Educazione siberiana

Educazione siberiana

4.0

di Nicolai Lilin


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Descrizione

Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli "sbirri" o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: "Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice". La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. "Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi". Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, cioè un "criminale onesto". Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell'italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 24 recensioni)

5.0Non guardate il film!, 01-07-2015
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La prima cosa da dire? Dimenticate il film! Lilin purtroppo stato conosciuto solo attraverso il film, ma come capita spesso esso ha poco a che vedere con il libro: è confuso, salta passaggi basilari, non spiega a fondo le tradizioni. Il libro, invece, è completamente l'opposto. È avvincente, ti tiene con il fiato sospeso e ti fa amare la società siberiana fatta di criminali, buon nome, religione, tradizione e regole. Mi sono stati consigliati anche gli altri libri di questo autore e non vedo l'ora di poter iniziare "Storie sulla pelle", dedicato alla descrizione dei tatuaggi e ai loro significati.
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3.0Bello, ma..., 17-10-2013
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Peccato che la storia sia completamente inventata: a parte questo, il libro non sarebbe per niente male. Unico difetto a mio parere è il modo di spiegare le cose in maniera troppo meticolosa, a volte pesante. Ho capito che quella era l'educazione siberiana, ma a volte i troppi dettagli della storia diventano veramente noiosi.
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4.0Un popolo da pochi conosciuto, 11-05-2012
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Romanzo notevole, autobiografia ma anche grande racconto, successo meritato per uno autore che pubblica in italiano anche se lo è solo da pochi anni. Mi è piaciuto molto il raccontare di un universo scomparso, quello dei banditi siberiani, che sono sì criminali, ma lo sono sostenendo delle regole che nessuno può spezzare, dimostrando un senso della giustizia più evoluto rispetto a quello di molti sistemi che si considerano luminari di civiltà e democrazia.
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5.0Davvero interessante il racconto, 29-02-2012
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Una storia ambientata in una società diversa dalla nostra, con usi e costumi diversi e situazione diversa, inialmente puo' sembrare strano che il tutto sia vero e non si riesce davvero a immaginare alcune situazioni ma via via leggendo il tutto prende corpo e si apprezza davvero questo libro che ci fa capire come ogni posto ha usi diversi e situazioni diverse.
Una lettura per guardare lontano per apprezzare di più cio' che è vicino.
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4.0Società diversa, valori diversi., 16-02-2012
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Azzardo un paragone un pò forzato, sembra un Gomorra russo questo libro. Non amo questo tipo di scritture ma nel complesso è intrigante e interessante finchè rimane su carta, viverlo sarebbe troppo. La cosa che mi ha turbato è però l'ottica dello scrittore di far passare per normale una vita dedicata al crimine e alla violenza, soprattutto di ragazzini, ma d'altronde si sta parlando di una società completamente diversa. Nonostante l'immersione nei bassifondi più violenti certi valori come l'amicizia e la lealtà rimangono. Un punto di vista desueto, interessante.
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4.0Educazione siberiana, 27-09-2011
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Arrivato tardi alla lettura dopo una vita da mercenario, il russo Lilin mette in scena un tipico romanzo di formazione venato di malavita. Al centro del libro il codice morale della malavita siberiana, un codice fatto di onore, rispetto per la vita, convivenza di fede e superstizione. Costruito attorno all'angolo rosso della casa, dove stanno deposte le "armi oneste" sotto un crocefisso, le icone e le foto della famiglia. Un codice in cui la "picca", il coltello a serramanico, rappresenta una sorta di protesi naturale della persona, dice della sua identità, decreta la sua fama di "scrittore", cioè la sua abilità di usarlo per sfregiare i nemici. Un codice in cui i disabili e i malati psichici sono degni del massimo rispetto perché "Voluti da Dio", gli anziani sono venerati perché depositari della saggezza del gruppo, i giovani imparano presto a pensare alla violenza come a un male necessario, cui ricorrere come necessità ma di cui non abusare, pena la punizione da parte dei vecchi. Un codice ben compendiato dalle parole che "Pancia", un vecchio criminale, lascia al protagonista come proprio testamento spirituale: "La giustizia umana è orribile e sbagliata, per questo motivo solamente Dio può giudicare. Peccato che in alcuni casi noi siamo obbligati a superare le sue decisioni".
La scrittura è essenziale, a tratti ruvida, ma assolutamente efficace, simile al linguaggio delinquenziale giovanile di alcuni capolavori del genere, dalla Guerra dei bottoni ai Ragazzi della Via Pal. Molto spesso, paradossalmente nel mezzo delle risse più violente, sulla bocca del lettore spunta il riso; Lilin lo induce, quasi catarticamente, per aprire subito dopo parentesi di lirismo. Un lirismo semplice, ma vero: educazione siberiana...
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5.0Interessante quadro di una società , 08-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Ho acquistato questo libro quasi per caso e ho finito per divorarlo in un solo pomeriggio. E' una testimonianza vera e cruda di una società quasi sconosciuta al comune occhio occidentale. Nicolai Lilin, con un linguaggio secco e senza fronzoli, ci introduce alla vita dei siberiani della Transnistria, dove la legge che vale è quella del crimine e, dove allo stesso tempo, l'onore e la fratellanza sono gli elementi più importanti.
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3.0Educazione siberiana, 29-04-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 38
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Un pò troppo minuzioso nel fornirci particolari di cui io personalmente avrei fatto volentieri a meno. Le regole e le gerarchie del quartiere di Fiume Basso, dei criminali che si definiscono onesti e che hanno un codice d'onore molto forte e che non si può mai infrangere, pena la morte. Un forte senso religioso di queste persone che in più di un caso mi ha fatto sorridere, è un libro che procede un tantino lento ma molto interessante, lo consiglio ma necessita di concentrazione per essere portato a termine.
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5.0Educazione siberiana, 05-04-2011
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Splendido, uno dei migliori romanzi pubblicati l'anno scorso. Un viaggio crudo e vivido in una zona geografica della quale mai avevo sentito il nome. L'etica criminale, il codice di condotta, i tatuaggi, la gioventù di Nicolai Lilin. Tanti aneddoti, storie, racconti nel racconto che dipingono un mondo per me - e credo per moltissimi - assolutamente ignoto. Talmente strano da sembrare, in certi passaggi, quasi un racconto inventato.

L'ho letto d'un fiato.
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4.0Educazione siberiana, 03-04-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Ci vuole un pizzico di concentrazione in più per questo romanzo, ma ne vale la pena. Mi è piaciuto questo libro, ma devo dire che colpisce due punti particolarmente deboli del mio gusto: la memorialistica, racconto di gioventù e infanzia e di tempi passati; l'epicizzazione di fatti e atti di un gruppo, e la coesione di un gruppo che è fortemente legato, senso di apparteneza. Scritto complessivamente abbastanza male, è poco ordinato, ha una struttura narrativa per nulla funzionale. Però mi è piaciuta la materia narrativa viva, di racconti, ricordi, tradizioni di un mondo affascinante seppur violento (ovviamente non è un saggio, per cui non è necessaria la veridicità assoluta di ciò che viene detto). Secondo me è un buon libro di intrattenimento, con anche spunti di riflessione.
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2.0Educazione siberiana, 03-12-2010
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Un'autobiografia di un criminale siberiano. Ci fa capire le rigide regole di questa cultura che a noi da un lato possono sembrarci giuste ma dall'altro totalmente sbagliate e impensabili.
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5.0Libro da non perdere, 17-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Io ho comprato questo libro pensando di leggere qualcosa di scontato ed invece l'ho trovato bellissimo ed emozionante. Quello che mi ha colpita di più è stata la capacità dell'autore di descrivere in maniera assolutamente affascinante il suo mondo che, anche se molto duro, perché pieno di violenza, però imperniato su valori del tutto particolari (vedi la distinzione tra criminali onesti e disonesti) . Insomma, io lo consiglio vivamente a tutti, anche per entrare in un mondo ed in una cultura profondamente diverse dalla nostra.
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