Dovevo andarci. Scrittori in viaggio con se stessi

Dovevo andarci. Scrittori in viaggio con se stessi

2.0

di K. Govier (a cura di)


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Descrizione

Pellegrini dei tempi moderni - da Margaret Atwood a Michael Collins, da Douglas Coupland a Roddy Doyle - quindici scrittori ci raccontano il 'loro viaggio': quello che ognuno di loro sente di dover compiere, spinto dalle proprie pulsioni, dai propri ricordi, dalle proprie nostalgie, dai propri desideri. Non conta tanto la destinazione quanto il percorso, nel mondo esterno e dentro il nostro animo. E i quindici itinerari descritti in questa antologia ci dimostrano come, anche nel Ventunesimo secolo delle file ai caselli d'imbarco e dei tour organizzati, il viaggio possa essere un'esperienza potente e folgorante, capace di trasformarci nell'intimo.

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Dettagli del libro

  • Titolo: Dovevo andarci. Scrittori in viaggio con se stessi
  • Traduttori: Bartocci M., Bilardello M.
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Piccola biblioteca oscar
  • Data di Pubblicazione: settembre 2006
  • ISBN: 8804558911
  • ISBN-13: 9788804558910
  • Pagine: 249
  • Reparto: Geografia

Voto medio del prodotto:  2.0 (2 di 5 su 1 recensione)

2.0Dovevo andarci, 04-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Appassionato da sempre dal tema del viaggiare, mi ero accostato con molta curiosità a questo libro, era affascinante il sottotitolo "Scrittori in viaggio con sé stessi". Poi si legge l'introduzione della curatrice Kate Grenville e si capisce il trucco. La curatrice vuole che gli autori parlino di un luogo dove "doveva andare" lo scrittore, per un pellegrinaggio, vero o fantastico, verso qualcosa che faccia vibrare delle corde. Ma delle corde sue, che a noi il più delle volte toccano poco. Ne nascono alcuni racconti sopportabili, ma la maggior parte mi ha lasciato freddo. Forse perché la maggior parte degli autori mi era (ed è tuttora) sconosciuta, quindi non se ne può apprezzare fino in fondo il pellegrinaggio. Se un Hemingway mi parlasse di un suo pellegrinaggio che so ad Aiges Mortes, io lo capirei meglio. Così cerco di farmi piacere la descrizione di qualche luogo. Ma anche lì, son luoghi dell'autore, che raramente riesce a condividerli con il lettore. Tutt'altra pasta un'Australia di Chatwin. Certo, rimangono nella mente alcuni spunti da approfondire: cos'è successo alla spedizione Franklin che cercava il Passaggio a Nord-Ovest? Qual è la storia di Iigo principe di Navarra? Chi era il samurai indipendente Miyamoto Musashi e qual è la differenza tra Iaido e Aikido? Piccolo inciso su questo punto, il pezzo sulla spada mi ha fatto riflettere sui racconti di Rosa e le sue arti marziali. Ma alla fine è tutta un'operazione molto anglo-sassone, anzi direi di più, molto canadese, che purtroppo fa un po' acqua da tutte le parti (ed attenti che lì si ghiaccia presto).
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