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Delitto e castigo

Delitto e castigo

di Fëdor Dostoevskij


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Descrizione

Confessa Raskòl'nikov! Il giudice istruttore Porfirij Petrovic ha capito tutto e sta giocando con te come il gatto con il topo. Non puoi più scappare né da lui né da te stesso. Fallo per tua madre, per tua sorella, per il tuo amico Razumichin e, soprattutto, per Sonja. Confessa Raskòl'nikov! Solo così potrai redimerti e abbattere quel muro di rabbia e solitudine che ti isola dal mondo. Il tuo destino è ancora tutto da scrivere e vivere, ma devi liberarti dall'implacabile idealismo che ti ha spinto a commettere un atroce quanto inutile omicidio, arrogandoti la pretesa di distinguere il bene dal male, il giusto dall'ingiusto. Ma quale diritto abbiamo di parlarti in questo modo, di giudicarti? Forse possiamo farlo perché, in fondo, siamo come te: spaesati, impauriti, angosciati e nel contempo alla costante ricerca di un modo per affermare noi stessi, anche a scapito delle leggi morali. La tua storia è la nostra storia di uomini moderni, divisi tra un nichilismo senza speranza e il disperato desiderio di trovare un senso alla nostra esistenza.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 18 recensioni)


5.0Delitto e castigo, 06-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 8
di F. Opoli - leggi tutte le sue recensioni

«Il Classico con la c maiuscola, un romazno di infiniti temi e di infiniti rimandi, delitto e castigo potrebbe essere definito in infiniti modi e su di esso ci sarebbe talmente tanto da dire che qualsiasi cosa rischierebbe di risultare banale o risentita.
La vicenda dello studente Raskolnikov che uccide una vecchia usuraia per dimostrare a se stesso di essere un uomo speciale è un viaggio nella psiche umana dilaniata dalla lotta fra l'istinto e la ragione, fra l'impulso e l'intelletto (il suo stesso nome deriva dal russo "raskolnik" che significa "diviso"). Tutto il romanzo ruota attorno i due poli richiamati dal titolo: da un lato il "delitto", l'azione impulsiva e contraria al buon vivere comune, dall'altro il "castigo", la punizione per il misfatto seguita dall'espiazione della colpa, espiazione che si manifesta sotto forma di sofferenza fisica e psichica (Dostoevskij esplora palesemente il tema di matrice cristiana della purificazione dello spirito tramite il dolore). Insomma, il romanzo è di grande portata e di grande significato. Di Dosteoevskij mi ha colpita poi la capacità di indagare con totale profondità l'animo umano, come uno psicologo sa calarsi nella psiche di ogni personaggio per riportarne alla luce pensieri e pulsioni con una nitidezza e una semplicità tipiche solo di un autore di immenso talento. Andate al di là dell'apparente pesantezza di alcuni passaggi e vi troverete fra le mani un capolavoro assoluto, un romanzo-universo di grande valore che vi farà riflettere e vi insegnerà tante, tante cose!
»

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5.0Epocale, 04-05-2011
di F. Di donato - leggi tutte le sue recensioni

«I classici hanno il grande merito di riflettersi nel bagaglio storico che ognuno di noi si porta dietro pur non rendendosene conto. Esattamente come questo testo. Non sempre è necessario raccontare qualcosa che appartenga alla nostra quotidianità per sentirlo attuale ma basta leggere i sentimenti che ci sono tra le righe della narrazione per sentire che c è un Raskol'nikov in ognuno di noi.»

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4.0Bene e male, 10-04-2011
di S. Faotto - leggi tutte le sue recensioni

«Dostoevskij esprime i suoi punti di vista religiosi ed esistenzialisti. Un complesso viaggio tra bene e male, colpa e redenzione. Tantissimi gli aspetti su cui riflettere, momenti in cui la coscienza del lettore non può far a meno di risvegliarsi e pensare.»

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1.0Delitto e castigo, 03-04-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 16
di S. Murgia - leggi tutte le sue recensioni

«So di andare controcorrente, visto che tutti lo giudicano un capolavoro, io l'ho trovato solo prolisso e poco interessante, tanto che alla fine mi sono arresa e non l'ho finito. Gli darò una seconda possibilità più avanti ma rimane un libro che non è riuscito a coinvolgermi minimamente.»

