"... questo romanzo magico sulla magia, questo romanzo misteriosa sul segreto e sulla creatività della finzione, questo romanzo tumultuoso, questo romanzo luminoso su un mondo sotterraneo..." (Jacques Le Goff, L'Espresso); "Il messaggio del suo libro, se letto - come bisogna fare - come un libro sui misteri della fine del XX secolo, potrebbe anche voler dire che la storia da lui raccontata non è ancora finita..." (Alberto Asor Rosa, La Repubblica); "Il pendolo è libro superiore al Nome della rosa, pur se meno organico, proprio in quanto vi si incontra anche un Eco che non è più ludico ma, come dice Mondo, 'ha messo in gioco tutto se stesso'." (Maria Corti, L'Indice)
«Non è tanto un'indagine, quanto la costruzione di una storia pericolosa (Oh se Casaubon avesse ascoltato le parole di Lia!... ) che, come tutto quello che viene sussurrato in un orecchio, viene ritenuta vera, specialmente da chi si aspetta una storia in cui credere.
Da leggere, da viverne in un sol fiato l'evoluzione sino al tragico epilogo.»