The dome

The dome

4.0

di Stephen King


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Descrizione

È una tiepida mattina d'autunno a Chester's Mill, nel Maine, una mattina come tante altre. All'improvviso, una specie di cilindro trasparente cala sulla cittadina, tranciando in due tutto quello che si trova lungo il suo perimetro: cose, animali, persone. Come se dal cielo fosse scesa la lama di una ghigliottina invisibile. Gli aerei si schiantano contro la misteriosa, impenetrabile lastra di vetro ed esplodono in mille pezzi, l'intera area - con i suoi duemila abitanti - resta intrappolata all'interno, isolata dal resto del mondo. L'ex marine Dale Barbara, soprannominato Barbie, fa parte dell'intrepido gruppo di cittadini che vuole trovare una via di scampo prima che quella cosa che hanno chiamato la Cupola faccia fare a tutti loro una morte orribile. Al suo fianco, la proprietaria del giornale locale, un paramedico, una consigliera comunale e tre ragazzi coraggiosi. Nessuno all'esterno può aiutarli, la barriera è inaccessibile. Ma un'altra separazione, altrettanto invisibile e letale, si insinua come un gas velenoso nel microcosmo che la Cupola ha isolato: quella fra gli onesti e i malvagi. Tutti loro, buoni e cattivi, dovranno fare i conti con la Cupola stessa, un incubo da cui sembra impossibile salvarsi. Ormai il tempo rimasto è poco, anzi sta proprio finendo, come l'aria...

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 10 recensioni)


4.0Bellooo, 25-06-2014
di A. Russo - leggi tutte le sue recensioni

Incuriosita dal telefilm, mi sono avvicinata alla lettura di questo romanzo.
Premessa: questo è stato il primo - e finora l'unico - romanzo di Stephen King che ho letto e mi è piaciuto moltissimo! La trama è sicuramente originalissima: nella tipica cittadina americana di Chester's Mill, una mattina soleggiata compare una cupola invisibile che taglia la città, letteralmente, fuori dal mondo. Le autorità vengono interpellate e l'esercito mobilitato, ma nulla, non c'è niente da fare. La Cupola costringerà gli abitanti a mostrare il loro vero volto e darà il via a dinamiche pericolose...


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5.0The Dome, 30-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di A. Lo iacono - leggi tutte le sue recensioni

Premessa: mi domando perché si sia cambiato il titolo da Under the Dome in "The Dome", d'accordo il voler essere "incisivi" ma qui l'intervento risulta decisamente superfluo se non di troppo, dato che l'effetto finale del titolo rimane sempre e comunque.
In ogni caso: uno dei migliori romanzi di King degli ultimi anni, era da tempo che non mi capitava di leggere un suo romanzo così vasto ed elaborato, è stato un bel ritorno al passato.
Nota: la copertina senza volerlo contiene molti spoiler.


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4.0Dovrebbero suggerirgli i finali, 18-04-2011
di M. Teglia - leggi tutte le sue recensioni

Premesso di essere un accanito fan di Stephen King. Con King mi sono appassionato alla lettura grazie alla sua grande capacità di coinvolgere il "fedele lettore" e in vent'anni l'ho accompagnato tra storie, racconti e ovviamente la saga della Torre Nera. Questa premessa è fondamentale per far capire che la mia critica viene da chi ha letto praticamente tutti i suoi libri. King riesce a costruire personaggi che sembrano a tutti gli effetti reali, a partire dai protagonisti Dale "Barbie" Barbara e Big Jim Rennie, fino ai comprimari e a creare intrecci sempre più avvincenti. Peccato per il finale...

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5.0Epico!, 14-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di L. Camuti - leggi tutte le sue recensioni

Il ritorno dell'inarrivabile maestro Stephen King ai fasti del passato! Un libro che giganteggia nel suo genere, scritto in maniera mirabile!

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4.0La cupola, 29-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di R. Fumagalli - leggi tutte le sue recensioni

Cosa accadrebbe se una cupola invisibile si posasse all'improvviso attorno alla tua città? Stephen King tenta di dare una risposta a questa domanda. Lo fa con uno stile un po' prolisso, ma i personaggi hanno uno spessore impareggiabile e i fatti narrati non possono che rimanere impressi per un bel po'. La descrizione di un mondo che deve sopravvivere al peggio, anche quando le speranze sono inutili e i rimedi impotenti.

