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Esco presto la mattina

Esco presto la mattina

di Massimo Cacciapuoti

5.0

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Andrea Dell'Arti ha trentacinque anni ma ne dimostra meno di trenta. E soprattutto ha una fortuna sfacciata: non quella di chi vince al Superenalotto o a poker, o trova un sacchetto pieno di euro davanti al bancomat. No, è solo che, giorno dopo giorno, la vita sta esaudendo tutti i suoi desideri: l'amore e la famiglia, il lavoro e le aspirazioni creative... Insomma, tutto quello che gli italiani della sua età in genere hanno già smesso di desiderare. Ad Andrea, invece, va tutto bene, senza troppa fatica. Persino sua suocera lo adora... E tutto questo accade, per di più, in una città corrotta e malata, e negli ambienti più difficili. Contro ogni logica, al di là di ogni merito. Andrea non ha niente di diverso dai suoi amici e coetanei, solo che si trova sempre al posto giusto nel momento giusto: perché ogni volta c'è qualcuno che ha bisogno di un ragazzo brillante (ma non troppo), volonteroso (ma non troppo), ambizioso (ma non troppo), idealista (ma non troppo). Come un novello Candide, questo pavido eroe del nostro tempo attraversa lo scalcagnato inferno contemporaneo. "Esco presto" la mattina è una godibile satira, che non risparmia la politica e la letteratura, la famiglia e il cinema, per farceli vedere così come sono.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Un libro per noi estremisti del sogno, 09-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo è un libro bellissimo, deliziosamente rinfrescante nella sua leggiadra ferocia. L'autore colpisce spietatamente a 360 °, ma lo fa con una scrittura di una grazia e finezza incredibili... E' impossibile non essere catturati fin dalla prima pagina, e confesso che non ho potuto fermarmi fino all'ultimo rigo, condotta parola dopo parola nel vortice di gironi infernali in cui il protagonista si aggira con l'incoscienza perfetta dell'innocente. La "società liquida (per citare Baumans) mostra la sua inconsistenza e la sua angoscia nelle avventure di Andrea Dell'Arti, "estremista del sogno", rappresentante ideale di una generazione colta e onesta, costretta a vivere in un mondo che offre ben poche sicurezze: il sogno e l'ideale si incontrano col male e con lo svuotamento; la trasgressione diventa un incubo che cerca di divorare Andrea in un favoloso, fantasmagorico finale: la famiglia, unico rifugio e speranza, è anch'essa ambivalente, prigione e forza nello stesso tempo. Abitante dell'inferno di Napoli in questa generazione, mi sono ritrovata in questo romanzo come se l'autore mi avess messo davanti uno specchio, lo specchio del mio Perturbante. Ciò che mi sta vicino, quello che mi è più caro e più mi rassicura, è anche la più potente fonte di spavento, di angoscia. Se la grande letteratura è capacità di creare cultura, cioè conoscenza della realtà - e di conseguenza, crea lo strumento per cambiarla, la realtà - questo libro è un grande libro, e questo scrittore è un GRANDE scrittore. E' un libro fresco, crudele, tenero e delizioso, un libro che doveva assolutamente essere scritto e da leggere e rileggere assolutamente, con inesausta delizia.
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