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Un eroe del nostro tempo

Un eroe del nostro tempo

di Michail Jur'evi Lermontov

4.0

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Questa è l'unica opera in prosa di Lermontov, pubblicata, pochi mesi prima della morte dell'autore, nel 1841. Si tratta di una serie di cinque racconti, collegati tra loro dalla ricorrente figura del protagonista, Peciorin, un giovane ufficiale russo, specchio e simbolo della generazione plasmata dal diffondersi in Europa delle idee romantiche. Ogni racconto mira a presentare sotto luci diverse ma complementari il protagonista, figura assai complessa, di riconoscibile matrice autobiografica. Ma accanto a lui assumono risalto i molti personaggi secondari che disegnano un ritratto avvincente del mondo russo, e gli splendidi paesaggi naturali del Caucaso con le sue cupe montagne, sfondo ideale all'anelito romantico dei personaggi.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Un eroe del nostro tempo, 09-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Vi sono nella storia determinate figure di grandi scrittori che in vita non ottennero il successo che gli spettava, uno di questi è Lermontov, giovane poeta e scrittore che troppo presto ha bruciato la sua vita, quasi come il suo personaggio più famoso, Pe269; orin, protagonista di Un eroe del nostro tempo. Quasi come Lord Byron, di cui Lermontov era grande seguace, quasi come Pukin, che Lermontov celebrò in una lirica ritenuta sovversiva dallo Zar, intitolata La morte del poeta e che gli costò il trasferimento in un reggimento di stanza al Caucaso, per punizione.
Un romantico quindi, almeno apparentemente, ed è infatti così che i capitoli iniziali dell'opera (in realtà un polittico costituito da cinque quadri) ci descrivono il giovane protagonista. Salvo poi tramutare Pe269; orin in un uomo colmo di disprezzo verso tutti e tutto, deluso, amareggiato, crudele, dissacrante, che ama far scempio delle regole della buona società e lo fa con una risata sardonica, amara, distaccata. Provocazioni dunque, verso la società e la letteratura, ma anche verso le donne, oggetto di culto per l'eroe romantico tradizionale e non certo per un atipico sovversivo come Lermontov. Il cuore ormai ha smesso di essergli guida, fa dire a Pe269; orin stesso, tutto è dominato e diretto dalla ragione che gli consente un comportamento distaccato e freddo, al limite della maleducazione e della villania. Il ritratto di Pe269; orin che affiora dalla lettura delle cinque parti è quello di un grande personaggio letterario, sicuramente troppo poco noto in confronto a quanto meriterebbe, una figura che pochi eguali ha nella letteratura moderna, considerando anche che l'autore non era che 26enne al momento della pubblicazione di questo romanzo e che morirà appena l'anno dopo con lo stesso piglio con cui era vissuto in duello (anche questo un punto di contatto con Pukin).
Più che un eroe, Pe269; orin (e con lui Lermontov) è un antieroe, un uomo che non fa nulla per piacere, anzi si crogiola nel disappunto altrui, nell'indifferenza alla morte e al proprio destino non per coraggio appunto "eroico", ma per noia della vita, disinteresse, stanchezza.
Proprio dalla noia nascono molte delle azioni di Pe269; orin, che non sono però perfide in senso machiavellico, cioè volte a compiere il male nei confronti dei buoni; sono delle sfide al genere umano, per vedere quanto facile fosse scombinare il gioco a dadi del destino o della predestinazione (la scena della roulette russa è assolutamente esemplificativa di questo punto di vista).
L'aspetto in cui Lermontov è senz'alcun dubbio spiccatamente ed incontrovertibilmente romantico è quello dell'osservazione della natura. Le parole con cui descrive le bellezze paesaggistiche del Caucaso, lo splendore dei suoi monti, la furia delle sue bufere di neve e l'impeto dei suoi torrenti in piena sono pittoresche e sublime insiemi, quindi innegabilmente romantiche.
Più di tutto, Un eroe del nostro tempo resta un'opera moderna, attuale, viva, come tutte le opere che hanno visto la luce in un'epoca di passaggio, di controversia, di mutazione. Spentisi i lumi settecenteschi, la Russia di Lermontov annaspa in una crisi di identità e in un forte desiderio di crescita e innovazione; in momenti come questi, acuta è la ricerca del progresso, inesorabile il rifiuto del passato. Potremmo quasi dire che l'uragano che esploderà con Dostoevskij sta già covando in segreto nell'aristocratico deluso Lermontov, nel suo dissidio tra apparenze esteriori e pulsioni interiori; Pe269; orin è l'alba di un giorno il cui crepuscolo sarà Raskolnikov, e tra l'uno e l'altro la società russa aristocratica e raffinata si sarà disgregata e guastata, pur avendo acquistato una ideologia e una consapevolezza nichilista che in Lermontov sono ancora del tutto assenti.
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