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I doni della vita

I doni della vita

di Irène Némirovsky


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Descrizione

Pierre Hardelot, erede delle omonime cartiere, ha una fidanzata rosea e grassoccia che la famiglia ha scelto per lui, ma è innamorato di un'altra: una che non gli consentiranno mai di sposare, perché appartiene alla piccola borghesia, e non ha dote. Eppure, alla vigilia del matrimonio, Pierre decide di infrangere quella invisibile ma solida barriera "fatta di buon sangue, di carni robuste e sane e di risparmi investiti in titoli di Stato, una barriera destinata a proteggere per sempre i giovani dalle insidie della sorte e dalle loro stesse passioni", e la legge non scritta per la quale di generazione in generazione accoppiamenti giudiziosi stringono sempre di più i legami tra le poche famiglie che contano della ricca borghesia di provincia - e sposa la donna che ama. Comincia così il romanzo di Irène Némirovsky: trenta capitoli in cui, attraverso la storia degli Hardelot, si percorrono trent'anni di storia francese, da quelli che precedettero la prima guerra mondiale a quelli che vedono (nel momento stesso in cui Irène racconta gli eventi mentre stanno accadendo) l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 6 recensioni)


5.0La vita, l'amore, il denaro, 26-08-2011
di M. Cantini - leggi tutte le sue recensioni

«La solidità dei valori borghesi, del patrimonio, del denaro e dall'altro lato, la solidità di un legame d'amore che tutto affronta e tutto supera. I personaggi di questo romanzo, Pierre e Agnes nella loro apparente semplicità sono due personaggi granitici, imperturbabili, che nessuna avversità riesce a dividere. E la Nemirovsky ce li rende senza caricature, senza mielosità, ma con una forza che sta tutta nella sua prosa, nei suoi dialoghi e nelle sue descrizioni.»

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5.0I doni della vita, 12-07-2011
di M. Rossi - leggi tutte le sue recensioni

«L'editoria italian si conferma sempre manchevole di fronte ai grandi scrittori: esattamente sessantadue anni dopo la sua pubblicazione in Francia esce anche da noi quest'altro gioiello della Nemirovsky, un autrice, purtroppo rubataci dai lager nazisti, che non finisce di entusiasmarci e meravigliarci. Quì lei - profuga russa - ci descrive con straordinaria maestria la provincia francese nel periodo tra l'inizio del XX secolo e lo scoppio della seconda guerra mondiale: il romanzo si conclude infatti con l'occupazione tedesca nel 1940, argomento che riprende in "Suite Francese", il libro che l'ha rivelata in Italia e che ha indotto Adelphi, meritoriamente, a pubblicare l'intera opera della scrittrice. Un libro da leggere, da gustare e da raccomandare agli amici. »

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3.0 I doni della vita, 07-07-2011
di M. Oreste - leggi tutte le sue recensioni

«Non proprio il suo capolavoro (la stessa Irene lo ammise) . L'affresco delle due guerre è possente, ma si coglie come un certo pudore, un trattenuto, un'esitazione nell'arrivare al fondo dell'amaro calice. Le meschinità, le mostruosità, le carneficine sono come lasciate sullo sfondo, i protagonisti sono relativamente fortunati, le loro vicende, più che la regola, sembrano essere l'eccezione. Anche la trama che lega i personaggi è in sordina: alla fine non c'è la selvaggia crudeltà che c'è in altri suoi libri, i personaggi sono in gran parte mediocri, e quelli che non lo sono, sono un po' melensi. Sapendo il particolare momento in cui la Némirovsky scrive questo romanzo, sembra quasi che abbia voluto in qualche modo cullarsi, ritrarsi rispetto al terribile futuro che le si prospettava; forse, come scrive più volte nel volume, anche quando gli eventi sono senza via d'uscita, si spera sempre che la cosa più terribile non capiti mai a noi. »

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5.0da leggere, 18-11-2010
di V. Capogrosso - leggi tutte le sue recensioni

«Ben scritto, storia avvincente con diversi spunti di riflessione, anche se meno coinvolgente rispetto a "DUE", che ritengo un vero capolavoro letterario... Lo consiglio vivamente. »

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3.0I doni della vita, 08-11-2010
di S. De giovanni - leggi tutte le sue recensioni

«Una Némirovsky un po' sottotono, questa. L'affresco delle due guerre è possente, ma si coglie come un certo pudore, un trattenuto, un'esitazione nell'arrivare al fondo dell'amaro calice. Le meschinità, le mostruosità, le carneficine sono come lasciate sullo sfondo, i protagonisti sono relativamente fortunati, le loro vicende, più che la regola, sembrano essere l'eccezione. Anche la trama che lega i personaggi è in sordina: alla fine non c'è la selvaggia crudeltà che c'è in altri suoi libri, i personaggi sono in gran parte mediocri, e quelli che non lo sono, sono un po' melensi. Sapendo il particolare momento in cui la Némirovsky scrive questo romanzo, sembra quasi che abbia voluto in qualche modo cullarsi, ritrarsi rispetto al terribile futuro che le si prospettava; forse, come scrive più volte nel volume, anche quando gli eventi sono senza via d'uscita, si spera sempre che la cosa più terribile non capiti mai a noi. »

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4.0I doni della vita, 08-10-2010
di G. Alvino - leggi tutte le sue recensioni

«Una Némirovsky più controllata del solito, anche se le braci della passione non mancano mai. Il sangue: l' autrice ha una forte predilezione per questa parola. Il sangue che ribolle, che eccita e fa scoppiare l' ira, la gelosia. Il sangue che unisce una famiglia. E il sangue delle guerre: la Grande Guerra e la Seconda Guerra Mondiale. Le fughe, la distruzione, la Morte. Eppure questa volta, in un barlume di ottimismo, Némirovsky ammette suo malgrado che l' amore può durare, può lottare e vincere:
"Adesso che tutto era finito, non poteva far altro che mangiare il pane che aveva impastato, bere il vino che aveva pigiato; i doni della vita lei li aveva riposti nel granaio, e tutto l' amaro e il dolce della terra avevano dato i loro frutti."
»

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