Ricerca Veloce:     Ricerca Avanzata
 

Il deserto dei tartari

Il deserto dei tartari

di Dino Buzzati


  • Prezzo: € 9.00
  • Nostro prezzo: € 7.65
  • Risparmi: € 1.35 (15%)
Spedizione gratuita  Promozione: sopra i 19 euro la spedizione è gratuita! (Leggi i dettagli)
Voto medio del prodotto:
4.5
Normalmente disponibile in 2/3 giorni lavorativi
Aggiungi al carrello

Spedizione gratuita sopra i 19€


In sintesi

In una fortezza ai limiti del deserto una guarnigione aspetta l'arrivo dei Tartari invasori. Ma sarà una lunghissima, vana, logorante attesa. Il romanzo più famoso di Buzzati.

Dettagli del libro


Acquistali insieme:

Gli utenti che comprano Il deserto dei tartari acquistano anche La luna e i falò di Cesare Pavese € 9.35
Il deserto dei tartari
aggiungi
La luna e i falò
aggiungi
€ 17.00
Aggiungi entambi i prodotti al carrello

Altri utenti hanno acquistato anche:

 

Recensioni degli utenti

recensione_popup

Scrivi una nuova recensione su Il deserto dei tartari e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 24 recensioni)


4.0 Il deserto dei tartari, 26-09-2011
di G. Volpi - leggi tutte le sue recensioni

«Per stile e linguaggio Buzzati merita un posto nel mio personale pantheon di scrittori italiani, il ricorso alla metafora per esprimersi raggiunge in lui vette eccelse e del resto la sua opera più celebre, Il deserto dei tartari, cosa è se non una metafora della vita degli uomini, sempre in attesa di un evento che non sanno nemmeno immaginare e che finirà con il concretizzarsi sempre nella morte?
E' ciò che accade al tenente Giovanni Drogo, protagonista di una vita che potremmo definire anche non vita e che arriva come sua prima destinazione alla Fortezza Bastiani, l'estremo avamposto dell'impero, oltre il quale si stende una landa deserta, del tutto inanimata.
In un lontano passato lì correvano a briglia sciolta i tartari, durante le loro incursioni, ma ora non c'è che silenzio e invano tutta la guarnigione attende di veder comparire un ipotetico nemico, in uno scorrere monotono del tempo che finisce con il segregare i militari, per renderli prigionieri di se stessi, come giocatori accaniti di carte sempre fiduciosi nel colpo della loro vita.
Benchè Drogo arrivi alla fortezza convinto di restarvi per poco, piano piano viene ammaliato da quell'atmosfera di tempo sospeso e, se da un lato, ci sono i buoni motivi per essere destinato altrove, dall'altro più pressanti, più forti sono le inconsce ragioni per rimanere.
In una vita in cui tutto è ripetitivo e regolato dalla struttura militare il giovane tenente si assopisce nel sogno di una prossima calata dei tartari, in battaglie in cui coprirsi di gloria, vivendo, di fatto, due vite, ma alla fin fine non vivendone nessuna.
Solo dopo 15 anni di permanenza si accorgerà del tempo trascorso, di quella giovinezza appassita nel nulla e sfuggitagli di mano "la prima sera che fece le scale un gradino per volta. ".
E' troppo tardi per ricominciare e del resto la malìa della fortezza, se lascia squarci di lucidità, è solo perché, nella consapevolezza di non poter rimediare, ravviva il sogno per il quale restare.
Passano altri anni, Drogo invecchia e proprio quando sta per lasciare quel luogo, minato da una grave malattia, per ironia della sorte il deserto si anima e i tartari attaccano.
Il tenente morirà in solitudine, nella camera di un'anonima locanda della città, cercando tuttavia di comprendere il senso della sua vita. E così si convince che l'autentica missione, quella suprema, è quella a cui sta andando incontro e in cui proverà tutto il suo valore; affronterà così la morte con dignità "mangiato dal male, esiliato tra ignota gente". Ha combattuto una sola battaglia, quella autentica, da cui non si esce mai vincitori, ma grazie alla quale, pur vinti, è possibile dare un senso anche ultraterreno a tutta un'esistenza.
»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Un classico, 06-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di M. Saponaro - leggi tutte le sue recensioni

«Un classico della letteratura italiana del novecento. Sembra un po' pedante e noioso come libro ma è la storia di un uomo che trascorre la vita in attesa del grande evento che segnerà la sua esistenza. Anche nella nostra vita abbiamo situazioni simili, ad esempio il desiderio del sabato sera pieno di aspettative e poi magari...
E' stato il libro che mi ha spinto ad amare la lettura.
»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Vita inespressa, 03-08-2011
di V. Lorello - leggi tutte le sue recensioni

«Il Deserto dei Tartari è la storia di una vita debole, che si trascina nei giorni, valendosi delle proprie speranze per non cambiare le carte in tavola.
Il Deserto dei Tartari è morire ogni giorno che passa, è noia, è svuotare la vita per far posto alle attese, è ironia della sorte e solitudine umana.
»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Il deserto dei Tartari, 31-07-2011
di M. Loggia - leggi tutte le sue recensioni

«Imprescindibile capolavoro della narrativa italiana tout court. E' il triste specchio di molti lavoratori, che, spinti da false promesse, si trovano incastrati in un tran tran quotidiano dal quale si illudono di poter ricavare, prima o poi, un perchè della loro presenza... E al contempo è un monito a non fossilizzare le proprie energie in qualcosa di statico e astratto e ad agire sempre e comunque, valutando e prospettando ciò che abbiamo di fronte e pretendendo il meglio dalle nostre vite, cosa che non è facile, decisamente. Ne deriva un sentimento di amarezza, angoscia e solitudine, e una voglia matta di gridare al mondo "Io voglio fare la differenza! ". Da magone poi il lirico finale. Impossibile restarne impassibili, impossibile non leggerne l'infelice epilogo di molte esistenze umane, impossibile non coglierne un messaggio illuminante e purificatore. Perchè la letteratura è vita. »

