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La donna che sbatteva nelle porte

La donna che sbatteva nelle porte

di Roddy Doyle


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Descrizione

Paula Spencer, una giovane donna irlandese, è la voce narrante e la protagonista di questo drammatico e intenso romanzo. Non è stato facile, per lei, crescere e diventare donna in una Dublino popolata da un'umanità cordiale ma anche turbolenta e rissosa. Poi, improvviso, l'eccitante incontro con Charles. All'inizio è l'amore, l'aspettativa romantica; ma a poco a poco s'innesca una spirale di violenza che arriverà sino alla brutalità e porterà Paula a conoscere l'odio cui può giungere un uomo e la disperata volontà di rivalsa cui può giungere una donna.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)


4.0La donna che sbatteva nelle porte, 07-03-2011
di A. Mosca - leggi tutte le sue recensioni

«Lo avevo già letto in passato, ma una rilettura non può che farmi bene. Un inizio frammentario e poco chiaro che induce a lasciar perdere la lettura. Ma se si persevera, si entra nella vita di una donna, tra continui ritorni al passato per confermare la memoria della propria esistenza felice nella famiglia d'origine fingendo di dimenticare alcune dolorose verità, e il passato recente, dal matrimonio in poi.
La protagonista narra la propria vita di donna maltrattata che resta con il marito perchè convinta di avere bisogno di lui e che si incolpa per le percosse che riceve. Una donna che si abbruttisce con l'alcool e che, una volta lasciato il marito, si riprende, con fatica, la propria vita, con i figli già mezzi cresciuti ed uno ancora piccolo.
I lividi dal fisico se ne vanno (anche se non se li è mai fatta sbattendo contro una porta) ma non quelli nella memoria.

Nonostante la vicenda sia pesante e tocchi una tematica così delicata, il romanzo è ben scritto e non arriva mai a far star male grazie a sapienti "fine capitolo" e l'inizio di uno nuovo che riprende il passato felice.
A mio avviso però l'autrice lascia troppi fili narrativi in sospeso. Sospetti e intuizioni che la protagonista ha nei confronti del marito e del padre, non vengono mai confermati lasciando il lettore un po' a bocca asciutta.

Ci sono tante donne in queste condizioni e tante volte ho sentito dire: "se lo sono cercato". Ma non è sempre così e non vedo perché debbano pagare una scelta di un matrimonio sbagliato solo perchè non hanno un lavoro indipendente e, soprattutto, la forza di dire la verità a medici in pronto soccorso che, nonostante lividi e fratture, non pongono domande, non denunciano, non aiutano e fingono davvero di credere che quella donna "continua a sbattere contro le porte".
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5.0La donna che sbatteva nelle porte, 05-12-2010
di C. Tammaro - leggi tutte le sue recensioni

«Un inizio frammentario e poco chiaro che induce a lasciar perdere la lettura. Ma se si persevera, si entra nella vita di una donna, tra continui ritorni al passato per confermare la memoria della propria esistenza felice nella famiglia d'origine fingendo di dimenticare alcune dolorose verità, e il passato recente, dal matrimonio in poi.
La protagonista narra la propria vita di donna maltrattata che resta con il marito perchè convinta di avere bisogno di lui e che si incolpa per le percosse che riceve. Una donna che si abbruttisce con l'alcool e che, una volta lasciato il marito, si riprende, con fatica, la propria vita, con i figli già mezzi cresciuti ed uno ancora piccolo.
I lividi dal fisico se ne vanno (anche se non se li è mai fatta sbattendo contro una porta) ma non quelli nella memoria.
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