Digiunare, divorare

Digiunare, divorare

3.5

di Anita Desai


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Descrizione

Due culture diverse poste a confronto attraverso il cibo. Un'estesa famiglia indiana, composta di zie strambe e cugini inetti, ha i suoi opposti nelle sorelle Uma e Aruna. La prima, più anziana, oppressa dal devoto stuolo di parenti, ancora non riesce a lasciare il nido e guarda con disappunto la minore che, impalmato il rampollo giusto, va costruendo una famiglia perfetta. La scena si sposta in Massachusetts: là il figlio di Aruna osserva, pieno d'incredula nostalgia, la sconcertante vita della famiglia Patton dove gli uomini si abbuffano di carne e le donne sono tutte anoressiche. A confronto due diversi mondi: il cuore compatto e soffocante di una famiglia indiana e la gelida, indifferente libertà di un nucleo familiare americano.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

3.0L'India lontana dai luoghi comuni, 27-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Offre interessanti spunti di riflessione sul tema, ma la storia sembra non voler mai decollare. Un romanzo carico di tristezza, di angoscia e di peso, in cui ci viene presentata l'india delle tradizioni più ferree, più retrograde e più rigide, in un racconto che, se da un lato scorre lento, dall'altro sembra quasi soffocarti. Due sorelle e un fratello, trattati con una disparità allarmante dai loro genitori, un'unica incombente entità definita mammaepapà, in modo da non tenere in assoluta considerazione desideri e attitudini. Tre figli che crescono iondifferenti, o onfelici, o insoddisfatti. Un romanzo in cui il cibo è la metafora perfetta per descrivere l'affetto ossessivo e negativo, la frustrazione, il desiderio di uscire fuori da sé. Un romanzo molto in charoscuro, introspettivo, una storia sempre sull'ombra della rivoluzione sopita, delle ambizioni mai realizzate, delle fughe sognate ma nemmeno tentate.
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4.0Digiunare, divorare, 25-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Lo stile asciutto dell'autrice mi ha colpito, ultimamente non avevo ninte letto di simile. Il titolo da solo contiene tutto il libro, ed è un'epitome efficace -mai semplicistica! - dei rapporti tra Asia e Occidente.
Se siete stanchi di questa trita dicotomia sappiate che non siete i soli. Lo sono anch'io. Proprio per questo ammiro la Desai che è riuscita, in così poche pagine, a parlare della sua l'India-tutta l'India- e dello lo stupro coloniale senza perdere di vista la ricchezza di pensiero dell'occidente. Ci troverete i falsi miti, i falsi valori e la falsa cultura di entrambi questi mondi. E scusate se è poco.
L'India della Desai non è quella spiazzante di Rushdie, che ti prende alla gola con il suo afrore di spezie e ti riempie gli occhi di colori e ombre vaste; è piuttosto l'India con le sue acque: è memoria umana millenaria, è separazione, è dolore antichissimo, e soprattutto, è un libro sulle anime divise in due.
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