Nel presente volume l’autore sostiene l’idea che la storia dell’architettura debba includere, oltre ai problemi pratici e tecnici, le riflessioni teoriche sul suo statuto disciplinare. Fin dai tempi dell’Egitto faraonico, con la leggendaria figura di Imhotep, gli architetti cercarono di raggiungere una conoscenza globale della progettazione e della costruzione credendo fermamente di poter raggiungere lo status di intellettuali. La cultura greco-romana, la religiosità ebraico-cristiana e l’Umanesimo italiano receperino questa tendenza e la tramandarono fino ai giorni nostri. Il testo attraversa i momenti più importanti di questo processo storico con particolare attenzione nei confronti delle figure – tra cui Vitruvio, Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti – che, nonostante le trasformazioni apportate dalla rivoluzione scientifica e da quella industriale fra il XVIII e il XX secolo, hanno contribuito maggiormente a sviluppare questa tendenza della cultura architettonica dell’Occidente moderno.