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3.0Lento, corale e forse un po' troppo manicheo, 06-09-2010
di A. Mascherpa - leggi tutte le sue recensioni

Premetto che l'ho letto un po' a singhiozzo e per lo più la sera prima di dormire. A causa della quantità di personaggi sulla scena mi è capitato più volte di dover ricorrere alla lista iniziale degli attori per capire "chi è chi". Al di là della lentezza, che ci può anche stare in un romanzo corale di queste dimensioni, mi è sembrata una riflessione forse un po' troppo manichea sulla natura umana. I buoni sono veramente troppo buoni, per quanto abbiano un passato vergognoso da dimenticare, e i cattivi sono esageratamente ottusi e gretti, quasi fino all'inverosimile. Molto americano e troppo poco europeo, per un argomento del genere. Stupisce un po' da King che in fin dei conti ha fatto di assassini, psicopatici e pistoleri spietati eroi indimenticabili dalla moralità decisamente discutibile.

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4.0Il re del brivido nonsbaglia un colpo, 04-09-2010
di R. Della corte - leggi tutte le sue recensioni

Volevo innanzitutto rispondere a tutti quelli che hanno scritto che questa è una storia che era gia stata vista nel film dei Simpson...sappiate che la storia di "The dome,la cupola" era stata scritta da Stephen King negli anni 90, circa 20 anni fa, ma mai pubblicata, quindi evitate un'accusa del genere. Semmai gli autori dei Simpson potrebbero aver preso spunto dal Re del brivido per il film.
Parlando del libro, posso intanto premettere che io sono un'amante del genere di Stephen King è raramente mi capitato di leggere storie poco interessanti scritte con le sue mani, posso però dire che questo mi ha colpito particolarmente, sono mille pagine da leggere tutte d'un fiato, una storia davvero interessante, difficile staccare gli occhi dalle sue pagine quando si inizia. L'unica piccola pecca è un po il finale, (essendo abituato a finali che solo un vero genio come King può creare) mi aspettavo qualcossina di più ma nel complesso davvero un buon libro, consiglio a tutti.


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4.0Una buona prova, 10-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di S. D'introno - leggi tutte le sue recensioni

