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Desiderare altrimenti e altri racconti

Desiderare altrimenti e altri racconti

di Giovanni Baldaccini


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Descrizione

Bianca l'assenza del vagare. Come d'inchiostro pagine mancanti. Che nessun luogo è il luogo. Né storia. Né parole. Astrarre, annebbiare, evaporare. Penetrare, pertanto, strane rotondità lanuginose. Cave. Tra muscoli di cosce... Insinuarsi lungo percorsi... Variegare: farfalle di bitume. Tra meandri oleosi... Stupire, inventare, allucinare. Pozioni e unguenti; profumi trasfigurati... Spalmare, allora. Vibrazioni ignote che il desiderio assapora dubbioso... Il tempo diventa sfumatura. Nel limite cui la realtà consegna, la lettura permette alternative.

Dettagli del libro


Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)


4.0Ti tocca l'anima, 10-06-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di S. Raule - leggi tutte le sue recensioni

«Buona letteratura, a mio parere, quella di Giovanni Baldaccini, psicoterapeuta, autore dei nove racconti contenuti in "Desiderare altrimenti", che già nel titolo annuncia le dimensioni inaspettate in cui il desiderio si manifesterà. A fare da sfondo alla narrazione, scenari immaginari, a volte surreali, improbabili o del tutto impossibili, dove il desiderio può anche morire o desiderare di non nascere, lanciarsi nel tentativo di oltrepassare il confine invalicabile del tempo, o diventare a sua volta infinito, onnipotente, e in tal modo annullarsi nel rifiuto paranoico di ogni limite. L'autore ci mostra però anche un desiderio che fa i conti con se stesso, nel momento in cui, di fronte all'alterità prima sconosciuta, si spezza l'obbligatorietà della mancanza da cui nasce e si apre una possibilità di incontro con ciò che lo sorprende e lo relativizza: ecco allora prendere forma modi diversi di vedere la realtà, di pensare se stessi, di stare in relazione addirittura col divino o semplicemente di guardare gli occhi di una donna. Modi diversi di percepire il proprio desiderio, che diventando verbo si trasforma in "io desidero": un'azione cosciente che implica un soggetto, l'io, capace di frenarne l'impulso e deviarlo verso un "altrimenti" sempre da inventare. Ricco di spunti e di invenzioni, è un libro che si legge con interesse e piacere, anche per l'originalità della scrittura.»

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4.0Nove sussurri, 29-05-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 5
di L. Riommi - leggi tutte le sue recensioni

«Se il Paradiso diventa un ospedale, se la luce scompare con il giorno, se la follia è una via di fuga, se il tempo ha bisogno di morire, se il desiderio non trova direzione, l'altrimenti scompagina la scena. Del conosciuto, forse del banale, di ogni automatismo cui, per scampare, si scrive da trent'anni a qualcuno che è morto, o si cercano modi nuovi di venire al mondo, al di là della meccanica del corpo. Per svelare l'anima, cui sussurra l'altrimenti di un diverso desiderare. Nove sussurri, questi racconti; sussurrati con uno stile che sfiora appena, lasciando campo all'immaginazione di chi legge.
Ho molto apprezzato questo libro, in cui mi sono imbattuta per caso, esplorando una libreria di Trastevere, che ne esponeva un paio di copie tra le novità. Già il titolo è molto evocativo e i nove racconti non deludono la promessa che vi è contenuta. Ma non è libro che si possa leggere frettolosamente sulla metro o la sera nei pochi minuti prima di dormire: è un libro che suscita emozioni complesse e intense, interrogativi, curiosità, un libro che induce alla riflessione. Merita dunque attenzione, e non soltanto ai contenuti, estremamente originali, posti sul limite tra realtà e immaginazione, a volte perfino visionari; merita attenzione anche per lo stile narrativo del tutto personale, che si traduce in una scrittura sintetica, asciutta, essenziale, capace di comunicare al lettore con poche parole un intero scenario o un'idea, utilizzando con maestria anche ciò che troppo spesso trascuriamo, ma che appartiene indissolubilmente alla struttura della frase e alla sua espressività: la punteggiatura.
Questo contrappunto musicale di parole scandite dalle pause percorre il tema del desiderio, che l'autore, psicoterapeuta oltre che scrittore, conosce nelle pieghe più oscure, nelle sue deviazioni, nei suoi vaneggiamenti, nella sua illusorietà. Uno spiraglio si apre nello spazio tra un uomo e una donna, luogo privilegiato del desiderio, dove è più chiara forse l'allusione, sia pure ancora implicita come in tutti i racconti, alla possibilità di trasformare l'urgenza dell'impulso in un atto culturale: desiderare altrimenti, dunque, in altro modo e verso altre mete. Ciò che sostanzialmente definisce la nostra umanità.
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