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L' enigma multiculturale. Stati, etnie, religioni

L' enigma multiculturale. Stati, etnie, religioni

di Gerd Baumann

3.0

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  • Editore: Il Mulino
  • Collana: Contemporanea
  • Data di Pubblicazione: settembre 2003
  • EAN: 9788815094506
  • ISBN: 8815094504
  • Pagine: 181
  • Formato: brossura
Le società multietniche sono una realtà che si va sempre più diffondendo anche in Europa e che costringono a ripensare la questione dei diritti e delle libertà in maniera diversa da come è stata affrontata finora nella tradizione degli stati nazionali. Di fronte all'insufficienza dei diritti civili, che tutelano a pieno titolo il cittadino, ma non l'immigrato sprovvisto di cittadinanza nazionale, c'è chi avanza richieste di diritti comunitari, a difesa dell'identità etnica o religiosa del gruppo, più che del singolo individuo. Il rischio però è l'isolamento e la ghettizzazione, oltre che un relativismo culturale indifferente ai diritti inviolabili della persona.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Non sequitur, 19-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
L'analisi non è malvagia (per quanto si riduca al riconoscere la natura processuale e non essenziale della "cultura"). Ma le conclusioni (la fantomatica "intercultura" come fine della storia) sono quantomai traballanti e non fondate su alcun dato empirico (tanto più che Baumann, negando giustamente la natura ontologica dell'essenza "cultura", ne riconosce pienamente la validità metodologica: questo viene fatto en passant, come se non costituisse un problema, quando in reltà è IL problema). Se la cultura è una retorica che si essenzializza per raggiungere determinati fini non si vede come allo smascheramento marxiano-freudiano possa conseguire una sua de-essenzializzazione. Dal punto di vista politico, poi, non vedo come l'intercultura possa essere un obiettivo desiderabile. Baumann parte negando il relativismo hegeliano di Taylor in quanto il semplice "riconscimento" tra culture da lui proposto nascerebbe monco, dal momento in cui difficilmente, a esempio, un mussulmano integralista potrebbe "riconoscere" le norme legali in riguardo alla bestemmia presenti nei paesi occidentali (e viceversa). Ma l'intercultura di Baumann, par di capire, visto che non è meglio specificato nel testo, non potrebbe che consistere in una sorta di media non ponderata delle concezioni culturali più varie. Quindi, per vivere tutti in pace, il meglio sarebbe "processualmente" spingersi nella direzione di norme verso la bestemmia a metà tra la lapidazione e la sanzione amministrativa (laddove esista). Questo non solo farebbe ridere, ma sarebbe tranquillamente considerato un regresso da chiunque sia ancora disposto ad accettare le tradizionali libertà ormai consolidate grazie al progresso del liberalismo "occidentale" (e se questo implichi una certa dose di etnocentrismo, come evidenziato da Levi-Strauss presente un po' dappertutto, poco importa).
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