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Don Chisciotte della Mancia

Don Chisciotte della Mancia

di Miguel de Cervantes


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Descrizione

Nel quarto centenario del "Don Chisciotte" viene riproposta la traduzione, ormai classica, che Vittorio Bodini realizzò per i "Millenni" Einaudi nel 1957. Una traduzione lineare, limpida, e al tempo stesso arguta per la resa dei bisticci, delle battute e dei proverbi. Questa edizione comprende, oltre all'introduzione di Bodini, una biografia dell'autore e una bibliografia essenziale degli studi sul "Don Chisciotte" in Italia e all'estero, un'originale interpretazione di Erich Auerbach e un commento "per immagini" di Gustave Doré.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 5 recensioni)


5.0Mitico Don Chisciotte, 07-05-2012
di M. Cela - leggi tutte le sue recensioni

«Miguel de Cervantes riesce a creare un personaggio fuori dal comune e da ogni schema. Don Chisciotte vive in un mondo tutto suo: scambia greggi per eserciti nemici, burattini con demoni e mulini al vento per giganti dotati di braccia rotanti.
Unico neo, a mio avviso, è l'eccessiva ripetitività delle situazioni. Ma rimane un capolavoro...
»

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5.0Don Chisciotte della Mancia, 28-09-2011
di G. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Il principale problema del capolavoro di Cervantes è che richiede la totale attenzione del lettore, ma non è da escludere che queste fossero le intenzioni del suo autore e che il lettore del XVII secolo non restasse in sua compagnia per tanto tempo. Da questo punto di vista, non sembrerebbe proprio l'architesto dei romanzi moderni, quanto piuttosto delle saghe e delle serie, come certe fiction televisive che durano molteplici stagioni e nelle quali, pur in presenza di un uno o più fili conduttori, ogni episodio è a sé stante, giacché avventura, peripezia e divagazioni sono categorie che si confondono.
Di squisitamente narrativo c'è il prendere corpo di due personaggi che si trasformano in tipi umani, cioè Don Chisciotte e il suo scudiero Sancio Panza. Chi non li conosce senza nemmeno aver letto per tutta la sua enorme estensione il testo? Quanti epigoni, quante riprese intertestuali e quante interpretazioni. Dulcinea, Ronzinante, i mulini a vento, ecc. Tutti li conosciamo. In realtà questo è solo l'incipit dell'opera, la quale scorre come un fiume transcontinentale, dividendosi in molti rami ed attraversando paesaggi, climi e atmosfere tra loro molto diversi. E non parliamo della follia di Don Chisciotte: quante teorie, e non solo letterarie, in proposito. Oggi il suo amore per la cavalleria potrebbe essere assunto come una metafora sulla iperletterarietà e la follia potrebbe altresì essere considerata come la prima manifestazione di una patologia che avrebbe attaccato le coscienze e le menti dell'Occidente.
E non dimentichiamo che l'opera era già di fatto terminata e che Cervantes fu costretto a scrivere la seconda parte per necessità, ovvero per replicare a un'edizione falsa che circolava allora. Di modo che tutta questa seconda parte ha un carattere metatestuale. Se consideriamo che l'opera si configura di per sé come una parodia dei poemi cavallereschi della cui tradizione rappresenta il funerale il testo si legge per buona parte a più livelli di significazione. I protagonisti non solo disquisiscono sulla loro natura, ma si trasformano nel corso delle loro gesta. Lo stesso Don Chisciotte muore savio dopo essere vissuto da pazzo ed esprime una vera e propria apostasia circa gli ideali nei quali aveva creduto tutta la vita.
Un'opera fondamentale della cultura mondiale ma di disperante lontananza per un lettore che volesse soltanto apprezzarla senza doverla studiare.
»

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4.0Ottimo, 07-07-2011
di M. Piovesan - leggi tutte le sue recensioni

«Don chisciotte può essere definito un romanzo tragicomico, in quanto se da un lato le avventure del protagonista possono indurre il lettore al riso, dall'altro lo portano a riflettere sul tema del rapporto tra aspirazione ideale e realtà quotidiana... Il romanzo è incentrato sulla figura del protagonista che è diventato un personaggio notissimo in tutto il mondo... Lo consiglio !»

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3.0Il cavaliere più famoso al mondo, 18-05-2011
di A. Marchetti - leggi tutte le sue recensioni

«Classico della letteratura mondiale; la saga di un uomo che non si arrende alla caduta dei valori della "modernità" e si getta in un'avventura visionaria con il fido Sancio Panza; avventura che spesso lascia un sorriso con l'amaro in bocca. Peccato per le lunghe parti di diatriba letteraria dell'autore.»

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5.0Il classico dei classici, 17-08-2010
di I. Taboga - leggi tutte le sue recensioni

«E' un classico che tutti citano ma che forse non molti hanno letto. Di tutto il Don Chisciotte non rimangono scolpite nella mente le avventure (o meglio disavventure) del cavaliere della triste figura e del suo scudiero Sancho. Rimane "un'atmosfera", uno scenario di fondo, il decadentismo utopico del più leggendario anti-eroe che si crede eroe della letteratura. Chiuso il libro si mantiene il sapore agro-dolce della sconfitta del cavaliere romantico, il "mai abbastanza lodato" Don Chisciotte. Da leggere sempre e comunque.»

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