De senectute e altri scritti autobiografici

De senectute e altri scritti autobiografici

4.0

di Norberto Bobbio


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Descrizione

Bobbio si sofferma sulla vecchiaia che è diventata un grande e irrisolto problema sociale, non solo perché è aumentato il numero dei vecchi, ma anche perché è aumentato il numero degli anni che si vivono da vecchi. "Chi vive in mezzo ai vecchi, dice, sa per quanti di loro la tarda età è diventata, anche grazie ai progressi della medicina, che spesso non tanto ti fa vivere quanti ti impedisce di morire, puramente una lunga e sospirata attesa della morte".

Note sull'autore

Norberto Bobbio nacque il 18 ottobre 1909 a Torino, suo padre era un affermato chirurgo proveniente dalla provincia di Alessandria. Studiò presso il liceo Massimo d’Azeglio di Torino, in una città che stava vivendo un grande fermento politico e culturale. In quegli anni conobbe Vittorio Foa, Leone Ginzburg e Cesare Pavese, suoi compagni di studi nel medesimo istituto da lui frequentato. Dopo il diploma di maturità si iscrisse all’Università, dove conseguì due lauree, in Legge e in Filosofia. Una volta concluso il percorso formativo accademico, iniziò a lavorare come docente di Filosofia. Nel 1934 pubblicò il suo primo libro, dal titolo “L'indirizzo fenomenologico nella filosofia sociale e giuridica”. Dal 1935 al 1938 insegnò a Camerino, dal 1938 al 1940 a Siena e dal 1940 al 1948 presso l’ateneo di Padova. E’ durante questi anni che si radicano in lui forti ideologie antifasciste. A Camerino frequentò le riunioni del movimento liberalsocialista e a Torino aderì, assieme agli amici Foa, Leone e Natalia Ginzburg, Franco Antonicelli, Massimo Mila, al movimento Giustizia e Libertà. Nel 1942 si iscrisse al Partito d’Azione e iniziò a collaborare con la Resistenza, motivo per il quale verrà arrestato nel 1943. Nello stesso anno si sposò con Valeria Cova, dalla quale ebbe tre figli: Luigi, Andrea e Marco. Terminata la guerra riprese l’insegnamento ottenendo la cattedra di Filosofia dell’Università di Torino, dove rimase dal 1948 al 1972, per poi passare, sempre presso il medesimo ateneo, ad insegnare Filosofia della politica, incarico che mantenne fino al 1979. Nel 1984 fu nominato senatore a vita dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Filosofo e politologo, fu uno delle personalità di spicco della scena culturale italiana del ‘900. Norberto Bobbio morì a Torino il 9 gennaio 2004, all'età di 94 anni.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0De senectute, 06-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Bobbio arrivato all'età di 80 anni in questo libro fa un po' il punto della sua carriera accademica, un grande vecchio che più che di un filo che leghi i vari passi di questi scritti autobiografici, mi trascina per la forza e l'incrollabile fede verso il dubbio delle sue idee. Ecco, questo è l'ossimoro che gli dedico, lui che di queste contraddizioni insanabili fece il perno della sua vita, terminando come in una citazione che riporto più sotto, con il dare spazio e peso non alle risposte, ma alle domande. Ho impiegato mesi a centellinarlo, ed ora che l'ho terminato vorrei che potesse darmi qualche altro consiglio Per descriverlo, non posso quindi far altro che usare le parole stesse di Bobbio:
"Il vecchio vive di ricordi e per i ricordi, ma la sua memoria si affievolisce di giorno in giorno. Il tempo della memoria procede all'inverso di quello reale: tanto più vivi i ricordi che affiorano nella reminiscenza quanto più lontani nel tempo degli eventi. Ma sai anche che ciò che è rimasto, o sei riuscito a scavare in quel pozzo senza fondo, non è che un'infinitesima parte della storia della tua vita. "
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