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In difesa del cibo

In difesa del cibo

di Michael Pollan


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Descrizione

Nel "Dilemma dell'onnivoro" Michael Pollan aveva smontato il pranzo che ci apparecchiamo ogni giorno, dimostrando che cosa realmente contenga, a dispetto di quanto dicono le etichette. In questo libro, che amplia e conclude il precedente, Pollan va oltre, demolendo una credenza particolarmente pericolosa e ormai diffusissima, e cioè che a renderci più sani e più belli non siano tanto le cose che mangiamo, quanto le sostanze che le compongono. Nel mondo immaginato dai nutrizionisti, ricorda Pollan, anziché perdere tempo a sbucciare e fare a spicchi le arance basterebbe assumere una quantità equivalente di vitamina C. Ma accade invece che gli stessi nutrizionisti mettano improvvisamente al bando le componenti della dieta che fino a poche settimane prima avevano presentato come irrinunciabili, e che per paradosso gli Stati Uniti, cioè il paese più ossessionato di qualsiasi altro dal terrore di mangiare qualcosa che fa male, o di non mangiare ciò che fa bene, si siano dati il modello alimentare più malsano e patogeno fin qui conosciuto. Il rimedio? Sarebbe semplice, sostiene Pollan: non mangiare nulla che la nostra nonna non avrebbe mangiato. In altre parole, cibo, meglio se poco, e meglio ancora se verde. Sarebbe semplice, cioè, se non sconvolgesse il credo dell'industria più potente e insostituibile al mondo, quella agroalimentare. Che, come dimostrano le violentissime polemiche già suscitate da questo libro alla sua uscita, non intende arrendersi neppure all'evidenza senza combattere.

Dettagli del libro


Recensioni degli utenti

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4.0In difesa del cibo, 14-02-2011
di T. Mastretti - leggi tutte le sue recensioni

«Ho appena finito di leggere questo libro. Credo che questo scrittore farà felici un po' tutti i lettori. Proseguendo nel lavoro d'indagine iniziato nell'ottimo "Il dilemma dell'onnivoro" (Adelphi, 2008), Michael Pollan traccia un ritratto diretto ed efficace di ciò che è diventata l'alimentazione negli Stati Uniti e di riflesso, sebbene in misura minore, nei paesi Occidentali. A differenza del libro precedente, "In difesa del cibo" approfondisce questioni relative alla salute. Un primo fondamentale passo, Pollan lo muove accusando il nutrizionismo di essere più che una scienza un'ideologia, pronta a mutare opinione ogni pochi anni (probabilmente un'ideologia sarebbe più coerente). Pollan cita il lavoro della Harvard School of Public Health in cui vengono smantellati tutti gli argomenti a sostegno della tesi che i lipidi assunti con la dieta causino malattie cardiovascolari.
Il problema del nutrizionismo è non riuscire a comprendere che un alimento è più della somma dei suoi singoli costituenti.
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5.0Nutrirsi di alimenti semplici e genuini, 02-10-2010
di F. Mancini - leggi tutte le sue recensioni

«L'autore parla di cibo e del suo valore simbolico e nutrizionale, con cui trasforma in vera e propria crociata la sua denuncia alla potentissima industria agroalimentare che condiziona in base ai suoi interessi tutti i consumatori. Gli stessi nutrizionisti, che dovrebbero essere gli esperti del settore e quindi i più affidabili, dice Pollan, spesso cambiano idea senza motivo, inducendo alla fine a mangiare cose sbagliate se non nocive. Il consiglio dell'autore dunque è semplice: tornare a nutrirsi di alimenti semplici e genuini, nulla che le nostre nonne non avrebbero mangiato e se possibile privilegiando il "verde" tra i cibi, ovvero verdure. Questo a dispetto di tante diete e consigli sbagliati da parte di chi ha solo interesse a guadagnare, manipolando l'opinione pubblica a suo piacimento. »

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