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Essere senza destino

Essere senza destino

di Imre Kertész

3.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I narratori
  • Edizione: 4
  • Traduttore: Griffini B.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2003
  • EAN: 9788807015618
  • ISBN: 8807015617
  • Pagine: 224
Gyurka non ha ancora compiuto quindici anni, quando una sera deve salutare il padre costretto a partire per l'Arbeitsdienst. Alla domanda perché agli ebrei venga riservato un simile trattamento, il ragazzo rifiuta di condividere la risposta religiosa, "questo è il volere di Dio". Perché dovrebbe esserci un senso in tutto questo? Poco dopo Gyurka viene arruolato al lavoro forzato presso la Shell, e da lì, un giorno, senza spiegazione, viene costretto a partire per la Germania. La voglia di crescere, di vedere e imparare, l'impulso vitale di questo ragazzo sono così marcati e prorompenti, che la sua "ratio" trova sempre una buona ragione perché le cose avvengano proprio in quel modo e non in un altro.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 5 recensioni)

5.0Un dolore da non dimenticare, 21-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
In questo libro autobiografico Kertesz parla della sua esperienza nei campi di concentramento. La visione pur nella sua drammaticità è piena di speranza e di consapevolezza, una riflessione sulla dignità umana. L'opera più famosa di un recente nobel, un'ennesima sfaccettatura della tragedia del secolo breve, questi libri sono necessari l'orrore non è mai ricordato abbastanza
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3.0Molto distante dalle esperienze di Primo Levi, 01-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Kertesz vuole offrirci la sua personale visione in una nuova ottica, cogliendo il lato tragicomico là dove sembra impossibile. Se un autore ti lascia freddo ed indifferente quando parla delle proprie esperienze in un lager nazista deve esserci qualcosa che non và. Specie se questo argomento ti tocca particolarmente. In Kertész ho trovato troppa comprensione, una visione troppo ingenua dei fatti che non mi ha trovata d'accordo. Per queste perplessità, il libro non mi sembra molto riuscito, anche se ovviamente la testimonianza diretta dell'autore si aggiunge a quelle degli altri sopravvissuti e rappresenta dunque un'ulteriore fonte per la memoria.
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5.0Il lager infame, 20-07-2011
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Premio Nobel nel 2002, Imre Kertesz, pubblicò questo libro già nei lontani anni Settanta, nel suo paese natale l'Ungheria ma, allora, non venne notato, né considerato come un'opera particolarmente significativa. Narra la storia di un adolescente che sopravvive ai campi di concentramento della follia nazista. Per non dimenticare.
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2.0Essere senza destino, 23-02-2011
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Penso che questo libro non possa meritarsi più di 2. L'argomento non è nuovo, la lettura a tratti risulta un po' pesante... Ma mi ha colpito molto l'insolita prospettiva da cui la tragedia degli ebrei è stata analizzata: l'esperienza del lager è vista attraverso gli occhi di un ragazzino di 15 anni che - nonostante tutto - ha la curiosità di scoprire e conoscere il mondo. Forse è per questo che il libro non indugia sugli orrori e sulle atrocità dei lager, ma preferisce soffermarsi su episodi di umanità, su rapporti di amicizia che durano a volte pochi istanti ma legano i protagonisti in un'eterna solidarietà.
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2.0Cosi' cosi', 04-12-2010
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Se un autore ti lascia fredda ed emotivamente distaccata quando parla delle proprie esperienze in un campo di concentramento deve esserci qualcosa che non và. Specie se questo argomento ti tocca particolarmente. In Kertész ho trovato troppa comprensione, una visione troppo ingenua dei fatti che non mi ha trovata d'accordo.
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