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Una vita di attesa, 25-07-2011
di M. Del boca - leggi tutte le sue recensioni

«Attesa e speranza. Questi sono gli elementi chiave di un romanzo in cui si susseguono giornate tutte uguali e apparentemente inutili, riempite, però, da un'attesa capace di dare loro un senso. Di fronte a uno spazio sterminato e vuoto anche la fantasia si perde e così la contemplazione si trasforma in speranza e la speranza in attesa.»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Il deserto dei tartari, 05-07-2011
di A. Basile - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro che è oramai un classico della letterastura per ragazzi. Un'opera di buzzati entrata a far parte della narrativa esistenziale. Una metafora costruita attraverso il tempo immobile che governava le attese nella Fortezza Bastiani durante la prima guerra mondiale. Una totale mancanza di ritmo, una narrazione claustrofobica e annoiata, un senso dell'attesa dell'inevitabile, forse della morte stessa. Una percezione costante dell'inutilità del fare e della mancanza di senso del vivere. Si tratta forse non di un capolavoro letterario, ma certamente di un racconto filosofico sul non divenire. Per chi perde tempo e ha tutto il tempo che vuole.»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Best-seller buzzatiano, 19-05-2011
di P. Formusa - leggi tutte le sue recensioni

«Nel deserto un gruppo di soldati e' in attesa dell'invasione dei Tartari. Ma l'attesa si rivela inutile, senza senso: i Tartari non arriveranno mai. Romanzo emblema dell'attesa vana. Clamorosamente bello ed efficace. Il Buzzati piu' famoso e celebrato.»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Il deserto dei tartari, 28-02-2011
di T. Roia - leggi tutte le sue recensioni

«Da Nobel per la letteratura, una goduria imprescindibile. Perché ci sono libri tramite i quali scopri il mondo, e ti sembra di capirlo meglio. Libri invece che sono come specchi: ci vedi dentro solo te stesso. Perché sono senza spazio senza tempo e le mura della fortezza Bastiani, il deserto, l'attesa dei tartari, lo stesso protagonista Drogo e la sua vita cristallizzata, non sono altro che le nostri voci interne, i muri che innalziamo, le occasioni perdute, ciò che dipende da noi e ciò per cui non possiamo far nulla. La speranza per qualcosa dopo che dia un senso a tutto e la paura di aver sprecato ogni energia.

Letto in un età così di passaggio tra l'essere davvero giovane e non l'esserlo più, così di conflitto e cambiamento, personale e lavorativo, questo romanzo è stata una botta allo stomaco, triste e al tempo stesso, un vero slancio in avanti.
»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Il deserto dei Tartari, 24-02-2011
di A. Mosca - leggi tutte le sue recensioni

«Beh, davvero molto, ma molto interessante! Un capolavoro. Il romanzo sull'attesa per eccellenza, sul consacrare l'intera vita a qualcosa, che magari non ci interessa neanche poi molto, ma finisce col diventarne un'ossessione e l'unica ragione. Ma arriverà quel giorno tanto aspettato...? Ce lo godremo come si deve quando sarà il momento, e se sì, ne sarà valsa la pena? E se invece non potessimo godercelo, se per ironia della sorte lo mancassimo per un pelo? Oppure ancora... Se non arrivasse mai...?
Bellissimo ed emblematico quando all'inizio viene descritta la passeggiata del giovane in mezzo al villaggio, dove tutto gli sembra possibile e promettente visto che ha tutta la vita davanti e gli abitanti gli sorridono, sono indaffarati e gli indicano la strada... Poi man mano che avanza e la sua giovinezza si perde la gente gli è più ostile, ne trova sempre di meno, viene guardato in modo triste e risentito, le imposte sono chiuse e le strade quasi deserte...
»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Il deserto dei tartari, 15-02-2011
di G. Remotti - leggi tutte le sue recensioni

«Ho avuto questo libro in regalo per il mio compleanno. Un'opera di buzzati entrata a far parte della narrativa esistenziale. Una metafora costruita attraverso il tempo immobile che governava le attese nella Fortezza Bastiani durante la prima guerra mondiale. Una totale mancanza di ritmo, una narrazione claustrofobica e annoiata, un senso dell'attesa dell'inevitabile, forse della morte stessa. Una percezione costante dell'inutilità del fare e della mancanza di senso del vivere. Si tratta forse non di un capolavoro letterario, ma certamente di un racconto filosofico sul non divenire. Per chi perde tempo e ha tutto il tempo che vuole. »

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Il deserto dei Tartari, 14-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di A. Volpi - leggi tutte le sue recensioni

«Meraviglioso. Quel genere di libro che i lettori cercano sempre, ma che raramente riescono a trovare: avvincente, corposo, da prendere e non mollare fino alla fine. La scrittuta di Buzzati è talmente intensa da lasciare senza fiato. Ogni riga è pura poesia. La storia è toccante. Per me, un libro indimenticabile. »

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0LA VITA COME ATTESA, 16-12-2010
di L. Mosca - leggi tutte le sue recensioni

«In questo libro buzzati delinea la consapevolezza di vivere nell'attesa che qualcosa succeda ma che alla fine non accade, e il disperato tentativo di un generale, che giunto alla fine della sua vita si accorge di aver sprecato la propria esistenza, ma che cerca comunque di trovare un senso verso cui catalizzare tutti i suoi sforzi.»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


 Leggi anche le altre recensioni su Il deserto dei tartari (24)