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5.0Secondo me..., 31-03-2011
di T. Testoni - leggi tutte le sue recensioni

«L'approccio scientifico degno di un criminologo e la vena del grande scrittore si uniscono, dando vita, sull'eterno scenario del conflitto fra il bene e il male, ad una storia di caduta e redenzione per il giovane Rodja, di abusi e riscatto per la dolce Sonja ed, infine, d'amore intenso e coinvolgente fra i due risorti protagonisti. Da leggere e rileggere.»

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4.0L'evoluzione della follia, 20-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Rondinelli - leggi tutte le sue recensioni

«Un bel giorno decidete di uccidere chi ostacola la vostra vita. Così facendo pensate di aver risolto tutti i vostri problemi. Errore! L'ansia e il terrore inizieranno a perseguitarvi: le parole innocue pronunciate dagli altri vi faranno drizzare le orecchie, la forza del castigo vi travolgerà fino a farvi pentire di ogni vostra azione. Sarete condannati.
Questo libro di Dostoevskij narra meticolosamente ogni azione, ogni reazione.
Avvincente e per un certo verso anche sfiancante, "Delitto è castigo" è un libro che bisogna leggere almeno una volta nella vita, sia per la qualità della scrittura che per la bravura dell'autore.
»

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5.0Delitto e castigo, 20-11-2010
di P. Cerutti - leggi tutte le sue recensioni

«E' con questo libro che ho scoperto quanto potesse darmi la letteratura, un libro, la lettura di un grande autore. Ho compreso così che uno scrittore quando è grande può diventare un amico che sa parlarti come nessuno è mai riuscito e non solo di te ma anche degli altri, del mondo, del mistero della vita. »

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5.0Delitto e castigo, 20-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Il grande classico si dimostra un libro perfetto in cui le descrizioni particolareggiate e le riflessioni continue del protagonista rendono la narrazione più densa ma anche più speciale. Immancabile in ogni biblioteca.»

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5.0Non un semplice libro , 19-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
di C. Sorbello - leggi tutte le sue recensioni

«Quando ho letto delitto e castigo avevo sedici anni, molti reputano che non sia un romanzo adatto per la gioventu perchè non è facile coglierne il senso, ma secondo me non è cosi. Vi accennetò pochi dettagli sulla trama poiche non solo la potete trovare facilmente, ma perchè mi piacerebbe condividere quello che mi ha dato questo romanzo. TRama Raskolinov è un ragazzo ex studente universitario che si ritrova ad avere dei problemi con una vecchia usuraia che ricatta e pretende i denari da altre povere persone, cosi decide di ucciderla perchè la reputa al pari di un "inutile parassita ". Raskolinov mette in atto il suo piano e uccide la vecchia usuraia, ma i suoi problemi sono iniziati proprio con la morte dell'usuraia perchè si ritrova a far i conti con la propria coscenza. Questo è tutto quel che sapevo prima di leggere Dostoeski e sinceramente vi consiglio di non cercare ulteriori dettagli sulla trama perchè è un libro che va "gustato ". Non lo definisco un semplice libro perchè è molto altro di piu. Quanti nella realtà vedendo qualcuno di ingiusto non hanno mai pensato che quell'essere non merita di vivere, ma nessuno ha mai pensato che che il solo pensiero ci riduce peggio di quell'essere streansato. Delitto e castigo mi ha insegnato questo, mi ha insegnato che per quanto possano essere le ingiustizie, le oppressioni non bisogna MAi arrendersi di fronte alla vita o cercare scorciatoie perchè si pagano caramente, ma bisogna trovare una soluzione che prima di tutto è dentro di noi. Sonja un personaggio che conoscerete piu avanti nel racconto ( figlia di Marmeladov) per vivere e mantenere i suoi fratelli fa la prostituta, ma ogni giorno anch'essa fa i conti con la propria coscenza, ma non per questo si lasca guidare alla vita della perdizione, ma cerca di fare del bene, di essere non solo credente, ma di applicare gli insegnamenti di DIo, sarà lei stessa che chiederà a Raskolinov di raccontare alle autorità cio che esso ha commesso. Delitto e castigo è la vita di un epoca difficile, quando ho letto la scena della moglie di Marmeladov che sfrattata per recimolare qualche spicciolo va in città insieme ai suoi figli a ballare e cantare mi sono messa a piangere. L'autore descrive questo romanzo con grande realtà portandoci dentro il racconto e non facendoci essere dei semplici lettori, ma spettatori della vita, una vita che conosciamo quanto possa essere amara, ma non abbiamo mai incontrato qualcuno che ci facesse capire cosa significa veramente viverla nella povertà e nelle ingiustie di chi purtroppo solo perchè ha qualche lira in piu o una posizione migliore sfritta il piu debole. Qualcuno di voi stara pensando al proprio capo, professore, ecc, ma non è cosi, quelle piccole ingiustizie che noi viviamo riusciamo anche se nelle norme a sopportarle perchè abbiamo una famiglia, degli amici, Dostoeski non trascura questi particolari soprattutto dell'amicizia, ma ci fa capire che spesso quando c'è di mezzo anche la povertà i dubbi diventano ancora piu forti. IO spero di aver trasmesso quello che il romanzo mi ha dato, ma se ho fallito nel mio intendo e anche se non ho fallito leggetelo, è uno di quei pochi romanzi che si ricorda anche dopo un anno e tante altre letture, non solo perchè è scritto bene, ma perchè rimane scritto nella mente, perchè è uno di quei romanzi che ti fa riflettere anche dopo 6 mesi che lo si è letto. »

