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Domani nella battaglia pensa a me

Domani nella battaglia pensa a me

di Javier Marías

4.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Super ET
  • Traduttore: Felici G.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2005
  • EAN: 9788806173104
  • ISBN: 8806173103
  • Pagine: 292
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Il titolo è tratto dal "Riccardo III" di Shakespeare: è la maledizione che il fantasma della regina Anna scaglia sul re che l'ha fatta uccidere. Ma la storia è ambientata nella Madrid dei nostri giorni, dove l'io narrante, Victor Francés, sceneggiatore per il cinema e la tv, vive facendo il "negro", in proprio o per conto terzi. Victor conosce Marta, una donna sposata che gli muore tra le braccia proprio la notte del loro primo convegno amoroso. Fugge, ma resta prigioniero del passato della donna e decide di ricostruirlo. Sarà un viaggio di esplorazione nei misteri del cuore umano, ricco di sorprese, drammi, colpi di scena.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 9 recensioni)

4.0Marìas è veramente bravo, 14-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un romanzo labirintico, strutturato come una spirale, che arriva al finale compiendo lunghi percorsi concentrici. Una prosa complicata, formata da periodi lunghissime, povere di punteggiatura, che mettono in difficoltà la concentrazione del lettore, pur rendendo a menadito il flusso naturale delle riflessioni del protagonista, che come i nostri non sono mai caratterizzati perfettamente, ordinatamente ma scorrono semplicemente. Un bel romanzo, per chi ha voglia di confrontarsi con un'opera difficile e riflessiva.
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5.0Un romanzo da conquistare, 07-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Non ci sono l'amore, l'ardore, la gioia ma, in ogni circostanza, troviamo la solitudine, il dolore, il cinismo e l'inganno, anche l'ambiguità e l'assurdo. Niente è come sembra e tutto si perde lentamente. Da molto non leggevo un romanzo come questo, con sentori di Saramago, momenti lenti, periodi complessi, ragionamenti contorti, parole da centellinare e pensieri frammentari. Cinque stelle per un libro che a mio avviso è tra i classici del '900.
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4.0Domani nella battaglia pensa a me, 03-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 5
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Il romanzo inizia con una morte improvvisa di una donna. Da qua si apre un mondo di eventi reali e non che Marias ci descrive con una maestria incredibile. Se pensiamo che ad ogni nostra azione possono seguire infinite possibilità, questo è quello che ci troveremo davanti agli occhi in questo romanzo. Premetto che la scrittura di Marias non è semplicissima, ricorda un po' Saramago per chi lo avesse letto, frasi molto lunghe nelle quali c'è il rischio di perdersi, ma anche questo fa parte della bellezza del racconto.
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4.0Domani nella battaglia pensa a me, 28-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Il principale scoglio da superare nei romanzi di Marias è la lentezza dello scorrere narrativo, il fatto è che l'autore non è preoccupato del ritmo della narrazione, quanto semmai della sua profondità. Se talora dà l'impressione di rallentare è perché il suo scopo è quello di perlustrare il fondo della storia, ovvero dei suoi personaggi. Il risultato è quello di scoprire quanto esso sia diverso da ciò che appare in superficie. Ognuno porta in sé un segreto, ciascuno rappresenta il doppio di quel che credevamo. Non si sottrae a una tale fenomenologia lo stesso narratore. Lui ha il privilegio di trasferire su carta le sue rifessioni sulla memoria e sull'oblio, nonché sul significato che ha o non ha l'esistenza sua e quella degli altri. Marias non è molto diverso dal quasi omonimo ungherese Marai: entrambi narratori per i quali la diegesi ha un valore relativo ed è comunque finalizzata alla costruzione di un testo di marca filosofica.
Romanzo difficile, ma la cui lettura - per quanto difficile - coinvolge e trascina il lettore attraverso il labirinto dell'essere. Grandissima è la consapevolezza dell'autore che chiude la presente edizione con un testo autocommentativo che illumina la sua stessa concezione della letteratura. Da citare, senz'altro.
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2.0Domani nella battaglia pensa a me, 18-07-2011
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Ahimè, sono caduto nella trappola, acquistato solo per il titolo. Ciò che ha deluso le mie aspettative sono le continue introspezioni del personaggio narrante, che, a mio parere, spesso risultano fuori luogo, noiose e ripetitive. Mi è piaciuto invece l'intreccio che l'autore ha saputo creare tra il protagonista e la famiglia della defunta Marta, e l'evento che, anche se macabro, ha generato la trama... Il tasto dolente, ripeto, è il dilungarsi immotivato di concetti che, se snelliti, avrebbero alleggerito la scrittura rendendola più scorrevole e piacevole. Sarebbe stato un buon libro di 150180 pagine, invece, con le sue 280 pagine, è risultato mediocre. Molto meglio il suo collega spagnolo Carlos Ruiz Zafon con il suo bellissimo "L'ombra del vento", che consiglio di leggere.
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4.0Domani nella battaglia pensa a me, 18-11-2010
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Il titolo è un verso tratto dal "Riccardo III" di Shakespeare: è la maledizione che il fantasma della regina Anna scaglia sul re che l'ha fatta uccidere, ma in questo libro la storia è ambientata nella Madrid dei nostri giorni, dove l'io narrante, sceneggiatore per il cinema e la tv, conosce Marta, una donna sposata che gli muore tra le braccia proprio la notte del loro primo incontro. Fugge, ma resta prigioniero del passato della donna e decide di ricostruirlo. Sarà un viaggio di esplorazione nei misteri del cuore umano, ricco di sorprese, drammi, colpi di scena... A tratti lento, ma molto introspettivo.
