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Dizionario delle cose perdute

Dizionario delle cose perdute

di Francesco Guccini


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In sintesi

Dalle osterie fuori porta alle braghe corte che oggi nessun ragazzino è più costretto a portare, dal fumo libero nei cinema ai telefoni in duplex, dalla macchina da scrivere ai taxi verdi e neri che quasi nessuno ricorda più, dalle linguette per aprire le lattine agli odori - non ancora coperti dallo smog globale - che animavano ogni angolo delle città: con un poco di nostalgia, ma soprattutto con tutta l'energia e la poesia della sua prosa, Francesco Guccini rivolge il suo sguardo sornione su oggetti, situazioni, emozioni di un passato che è di tutti, ma che rischia di andare perduto. Un viaggio nella vita di ieri che si legge come un romanzo: per scoprire che l'archeologia "vicina" di noi stessi commuove, diverte e parla di come siamo diventati. Disponibile dal 28 febbraio 2012.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 6 recensioni)


4.0Nostalgia , 04-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 9
di C. Sorbello - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro è ineguagliabile, non solo il linguaggio è chiarissimo e semplice, ma da un eccellente cultura. E poi risulterà bellissimo e divertente fare un tuffo nel passato delle cose perdute. Si sente una certa nostalgia, ma anche una curiosità irrefrenabile che porterà il lettore a leggere sino all'ultima pagina»

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4.0E' stato interessante, 26-04-2012
di M. Orsini - leggi tutte le sue recensioni

«Mi è piaciuto molto questo testo scritto da Guccini. L'artista è riuscito ad imprimere nelle pagine la sconvolgente corrente di cambiamento che ha attraversato le nostre vite, svuotandole delle vecchie abitudini ed in questo modo anche delle nostre sane radici. Interessanti gli spunti di riflessione che riesce a suscitare con semplicità e candore quasi fanciullesco.»

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5.0Vero poeta, 20-04-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 28
di L. Camuti - leggi tutte le sue recensioni

«Il grande Francesco Guccini, che molto probabilmente ha putroppo smesso la sua produzione discografica (ma io spero si tratti solo du una impressione e, volesse Dio, se ne spunti con un nuovo capolavoro) , avanzando con l'età ha voluto con questo volumetto regarci le atmosfere e i ricordi del passato intrisi di nostalgia. Anche nella letteratura, come nella musica, Guccini si conferma vero poeta.»

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3.0Libro rilassante, 10-04-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di B. Roversi - leggi tutte le sue recensioni

«Leggibile e gustoso. Il sottoscritto ha vissuto in provincia nella stessa epoca di Guccini e lui descrive con ironia bonaria le stesse vicende che il libro ha ridestato nella mia memoria, come i cinema dove piove, le sigarette vendute sciolte. (A Brescia e provincia il tabaccaio le consegnava in piccole bustine da 2 o più ma vi erano anche marche di sigarette che confezionava pacchetti da 10). L'ho letto in due sere, sentivo una certa nostalgia di quegli anni, non per i vetri ghiacciati in camera da letto, ma per l'amara nostalgia della giovinezza lontana.»

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2.0Rutilante nostalgia........., 09-04-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 6
di G. Casanova - leggi tutte le sue recensioni

«Carino, da tenere sul comodino e spiluccare. Guccini scrive come parla, se vi ricordate i suoi concerti fra una canzone e l'altra faceva un comizio ed il vizio non l'ha perso. Decide in tarda eta' di mettere nero su bianco le sue "ciacole" (chiacchere) da osteria su come erano belli i tempi andati. Ma proprio per questo ne esce un libro incompleto: non e' una storia, non e' un romanzo e la sensazione che lascia e' una tristezza di fondo, perche' e' tipico di chi si "sente" anziano il lasciarsi andare alla nostalgia. E' questa sensazione che emerge rutilante fra DDt, pennini e ghiacciaia. Non si rende conto che facendo cosi' ci fa sentire "vecchi" anche noi che cantavamo le sue canzoni. Sob! »

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4.0Dizionario delle cose perdute, 20-03-2012, ritenuta utile da 8 utenti su 13
di A. Longo - leggi tutte le sue recensioni

«Ho visto l'intervista di Guccini alla televisione, nella rubbrica di Vincenzo Mollica. Apprezzavo già Guccini come cantante, e sapevo che aveva già scritto un libro, ma ancora non l'avevo comprato. Così ho preso il suo Dizionario delle cose perdute e ho fatto una bella scoperta. Il mondo raccontato da Guccini è incantevole e profondo, come le sue canzoni.»

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