Il diario di Dawid Sierakowiak. Cinque quaderni dal ghetto di Lodz

Il diario di Dawid Sierakowiak. Cinque quaderni dal ghetto di Lodz

5.0

di A. Adelson, F. Sessi (a cura di)


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Descrizione

Nel 1939 Dawid ha 15 anni. È un ragazzo della buona borghesia di Lodz, frequenta i campi di vacanza dei giovani sionisti, coglie lucidamente tutto quello che avviene intorno a lui. Al contrario del ghetto di Varsavia, su cui esiste un'abbondante documentazione, poco si sapeva del ghetto di Lodz, la cui vita viene ora illuminata da questi taccuini, ritrovati in un archivio dell'Istituto storico ebraico di Varsavia. Dawid parla della vita di tutti i giorni: la ricerca del cibo, il denaro che non vale più niente, i problemi di vestiario, gli affetti, la vita sociale. Né gli sfugge la sinistra abiezione di colui che si è proclamato "imperatore" del ghetto: quel Chiam Rumkowski cui i nazisti hanno delegato l'amministrazione del ghetto stesso.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 3 recensioni)

5.0Il coraggio di Dawid., 04-07-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 5
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Vieni strappato con la tua famiglia e con le vostre poche cose rinchiuso nel ghetto di Lodz, senza riscaldamento, cibo razionato e poco denaro per comprare il necessario alla vostra sussistenza. Ma tu resisti, nelle tue letture, nella tua voglia di sapere, nel tuo interesse alla policita, nel tuo costante interesse ad ogni avvenimento del ghetto e alla guerra in corso. Non vuoi abbatterti deprimerti, combatti contro l'inerzia, vuoi studiare, vuoi lavorare, vuoi contribuire al sostentamento della tua famiglia e ci riesci. Ma ogni giorno cattive notizie, la Germania vince battaglie, il cibo sempre piu' razionato spesso non si fa vivo nel ghetto. Una sola patata, una sola minestra un giorno in piu' di vita. Il freddo, le malattie la fame indeboliscono gli uomini, gli occupanti del ghetto muoiono di stenti oppure vengono trasportati verso l'ignoto. E intanto arrivano sempre nuovi trasporti di nuovi deportati ad infoltire i vostri caseggiati gia' stracolmi di persone, e si vive sempre in condizioni insostenibili. Ogni giorno un nuovo divieto e ogni giorno la fame il freddo e i morti e i trasporti. Notizie agghiaccianti sul destino degli ebrei, ma combatti, per tua mamma che si sta consumando, contro tuo padre, ormai indifferente a tutto cio' che succede alla sua famiglia. La barbarie nazista spinge l'essere umano a non dare piu' un senso ne alla propria vita ma soprattutto a quella degli altri, egoismo sopravvivenza e abbandono all'apatia. Hai perso la tua battaglia per salvare tua mamma, che con l'inganno ti verra' strappata e consegnata all'annientamento. Il ghetto uccidera' tuo padre, e perderai anche tu la tua battaglia per la sopravvivenza. Purtroppo si arriva ad un punto in cui non basta il coraggio di resistere, le forze fisiche ti abbandonano e la malattia ha il sopravvento. Il nazismo non ti ha sconfitto, ha annientato il tuo corpo ma non e' riuscito ne ad imbruttire ne ad annientare il tuo animo.
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5.0caro david.., 25-09-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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toccante, commovente. come anne frank anche questo diario è capace di emozionare. sei nel mio cuore david! pino
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5.0Ciao Dawid, la tua sofferenza può aiutarci, 16-07-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 8
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Dawid Sierakowiak, morto nel ghetto di Lodz nel 1943 all'età di diciannove anni, comincia a tenere il suo diario dal 1939, di cui sono stati ritrovati cinque quaderni.
Essi sono più che sufficienti a darci un'idea di come la vita nel ghetto fosse permeata di sofferenza, dolore, fame e disperazione. Il giovane lettore fa fatica a immaginare (come succede spesso per questi documenti) l'enorme sofferenza generata dai criminali nazisti che costrinsero migliaia di persone a patire in modo così disumano prima di morire; fa fatica, dicevo, perchè queste condizioni di vita sono così lontane dalle nostre attuali condizioni di benessere tanto che la sensazione che ci pervade dopo la lettura di un simile libro si condensa in questa semplice domanda: "Possibile che tutto ciò sia esistito?"
Caro Dawid, attraverso il tuo diario dai prova di come in condizioni estreme riesci a conservare intera la tua umanità, e a tal proposito vorrei citare le parole che usi per descrivere il tuo dolore dopo che tua madre, il 5 Settembre 1942, è stata selezionata per poi essere deportata (probabilmente nella vicina Treblinka).
"La mia più amata, sacra, logora, benedetta, cara mamma è caduta vittima della bestia nazista assetata di sangue!!! ... L'ora della sua deportazione si sta avvicinando ma non arriva nessun tipo d'aiuto da nessuna parte. Anche se ci sono stati tuoni e fulmini e in serata è persino piovuto, il clima più fresco non ha portato alcun sollievo al mio tormento. Perchè nemmeno il più violento dei temporali potrebbe lavare un cuore completamente rotto e niente più riuscirà a riempire l'eterno vuoto nell'anima, nel cervello, nella mente e nel cuore che si forma per la perdita della persona più amata."
La lettura di un simile libro ci può aiutare a mantenere un atteggiamento distaccato nei confronti del nostro presente, così permeato di materialità e vuoto interiore; Dawid ci può aiutare a ricordare che i valori dell'anima e la resistenza di questa alla bestia nazista, come a qualsiasi forma di male, sono di fondamentale importanza per ogni forma di vita che aspiri alla ricchezza.
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