Mentre scrivo queste parole ascolto Resurrection di Brian May (e se non sapete chi è, tanto peggio per voi), colonna sonora di questi ultimi giorni per motivi personali, e rivelatasi ottimo accompagnamento anche per le sensazioni suscitate dal finale di questo bel libro. Ok, ok: io sono di parte, a me i libri di King piacciono davvero tutti e non sono mai stata una di quelle sgradevoli cornacchie che gracchia a morto sulla carriera del Re, pur tuttavia questo libro mi ha piacevolmente sorpreso. Non so dire cosa mi aspettassi, so soltanto dire che mi è piaciuto. Forse ne sono rimasta stupita (si fa per dire) perché dalle anticipazioni sembrava altro (io le evito come la peste, ma qualche notizia arriva ugualmente, come ad esempio cannibalismo adombrato…bah!), in primis una specie di copia dell’Ombra dello scorpione, ma in realtà le affinità sono scarsissime per non dire nulle, e si sentono solo nella prima parte del romanzo. In realtà le situazioni sono molto diverse, semmai è la natura umana ad essere la stessa…ma quella lo zio Steve potrebbe forse cambiarla? Purtroppo no. In fondo (ma proprio in fondo) è un uomo anche a lui, e quando parla di provare gusto a far del male, il sospetto che stia parlando anche di sé è praticamente certezza. Anche se ci piace(rebbe) definirci diversi dai cretini che vediamo a Chester’s Mill e che ci fanno ribollire il sangue quanto ne leggiamo le gesta, possiamo davvero definirci diversi da loro? Io credo di no. Sì, d’accordo: il Grande Nemico non siamo noi, perché Big Jim Rennie è il simbolo, il paradigma, l’esemplificazione del male (e non voglio chiamarlo Male, perché il Male è intelligente, quello di Rennie è stupido e basso e volgare). Ma i gregari in buona fede? Oh, sì, ci piacerebbe identificarci (anzi, ci piace, perché lo facciamo mentre leggiamo) nei 28 esuli del frutteto McCoy, ma io non sono così ingenua da pensare che, in una situazione simile sarei nel frutteto invece che a stampar baci contro la Cupola verso mio marito. Probabilmente sarei alla Cupola, probabilmente sarebbero tutti alla Cupola. Come in effetti sono. King non li giudica mentre li descrive, descrive solo un dato di fatto della realtà. E non mi sento di definire questa gente vera sprezzantemente come pecoroni senza cervello, anche se sono sicura che molti lustra-proprio-ego-e-intelletto lo hanno fatto e lo faranno. Perché non c’è nulla di pecoreccio nel pensare che l’unione fa la forza, nel suggere uno scampolo d’amore, nel pensare che tanto vale prendere solo quello che possiamo e di cui abbiamo certezza. Lo facciamo tutti, nella vita quotidiana, guarda un po’. E’ semplicemente la nostra natura, e prima di essere anime siamo corpi con menti rozze programmate per soddisfarli, sarà bene che ce ne ricordiamo, ogni tanto.
Per concludere (ho delirato abbastanza, nevvero?), salto a piè pari tutte le considerazioni politiche, che secondo me non c’entrano un tubo (tranne nei limiti in cui la politica esiste come parte della nostra vita, al pari delle altre, s'intende)…al posto di Big Jim ci poteva essere anche il netturbino del paese (lo ricordate Masaniello, né?) se le condizioni lo avessero favorito. E in fondo alla fine il vero capo di Chester’s Mill non è stato forse un certo Chef, che di politica ne sa quanto io di matematica? Ma conosceva la Bibbia. Diciamo tutti in coro Amen. “Poiché abbiamo visto in maniera confusa attraverso un vetro. Ma ora vediamo faccia a faccia”


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3.0Un romanzo più 'terreno' del solito, 06-08-2010
di A. Aversa - leggi tutte le sue recensioni

Al di là dell'idea centrale, il libro non incanta nella sua semplicità malvagia, come King di solito riesce a fare. E' anzi incentrato sulle relazioni più che umane della tipica cittadina di provincia, dove tutti si conoscono e dove ognuno cerca di realizzare il proprio sogno americano. La domanda alla quale l'autore ha cercato di dare una risposta è: "Se una comunità del genere viene portata allo stremo, di quali bassezze può macchiarsi?". Insipido.

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4.0Un buon libro ma non tra i suoi migliori, 20-11-2009, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di C. Zuddas - leggi tutte le sue recensioni

King è sempre stato uno che parla tanto - secondo alcuni blatera mentre secondo altri sa quello che dice. The Dome è un esempio di romanzo in cui King parla molto e tira giù più di mille pagine di una storia che sarebbe anche molto originale, se non fosse stata già (in parte) usata nel film dei Simpson. Ovviamente, la versione di King è più crudele e sanguinaria.

The Dome è un libro diviso quasi a metà e leggerlo è un po' come passare da un versante all'altro di una collina. Le prime cinquecento pagine sono tutte in salita - si fanno leggere bene ma vanno avanti un po' a rilento; l'autore sta ancora costruendo la storia, mattone su mattone. La seconda metà è una discesa veloce durante la quale tutto si amalgama fino a sfociare in un classico finale kinghiano. Certe volte i tempi della storia sono strani (fanno pensare quasi a un errore o a una forzatura): la storia sembra dilatata in un intervallo di tempo abbastanza lungo anche se l'autore cerca di convincerci che si tratta di tempi molto più brevi.

Il livello qualitativo è sempre elevato ma non sfiora nemmeno quello del precedente lavoro di King (l'ottimo "Duma Key", 2008); è comunque un libro da leggere, e chi apprezza le storie catastrofiche, elaborate e intricate non ne rimarrà deluso. Consigliata la lettura comodamente seduti in poltrona: portare questo libro in giro (in borsa o sotto braccio) causa il mal di schiena...


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