonista di Houellebecq non è totalmente fuori dal mondo, anzi, ci è completamente immerso, fino al collo. E non vorrebbe esserci probabilmente, visto che la realizzazione personale gli appare come un traguardo troppo faticoso a cui arrivare.
Sto per fare un paragone che a molti potrà sembrare oltraggioso, ma questo libro mi richiama alla mente il Patrick Bateman di American Psyco, di Ellis.
Il successo personale per il serial killer, si esplicava principalmente attraverso il sesso ed il denaro. Gli atti sovversivi contro il sistema erano parole pensate, taciute e rancorose. Gli sfoghi del protagonista di Ellis sfociavano nel sangue così come quelli del protagonista di Houellebecq, anche se questi ultimi più autolesionistici che pericolosi per gli altri.
Il protagonista di questo romanzo non è pazzo: è lucido, ma totalmente assente. Si estranea, non parla, non spiega nulla a nessuno, perché nessuno gli domanda nulla in fondo. Ed è forse la ricerca di una domanda che anima il suo terremoto interiore "Per piacere, qualcuno mi chieda come sto, qualcuno mi chieda chi sono".
Il sesso ed il successo personale? Trappole. Come vie di fuga il licenziamento e la castrazione. Ma nemmeno questo funzionerà. Nulla funziona. Il sistema ha vinto, ancora.


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