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Dove nessuno sa di noi

Dove nessuno sa di noi

di Alessandro Buttus

4.0

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  • Editore: BZbooks Editore
  • Collana: Narrativa
  • Data di Pubblicazione: giugno 2015
  • EAN: 9788898908059
  • ISBN: 8898908059
  • Formato: brossura

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Avvincente e affascinante! Consigliatissimo, 15-10-2015, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Il romanzo di Alessandro Buttus, scrittore agli esordi, racconta la storia di un'amicizia e di un amore. Si tratta di un racconto avvincente, romantico, certamente anche un po' malinconico. Il sogno ha un ruolo fondamentale nel romanzo, ma la storia, che di primo acchito, tra fate e scene da fiaba, sembra fantastica, non ha molto a che fare con il genere fantasy: il sonno diventa "solo" il luogo dove tutto può accadere, dove i protagonisti si incontrano e dove le speranze possono continuare a fiorire. Le vicende dei protagonisti, si intersecano con le vite e le emozioni di una famiglia qualunque, la famiglia della protagonista, costretta ad affrontare un male del tutto imprevisto; ed in un attimo ci si ritrova ad emozionarsi assieme a questa famiglia.
La scrittura di questo giovanissimo scrittore al suo primo romanzo mi è piaciuta moltissimo: è ricca, ricercata, di una finezza e sensibilità che mi hanno accarezzata fin dalle prime pagine. Ed è proprio la sensibilità di questo scrittore agli esordi e la sua cura nel descrivere le emozioni dei vari personaggi che mi ha piacevolmente colpita.
Io ve lo consiglio con immenso piacere e condivido con voi un paragrafo:
"Gaia percorse il viale alberato tenendo le mani in tasca ben chiuse. La sera calava prima da qualche giorno, l'autunno era l'avanguardia dell'inverno, che marciava su quella porzione di mondo. I lampioni guizzavano sul ciglio della strada semideserta. I giardini delle abitazioni, spogliati del sole e del caldo, riposavano in attesa della bianca coperta di neve. L'aria era fresca, quasi fredda, invitava a un maglione di lana, una bevanda calda, una stufa accesa.
I suoi passi riecheggiavano tonanti, rintocchi del tempo che passava e delle stagioni che giungevano, recavano cambiamenti e se ne andavano. Anche il cuore avanzava cadenzato, come il metronomo che dava il tempo al pianista, come la sveglia che ticchettava in una notte insonne. Si domandò se anche per Isabella fosse lo stesso, un ritmo costante che rallentava nel sonno e incalzava nello sforzo; o se fosse piuttosto un carillon difettato, che scordava i suoni, interrompeva la melodia e rubava ai sensi la completa sinfonia."
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