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Eseguendo la sentenza. Roma, 1978. Dietro le quinte del sequestro Moro

Eseguendo la sentenza. Roma, 1978. Dietro le quinte del sequestro Moro

di Giovanni Bianconi

3.5

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Dei brigatisti si ripercorrono le vicende personali, le mosse durante il sequestro, i contrasti interni, i sentimenti e le reazioni alle risposte dello Stato, i colloqui con l'ostaggio, la vita clandestina nella giungla metropolitana grazie alla quale i ricercati sono passati indenni dai controlli di polizia nella città assediata, fino alla tormentata decisione di uccidere il prigioniero come unica conclusione possibile della "battaglia" ingaggiata col rapimento. Nella Dc emerge un atteggiamento che col trascorrere dei giorni va dalla sorpresa alla sofferta consapevolezza di ritrovarsi paralizzati per una Ragione di Stato contro la quale Moro combatte la sua personale battaglia dalla prigione brigatista.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 6 recensioni)

3.0Eseguendo la sentenza, 19-07-2011
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Leggermente impreciso sul versante del rapimento vero e proprio. Manca (o almeno, a me è mancata) un po' di analisi sul sequestro vero e proprio e sulla prigionia. Comunque un bel libro, pieno di informazioni interessanti ed utili. Un difetto: l'autore chiama quasi sempre i rapitori con i nomi di battaglia, mentre oggi sono ovviamente ben più noti col nome di battesimo.
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2.0Eseguendo la sentenza, 29-10-2010
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Recentemente, credo un paio di settimane fa, leggevo un articolo di Beppe Sebaste nell'inserto domenicale di Repubblica. Raccontava Sebaste delle sue ricognizioni oggi, in giorni qualsiasi della settimana, nei luoghi della vicenda del rapimento Moro. Ma non è questo che c'interessa. Piuttosto, nell'articolo Sebaste fa riferimento al presente libro di Bianconi, intitolato “Eseguendo la sentenza” per dire che è avvincente al punto che lo si legge come un romanzo (un romanzo avvincente, con ogni evidenza, e non di quelli che fanno venire il latte alle ginocchia).
Avvincente... Ora, ognuno ovviamente la vede e la percepisce come vuole, però mi riesce difficile capire come si possa trovare avvincente questo libro. Io, per me, avvincenza non ne ho vista; noia sì invece, molta.
C'è un curioso impasto che viene fuori dal testo in oggetto. Innanzitutto quello che dicevo prima, ovvero che per come è costruito -in una sorta di conto alla rovescia dalla mattina del sedici marzo fino all'epilogo del nove maggio e giorno seguente- cicca pesantemente il punto di vista. La vicenda del sequestro e dei famosi cinquantacinque giorni è infatti presa assumendo il punto di vista di coloro i quali si trovano al di fuori della prigione brigatista: la famiglia, ma soprattutto gli esponenti della DC. Dunque i protagonisti di “Eseguendo la sentenza” sono Zaccagnini, Andreotti, Cossiga, Pisanu, Bodrato, Belci (direttore del quotidiano Il Popolo), Guerzoni (persona di partito molto vicina a Moro) eccetera. In aggiunta, altri politici a entrare nella vicenda: Berlinguer e, soprattutto, Craxi.
Questa angolazione depotenzia con nettezza l'impatto supposto “avvincente” del libro, vuoi per la terribile pochezza dell'operato di queste figure in quelle che furono giornate tragiche e decisive per la storia del paese, la loro sostanziale ipocrisia, il teatrino tutto italiano del procastinare, del non provare neanche a decidere, vuoi anche perché proprio a livello per così dire narrativo quei giorni a livello di figure istituzionali fu veramente (atrocemente) povero di contenuti.
Certo uno dice, va bene, ma per tenere alta la tensione non si poteva neanche fare dei libri come quelli di Sergio Flamigni (li pubblica Kaos), nei quali dentro alla vicenda del rapimento Moro si va ad intravedere ogni dietrologia, ogni intreccio internazionale, ogni trama atlantica, ogni sa la madonna cosa. Se i fatti son quelli non si può fare bolle di sapone come quando si dice che Elvis è ancora vivo (e mica per niente sta a Frattocchie) o che Lady Diana l'ha incidentata l'MI6.
