Ricerca Veloce:     Ricerca Avanzata
 

La dea madre e il culto betilico. Antiche conoscenze tra mito e folklore

La dea madre e il culto betilico. Antiche conoscenze tra mito e folklore

di Andrea Romanazzi


  • Prezzo: € 7.00
Spedizione gratuita  Promozione: sopra i 19 euro la spedizione è gratuita! (Leggi i dettagli)
Voto medio del prodotto:
3.0
Normalmente disponibile in 10/15 giorni lavorativi
Aggiungi al carrello

Spedizione gratuita sopra i 19€


Dettagli del libro


Recensioni degli utenti

recensione_popup

Scrivi una nuova recensione su La dea madre e il culto betilico. Antiche conoscenze tra mito e folklore e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)


3.0Là dove manca il criterio scientifico, 01-05-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Olivieri - leggi tutte le sue recensioni

«Condivido con l'autore Andrea Romanazzi lo studio culturale delle pratiche religiose, specie di quelle inerenti al culto del Femminile nelle varie epoche e tra i vari ordini sociali. Avevo già letto "Il ritorno del dio che balla" e non ne ero rimasto folgorato, principalmente per una questione di metodo; quest'altro volume, dal titolo "La dea madre e il culto betilico" mi ha procurato analoga sensazione. Il pregio, però, sta nella sua agilità di lettura o, a seconda di quanto si possa essere maliziosi, nella sua superficialità scientifica. Praticamente, si legge in un'oretta. Mancano completamente le note di rimando a pie' di pagina e la bibliografia striminzita si riduce pressoché all'autoreferenzialismo dell'autore, che è molto prolifico nella pubblicazione di saggi e articoli. Mi aspettavo inoltre di trovare nelle citazioni Neumann, che è il primo testo che qualsiasi ricercatore o semplice appassionato del Femminile dovrebbe consultare: invece, nulla. Romanazzi, ingegnere, ignora o forse ha dimenticato perfino le nozioni elementari della punteggiatura: leggere i suoi lavori sfida il senso di pausa e ripresa della lettura. La sua superficialità sia di metodo sia di promulgazione autoriale si scontra con le assurdità, quando a p. 61, scrive che Cocullo (uno dei pochi centri al mondo in cui esiste un palese culto del serpente come antico Agathos Daimon della Grande Madre) si trova nelle Marche! Per carità, da abruzzese quale io sono, nulla di così esecrabile; ma l'errore dimostra l'insicurezza del presentare gli asserti, nonché una superficialità che svela il vuoto scientifico sotto la materia ridondante del titolone impresso sul suo libro. L'unico vero, grande merito di Romanazzi, credo sia solo uno: quello, cioè, di essere un osservatore sul campo, il che gli fa onore. Ma tra il vedere e riportare il veduto c'è un abisso: la capacità di fare ambedue le cose. La "Dea madre e il culto betilico" assomiglia ad una tesina svolta da una matricola universitaria: sgangherata nella scrittura e senza gli approfondimenti dovuti. In ogni caso, è un libro che vale la pena di essere letto, ancorché di essere apprezzato, almeno per il fatto che chi fa ricerca dovrebbe conoscere i propri limiti autoriali.»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO