Una domanda di matrimonio

Una domanda di matrimonio

4.0

di Saul Bellow


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Descrizione

Una storia d'amore bizzarra, durata in silenzio per una vita e conclusa con una domanda di matrimonio in un cimitero. Una storia di fedeltà ai propri sentimenti, ma anche di infatuazioni e lacerazioni mai sopite in cui, ancora una volta, Saul Bellow dà vita a un gruppo di straordinari personaggi, figli di un'America "ipercivilizzata" in cui si esprime il disordine della nostra epoca. A cominciare dal protagonista e narratore Harry Trellman. Un osservatore di prima classe che "trova piacere nell'osservare i comportamenti e le motivazioni della gente". E dalla donna da lui amata, con cui scopre di aver sempre avuto, senza mai riuscire a comunicargliela, un'intensa reale "affinità".

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Una domanda di matrimonio, 11-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Non capisco perchè la traduzione del titolo debba così snaturare il contenuto di un romanzo, il titolo originale di questo racconto lungo è The Actual, che si potrebbe rendere come "Quella vera" o "La donna vera"; Amy è la donna vera, quella che ha occupato il posto centrale nel cuore di Harry Trellman per tutto l'arco della sua vita. Sebbene le vicende vissute li abbiano separati, sebbene entrambi si siano sposati e abbiano avuto storie travagliate, qualcosa ancora li lega, qualcosa di indefinibile, sottile, impalpabile. Tutto il racconto si snoda sulla rielaborazione di sentimenti passati, sul riaffiorare di ricordi tattili e olfattivi, e di vicende che sembravano definitivamente chiuse; intitolare un libro accennando ad un finale che è solo vagamente rappresentativo è veramente farne tutt'altro rispetto a ciò che in realtà è.
Tornato a Chicago, Harry si ritrova sulle orme di Amy per volere di un ricchissimo stravagante novantenne ebreo, un vecchio di estrema acutezza e perspicacia che ha letto in Harry il desiderio inespresso di colmare questa antica lacuna sentimentale.
A parte le vicende della trama, non c'è scrittore più adatto di Bellow per descrivere con ironica efficacia amore, matrimonio, vergogna, perdita, sesso, divorzio e morte. Sotto molti aspetti, questo racconto fa venire in mente Philip Roth (che lo tratterebbe in modo possibilmente ancor più ironico se non addirittura dissacrante). Sarà per tutti gli accenni all'ebraicità, sarà forse perché la scena finale nel cimitero mi ha ricordato Everyman, c'è davvero un po' di Roth in questo Bellow. L'America sullo sfondo è quella degli affaristi arricchiti, dell'individualismo, dei trionfi personali nel mondo della finanza ma anche della vita privata. Pragmatismo, nihilismo, capitalismo hanno reso l'uomo di fine millennio (il racconto è stato pubblicato nel 1997) un essere pieno di contraddizioni, che si volge ad analizzare il suo passato con grande attenzione e profonda autocoscienza, mettendosi a nudo e sforzandosi di rimediare agli sbagli o alle occasioni mancate per codardia o immaturità. Un ritratto forse impietoso ma molto umano, una storia in cui tutti i personaggi sono rappresentativi e tratteggiati brillantemente con grande attenzione alla fisicità, una gabbia in cui siamo imprigionati ma che si modella su ciò che siamo dentro, e che di questo racconta, lasciando che l'anima imprima sui visi e sui corpi l'essenza stessa di sé.
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