D'accordo, ma allora facciamo una roba documentatissima, un lavoro dove lo vedi che è stata passata al setaccio ogni carta, ogni atto giudiziario... tutto. Qua invece per tenere questa sorta di filo narrativo (caratterizzato anche dal riportare tracce di cose di realtà spicciola d'Italia a quei tempi, extra-sequestro: campionato di calcio, cronaca nera, scandalo Lockheed etc.) si ha un'impressione come di povertà documentaristica, anche se poi sicuramente l'autore s'è fatto un mazzo così ad andare a leggersi tutto quanto. Pensa solo alla muraglia di scartoffie che ha prodotto la commissione parlamentare d'inchiesta!
Insomma, un libro malriuscito.
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4.0Struzzi - Eseguendo la sentenza, 26-07-2010
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Einaudi ripropone in edizione tascabile questo libro sul sequestro Moro che più che essere la storia di quelle giornate ne è il romanzo. Qui infatti c'è un potente lavoro di montaggio sul materiale diversamente reperito, un'idea forte di intreccio,
la capacità di tenere avvinto il lettore che, salvo eccezioni più uniche che rare, già conosce la fine dei fatti. Consigliato a chi non avesse comprato già l'altra edizione perché più economica.
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4.0Un mistero italiano, 25-07-2010
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Il libro di Bianconi è un diario puntiglioso dei giorni del sequestro Moro. Utile per ricordare i vari passaggi che, dal sequestro e conseguente eccidio degli uomini della scorta all'ultimo comunicato in cui le BR dichiararono che stavano ormai "eseguendo la sentenza", portarono all'assassinio di Aldo Moro. Purtroppo ho trovato un'esposizione asettica, seppur rigorosa, di una storia dove in realtà niente è ciò che appare. Mi aspettavo qualche spunto per le inevitabili riflessioni che uno dei tanti misteri italiani comporta.
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4.0Eseguendo la sentenza, 19-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Bianconi è inviato del Corriere della Sera, per il quale segue le più importanti vicende giudiziarie e di cronaca. All'epoca del sequestro Moro era un diciottenne romano come tanti, quindi usa un metodo che lo annette piuttosto alla categoria degli storici. Non di meno, questo libro suo non è soltanto un libro di storia. Sceglie la strada più scabrosa e la mette in sottotitolo: "Dietro le quinte del sequestro Moro". Non cambia certo il protagonista della storia; mutano però di necessità gli scenari, il contorno si fa non solo indispensabile ma necessario. Qui c'è anche, e potente, un lavoro di montaggio sul materiale diversamente reperito, un'idea forte di intreccio, la capacità di tenere avvinto il lettore che, salvo eccezioni più uniche che rare, già conosce la fine dei fatti. Insomma, per passo e taglio, si tratta di un romanzo, dal finale tragico.
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3.0 Sufficiente , 03-07-2010
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Il libro si legge bene, ed a tratti riesce a prenderti, però non è scattata quella scintilla che me lo ha fatto piacere da morire. Se fosse un compito in classe, lo giudicherei da "6", senza infamia e senza lode.
Ad ogni modo, Bianconi riesce quanto meno ad esporre i fatti in modo tale che il lettore si crea un proprio giudizio sugli "attori" della vicenda.
A me è servito, se non altro, ad aggiornarmi su un episodio chiave per la Repubblica Italiana, del quale sapevo poco o niente, avendolo vissuto in età infantile.
Vengono proposte le lettere di Moro, i verbali della polizia, le testimonianze che si sono rivelate non utili in seguito, il tutto trattato con oggettività, quasi senza commento dell'autore, in modo che il lettore può far suoi questi documenti via via che li legge, per poi arrivare al termine del libro con un'idea su ciascun personaggio: l'immobilismo della DC, che si è resa così complice dell'omicidio, l'intransigenza del PCI, che aveva paura che aprendo ai terroristi sarebbe stato tacciato di collaborazionismo, l'ipocrisia di tanti sedicenti amici del Presidente, che al momento di trovare soluzioni concrete si sono nascosti dietro la ragion di stato, il dolore dei familiari, in particolare della moglie Nora, che ha dimostrato una umanità ed allo stesso tempo una dignità veramente fuori dal comune.
Alla fine però la lettura non entusiasma e non si vede l'ora di terminarlo per cominciare un'altro libro, e questo fa si che il mio giudizio sia di due sole stelle.
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