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4.0Qual è il peggior castigo?, 08-11-2010
di I. Sambarino - leggi tutte le sue recensioni

«Quando l'ho letto ero già avvezza allo stile russo ottocentesco, quindi sapevo cosa aspettarmi: un gran numero di pagine, ma non una pagina superflua, lunga o noiosa. Dostoevskij è geniale. Leggendo questo libro si scopre ancora una volta un modo di scrivere moderno, profondo e pronto ad analizzare la psicologia umana. Il titolo in fondo dice tutto: il delitto c'è e si vede, il castigo invece non è quello della legge...»

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5.0Delitto e castigo, 31-10-2010
di T. Antonelli - leggi tutte le sue recensioni

«uest'opera mi pare un eccellente sposalizio tra narrativa, filosofia e psicologia.
I personaggi sono tutti caratterizzati da tratti che ne delineano la personalità, lo stile di vita, il valore d'animo. In particolare modo il protagonista, Raskol'nikov è diventato un compagno di viaggio nella Pietroburgo povera e tetra del romanzo, ma più che nella realtà cittadina, mi sentivo dentro le vicende esistenziali di queste persone, tra i loro pensieri e stati d'animo.
Essere nella testa di Raskol'nikov e ragionare come lui, vivere i suoi tormenti, definire i coportamenti da tenere con gli altri tra isolamento e attimi di delirio. Dostoèvskij non trascura nessun dettaglio dei moti di coscienza, seppur costruiti nell'ottica del superuomo del sogno napoleonico della lezione di Nietzsche.
La vicenda è particolarmente avvincente, delinea perfettamente l'assassino incalzato dalle vicende conseguenti il delitto e il subbuglio del suo cervello fino al crollo delle motivazioni che si era dato.
Un esempio del tormento moderno in cui "la novità del personaggio sta nel fatto che il protagonista non è nè un mostro, nè un farabutto e che il suo delitto, quindi, può essere commeso da un qualunque uomo."
»

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4.0Delitto e castigo, 29-10-2010
di L. Abbate - leggi tutte le sue recensioni

«E' il primo romanzo che ho letto di questo autore perchè Lukacs ne parlava molto nei suoi scritti. Devo dire che ho preferito di gran lunga i Fratelli Karamazov, più coinvolgente per i miei modi di pensare. E' un libro che ho letto molti anni fa e devo dire che concordo con la tesi di Proust nella Recherche, e cioè che in Dostoevskij ci sono troppi delitti senza cause importanti ed è inferiore a Tolstoj. La tesi fondamentale di Dostoevskij che "se non esiste Dio all'uomo tutto è permesso", può funzionare sul piano psicologico-personale, moralistico o per "obbligare" le masse ad agire bene, ma visto sotto l'aspetto religioso è un non senso. Se uno agisce bene per ottenere il regno dei cieli, e quindi per un'imposizione e un fine egoistico, quel regno non lo otterrà mai, nè di là nè di qua. Lo so che è una lettura minoritaria in tutte le chiese, ma per me è sicuramente quella giusta »

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