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Estasi culinarie

Estasi culinarie

di Muriel Barbery


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Descrizione

Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall'"Eleganza del riccio", monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte. Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall'alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi, nelle ultime ore di vita cerca di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapore per eccellenza, quello che vorrebbe assaggiare di nuovo, prima del trapasso. Ha così inizio un viaggio gustoso e ironico che ripercorre la carriera di Arthens dall'infanzia ai fasti della maturità, attraverso la celebrazione di piatti poveri e prelibatezze haute cuisine. A fare da contrappunto alla voce dell'arrogante critico c'è la nutrita galleria delle sue vittime (i familiari, l'amante, l'allievo, il gatto e anche la portinaia Renée), ciascuna delle quali prende la parola per esprimere il suo punto di vista su un uomo che, tra grandezze pubbliche e miserie private, sembra ispirare solo sentimenti estremi, dall'ammirazione incondizionata al terrore, dall'amore cieco all'odio feroce. Il romanzo d'esordio di Muriel Barbery.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 10 recensioni)


4.0Appetitoso, 02-02-2012
di C. Rolando-lesca - leggi tutte le sue recensioni

«Acquistato senza troppa convinzione per ingannare il tempo durante un noioso viaggio in autobus, mi ha catturato pian piano e infine conquistata. Con la solita discutibile politica editoriale italiana è stato pubblicato in seguito a L'eleganza del riccio, ma in realtà è antecedente e l'ordine di lettura andrebbe rispettato.»

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1.0Estasi culinarie, 29-07-2011
di F. Villo - leggi tutte le sue recensioni

«La prima opera dell'autreice mi aveva colpito, questa invece mi ha sorpreso in negativo. Cominciamo dal titolo orrendamente tradotto: "Une gourmandise" l'avrei reso con "Una ghiottoneria" che è quella che va cercando il grande esperto di cucina sul suo letto di morte. Perché le estasi culinarie ci sono, vero, ma sono il filo su cui scorre il racconto. Una serie di siparietti in cui il sempre grande critico ci fa immergere in sapori, trovando le auliche parole per raccontarli. Ma non si capisce (o non capisco io) quanto ci sia di ironico (perché l'uso di quelle metafore potrebbe indurre) e quanto di falsamente vero. »

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3.0Estasi culinarie, 10-07-2011
di M. Cerulli - leggi tutte le sue recensioni

«Il romanzo di esordio dell'autrice dell'Eleganza del riccio, con la sua scrittura veritiera e particolareggiata con questo libro rende partecipe il lettore nella ricerca del "sapore per eccellenza" che uno chef di fama internazionale prima del trapasso cerca di ritrovare attraverso un viaggio gustoso che ripercorre la sua carriera e i piatti tipici dell'arte povera.»

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4.0Estasi culinarie, 07-07-2011
di M. Oreste - leggi tutte le sue recensioni

«Leggerlo è quasi una rivincita per tutte le persone costrette a dieta. E' un'esaltazione delle filosofia del gusto e del carpe diem anche parossistica, che se ne frega del colesterolo, trigliceridi, glicemia, etc. Questa esaltazione è fortemente messa in risalto anche dalla filosofia di vita del protagonista che ignora moglie, figli, famiglia a tutto vantaggio della sua visione epicurea della vita. »

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4.0Attenzione, questo romanzo fa venire l'acquolina!, 26-03-2011
di M. Berthier - leggi tutte le sue recensioni

«Quando le estasi culinarie diventano delirio dei sensi e il semplice evocare ricordi di cibi prelibati manda in deliquio il palato, assumendo quasi un carattere lussurioso.

74 pagine senza dialoghi. Un alternarsi di streams of consciousness che legano il protagonista, critico gastronomico di fama internazionale in punto di morte, ad una serie di personaggi - familiari, amanti e amici - per delinearne la personalità e per ripercorrere, attraverso i cibi da lui amati di più, la sua vita di raffinato palato e terrore degli chef.

L'abilità dell'autrice nel dar voce alle papille gustative del protagonista è davvero notevole. Non è difficile riconoscere nella propria bocca il sapore di un sorbetto all'arancia o di un'anatra laccata alla pechinese. Così come è notevole il suo modo di dar voce ai pensieri dei personaggi (persino dando voce ad un gatto) , srotolandoli in un unico filo che non annoia.

3 stelle per definirlo carino. Un assaggio di quello stile che si ritroverà ne "L'eleganza del riccio".
»

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4.0Appetitoso, 19-03-2011
di I. Polimeni - leggi tutte le sue recensioni

«L'idea è quella di raccontare il punto di vista di un critico gastronomico negli ultimi giorni della sua vita. Gli ambienti sono quelli tipici della Barbery e i personaggi con i loro caratteri anche. Il protagonista è alla ricerca del sapore, dell'unico vero sapore autentico, genuino che ha contraddistinto la sua esistenza.
Lascia un buon sapore in bocca ed anche delle belle idee per la preparazione di piatti in cucina.
»

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4.0Estasi culinarie, 08-11-2010
di S. De giovanni - leggi tutte le sue recensioni

«Scritto prima del più famoso L'eleganza del riccio, presenta le stesse ottime qualità narrative dell'autrice, con una storia che è un vero e proprio saggio di alta cucina.

Il personaggio principale (davvero molto antipatico) è un critico gastronomico sul letto di morte che riavvolge il nastro della sua vita e ferma il tasto play su alcuni episodi salienti, in cui vengono spesso descritte ricette e interazioni cibo-palato-gusto che ti fanno venir voglia di correre in cucina a provare qualcosa di analogo.

E' un'esaltazione delle filosofia del gusto e del carpe diem anche parossistica, che se ne frega del colesterolo, trigliceridi, glicemia, etc. Questa esaltazione è fortemente messa in risalto anche dalla filosofia di vita del protagonista che ignora moglie, figli, famiglia a tutto vantaggio della sua visione epicurea della vita.

Leggerlo è quasi una rivincita verso ogni privazione gastronomica dettata da raccomandazioni del Dr. Gargiulo di turno o da diete ipocaloriche.

Per fortuna sono solo 142 pagine, altrimenti si rischiano davvero troppi strappi alla regola.

Da non leggere dopo le feste di Natale, quando le diete impongono sacrifici che sarebbero troppo grandi leggendo questo bel libro.
»

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5.0Da acquolina in bocca!, 29-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di C. Tammaro - leggi tutte le sue recensioni

«Intense descrizioni delle pietanze che il vecchio morente malmostoso rievoca...letteralmente da acquolina in bocca! Con alcuni ricordi si poteva sentire veramente il profumo o il gusto dell'estasi culinaria provata dal critico gastronomico.»

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3.0estasi culinarie, 09-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di C. Marcato - leggi tutte le sue recensioni

«La capacità di questo libro di trasmettere i gusti e le sensazioni delle varie pietanze è qualcosa di meraviglioso per chi ama il cibo. Per quanto riguarda la storia, tuttavia, non siamo agli stessi livelli dell'eleganza del riccio percui non mi sento di consigliarlo a chi cerca un degno seguito di quest'ultimo.»

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2.0nulla a che vedere con l'eleganza del riccio, 06-07-2010
di E. Gallitano - leggi tutte le sue recensioni

«Mi aspettavo di riprovare le stesse emozioni e sensazioni dell'Eleganza del Riccio e invece non mi ha presa per nulla.. sarà che il protagonista è proprio un personaggio antipatico, ma poi tutta questa fobia per il cibo, messo davanti addirittura a moglie e figli.. bocciato! »

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