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4.0Domani nella battaglia pensa a me, 29-10-2010
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In realtà è un libro difficile da giudicare. Ha un attacco orrendo, ma è scritto con maestria; filosofeggia spesso sul niente, ma ha alcuni punti in cui ti tiene inchiodato alla pagina; impiega spesso un certo numero di pagine per spiegare concetti ovvi, ma ha una serie di ritornelli - anche linguistici - e di situazioni memorabili; è colto, ma gioca anche con il pop senza essere fastidioso, e alla fine riesce a creare una certa atmosfera. E' noioso in molte parti, soprattutto negli attacchi dei capitoli. L'ho apprezzato per la cura dei particolari, e per un certo gusto del sotterraneo, del "dietro le righe". E' un libro di cui si può parlare a lungo, perché nel bene e nel male offre molti spunti. Sembra scritto da un francese.
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4.0Dire cosa successe l'indomani, 08-07-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 5
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Com'è strano il tempo. Un paio d'ore fa non avrei mai immaginato di finire, in fondo, questo romanzo così avvitato sul tempo che scorre e non ha senso. Ho capito davvero, devo dirlo, Domani nella battaglia pensa a me, solo dopo aver letto il breve discorso tenuto da Marías nell'estate del '95 a Caracas, quando ha ricevuto il premio Rómulo Gallegos e sono sempre un po' diffidente quand'è altro a farmi apprezzare davvero un romanzo che di per sé non si è imposto alla mia attenzione. Però ho ricostruito, sotto forma di storia sul romanzo, quello che appositamente il romanzo in sé non narrava.
Domani nella battaglia pensa a me, che trae il suo titolo dal Riccardo III di Shakespeare, è un romanzo che parte da uno sfortunato incontro furtivo. Lei, Marta, è giovane e piacevole, ha un figlio e un marito fuori città; lui, Víctor, un normale uomo di mezz'età con un matrimonio fallito alle spalle. Dopo cena, cominciano gli approcci erotici, ma lei inspiegabilmente muore. Comincia così il viaggio dell'uomo all'interno del mistero: non quello di una spy-story, ma della vita quotidiana, quella di tutti noi, del tempo che passa per tutti e per nessuno acquisisce più peso di un calendario che si butta via, alle spalle.
Due aspetti mi hanno colpito nel romanzo: il tono e i personaggi. Il tono è un capolavoro di medietà: il protagonista, io narrante, non è particolarmente sagace o colto, anche se cita troppo Shakespeare, un po' a sproposito (ammesso che ciò possa accadere con Shakespeare). Marías riesce a trovare per lui come un colore, un grigio che non è banale, un filtro di normalità che riconsegna le cose al loro naturale mistero senza aggiungere fumi di una propria stravaganza. La vita è inspiegabile, e ce lo si ripete a ogni pie' sospinto, e ciò fa sì che talvolta si perda il filo del racconto, perché è l'uomo a perdere il filo degli eventi. L'effetto è quello di qualche vuoto narrativo, ma senza danno per chi sa tenere ferma la concentrazione sulla sua personalissima ricerca del tempo perduto... che non è il passato, ma il presente, anche se il presente altro, quello non vissuto da sé, raccontato e visto ormai dietro le spalle.
Ancora più straordinaria della voce, o forse perché ne è la modulazione più intima e intensa, è la descrizione dei personaggi. In particolare quella dell'amico Ruibérriz de Torres è un capolavoro di autenticità, di dovizia e affetto senza pedanteria, che riesce a coinvolgere, oltre alla persona dell'infingardo suo doppio, anche tutto il mondo di una certa piatta borghesia intellettuale madrilena, quella dei "negri", scrittori di discorsi a pagamento per un proletariato politico di coloritissimo squallore. Stesso dicasi della prostituta Victoria, o Celia, in una memorabile passeggiata in macchina attraverso il cuore di questo romanzo. A confronto del sangue che scorre e palpita tra le pagine che ce li presentano, è quasi deludente vedere simili personaggi nel loro commercio quotidiano, non si ha quasi mai il polso di quel che sta accadendo, anche quando quel che sta accadendo è banale o già visto.
Tutto viene tenuto insieme dall'anafora, dalla ripetizione talvolta ossessiva di frasi, di concetti, ma concetti riproposti e variati, come certi vecchi ricordi di filologia anglosassone, che portano Víctor a cercare per tutto il corso della narrazione un antico termine in disuso, che indica la condizione di parentela di due uomini che abbiano giaciuto con la stessa donna, sia pure in epoche differenti e con i differenti volti di quella donna con lo stesso nome in tutte le sue epoche. Apparentati senza saperlo su questo mistero che coinvolge, e insieme divide, uomini diversi, questi personaggi si aggirano senza possedere mai per intero la loro vita né quel che credevano unico e autentico.
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5.0Tortuoso ma stimolante, 06-07-2010
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Bellissimo romanzo anche se piuttosto complesso sia nel modo in cui e' costruito sia negli argomenti che tratta. Prima fase faticosa, si procede in modo lento, ma questo e' quel tipico bel romanzo che prende il via piano piano ed ha la capacita' di risucchiarti nella vita del protagonista, le cui emozioni fantasie e sensazioni ti coinvolgono completamente.
Capacita' magistrale dell'autore nel trasporre i flussi di coscienza e di pensiero del protagonista, i suoi percorsi complessi, tutte le sue ambiguità e le mille sfaccettature e possibilità con cui essa percepisce la realtà circostante e alla fine rivela senza mezzi termini nè mezze misure i lati oscuri della natura umana, l'assurda e tragica ironia che delle volte sovrasta il quotidiano degli uomini cosi' detti “normali” per renderli casi “eccezionali”, tutto sospendendo il giudizio riportandoli semplicemente nella loro essenza, umana appunto. Tortuoso ma decisamente stimolante.
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