Digital prof. Un anno nella scuola che (non) c'è

Digital prof. Un anno nella scuola che (non) c'è

4.0

di Marina Boscaino, Marco Guastavigna


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Descrizione

Che cosa ha a che fare - davvero - quell'organismo elefantiaco e pigro che è la scuola italiana con tecnologie perennemente "nuove"? Cosa si trova andando a guardare oltre i grandi progetti di inserimento della dimensione tecnologica nei nostri istituti? Quali scenari si trova quotidianamente davanti un insegnante nelle fatiscenti aule del terzo millennio? Nella nostra scuola c'è posto per un digital prof? Digital prof: storia di una condizione interiore scoraggiata dalla pratica quotidiana, raccontata dallo sguardo ancora ingenuamente speranzoso di una prof, di latino di un "classico liceo classico" e da quello più disincantato e sornione di un esperto di tecnologie nella didattica, che da anni insegna in un professionale. Episodi, situazioni, occasioni della vita che ricompongono, tra leggerezza e ironia, il quadro di una pretesa di innovazione mai realmente conquistata. Che è insieme uno squarcio divertito su virtù e vizi della scuola italiana.

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Dettagli del libro

  • Titolo: Digital prof. Un anno nella scuola che (non) c'è
  • Editore: SEI
  • Collana: Sestante
  • Data di Pubblicazione: novembre 2010
  • ISBN: 8805071730
  • ISBN-13: 9788805071739
  • Pagine: XIII-279
  • Reparto: Educazione e Formazione > Didattica
  • Formato: brossura

Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Digital prof, 27-09-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Saggio scritto a quattromani che tenta di fare il punto sulla situazione dell'educazione in Italia contemporanea, il focus è il rapporto tra la scuola e l'innovazione, ma si allarga a tinteggiare un affresco generale sulla condizione degli insegnanti italiani, i loro ritardi, le loro aspettative. Il tono è ironico, ma lo sguardo che ne sortisce trasuda amarezza e toglie presto il sorriso dalle labbra del lettore. Gli autori ne hanno per tutti: per il Ministero, lontano e scarsamente lungimirante; per i dirigenti, inadeguati al loro compito; per gli insegnanti, arretrati e in difesa dei loro pochi privilegi; per chi fa ricerca e scrive di tecnologie, incompetente e scarsamente informato sulla reale situazione delle scuole. Il problema, come spesso capita quando si scrive di scuola tra il saggistico e il romanzesco (si tratta di un vero e proprio genere, ormai) , è che a fronte di una critica corrosiva che non salva nulla e nessuno (se non implicitamente chi scrive) non si vedono le proposte. Proprio di questo ci sarebbe invece un grande bisogno.
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