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De profundis

De profundis

di Oscar Wilde


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Oscar Wilde (1854-1900) è stato uno degli scrittori più amati e discussi dell'Ottocento. La sua prosa spregiudicata ha dato alla luce capolavori come "II ritratto di Dorian Gray" e "L'importanza di chiamarsi Ernesto". Nel 1891 intreccia una relazione con lord Alfred Douglas: ne scaturiscono un processo per omosessualità e una condanna a due anni di lavori forzati. Dal chiuso della prigione di Reading scrive "De Profundis", una lettera lancinante indirizzata all'uomo che ama. Muore in Francia, all'alba del Novecento, solo e in miseria.

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.6 di 5 su 11 recensioni)

5.0De profundis, 17-06-2014
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È una lettera struggente che Oscar Wilde scrisse nel momento più difficile della sua vita quando, accusato di omosessualità, venne rinchiuso in carcere.
Quello che ne emerge è il ritratto di un uomo complesso, appassionato, tormentato, cinico e romantico che, anche in circostanze estreme, non rinuncia a un po' di "civetteria" artistica.
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5.0Straziante, 14-08-2013
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Forse più bello del "Ritratto di Dorian Gray", forse mi ha colpito più nel profondo, forse perché sono lettere vere, in cui nulla è inventato, in cui il dolore è puro genuino e quindi più pesante. Straziante.
"Si assenta dalla felicità per un poco, e in quest'aspro mondo trae il suo respiro nel dolore". Sono riflessioni che assomigliano più a lezioni di vita che a un romanzo, scritte con un'intensità unica dei grandi autori. Leggendo questo libro si capisce davvero la differenza tra un caposaldo della letteratura e un romanzetto da spiaggia.
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5.0Impareggiabile, 30-05-2012
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Da inserire tra le più belle lettere di tutta la storia, questa lunga epistola è in realtà più un trattato di carattere filosofico. Immensa la conoscenza di chi lo ha scritto e fine la sua penna; Wilde riesce qui a mettere a nudo i più profondi stati dell'animo umano. Impossibile non leggerlo almeno una decina di volte.
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4.0Il senso del dolore e dell'amore, 09-03-2012
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C'è tutta l'anima di Wilde in questo testo e la si scorge di parola in parola. Viene raccontato tutto l'amore che l'autore provava per Bosie, suo giovane amante. Un amore a senso unico che renderà Wilde schiavo di Bosie e che lo condurrà alla rovina finanziaria e giudiziaria. Nel De Profundis Wilde scandaglia l'Amore (quello che "non osa proferire il suo nome" e non solo) riportandolo alla sua forma più pura e sincera, riflette su quanto sia importante imparare dai propri errori, e soprattutto, riscopre il valore prezioso ed insostituibile del Dolore. L'ultima confessione di un uomo che decide di rendersi incapace di odiare per sopravvivere lì dove, l'odio stesso, l'ha confinato. Credo in assoluto uno dei libri che più interpretano il senso della vita, dell'amore, del perdono.
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5.0Da leggere tutto d'un fiato, 26-09-2011
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Da premettere che Wilde è un grande scrittore da non poter trascurare e che questa sua è una lettera veramente meravigliosa e toccante. Non si puo rimanere non affascinati da una lettera così toccante e aperta e non si può tralasciare che il passato di Wilde è pieno di tormenti che l'autore riesce a mettere a nudo nelle sue opere. La passione che mette nelle parole è commovente, sapendo a chi è diretta la lettera e per quale motivo è stata scritta.
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5.0De Profundis, 14-09-2011
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De Profundis è l'ultima opera di Oscar Wilde. Lontanissima dall'eleganza raffinata delle precedent, ma forse per questo più vera. L'autore esprime qui, con una prosa addolorata ma non per questo priva di cura, i suoi sentimenti dopo i terribili eventi che hanno distrutto per sempre la sua vita. Leggerla è l'occasione per conoscere più a fondo un autore come Wilde, noto soprattutto per la sua verve e per la leggerezza dei suoi temi ma non per questo incapace di espriremere profondità di pensiero.
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5.0Arte involontaria, 09-08-2011
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Il "De Profundis" è l'opera di Wilde che preferisco. In realtà avrebbe dovuto essere una lettera privata, ma l'intuizione di un caro amico di Wilde ha salvato la sua più bella opera d'arte (involontaria) e ci ha regalato questa meraviglia vergata direttamente in carcere. Una lettera dolorosa eppure profonda, ricca di spunti di riflessione. Da non perdere.
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2.0Noioso, 09-08-2011
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Se volete passare interminabili ore di noia persi nell'oblio delle discussioni amorose tra il carcerato Wild ed il suo giovane amante, questo è il libro che fa per voi!
Dimenticate l'originalita ed il genio de "Il ritratto di Dorian Gray" o la freschezza della raccolta di aforismi! Questo libro è noiosissimo anche se scritto in maniera eccelsa! E ve lo dice una lettrice che AMA Oscar WIld!
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5.0De profundis, 14-12-2010
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La lettera più lunga mai scritta ma anche la più emozionante e carica di amore. L'amore non vede sesso, età o bellezza e Wilde con quest'opera ce lo spiega egregiamente.
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5.0Il vero Oscar, 05-09-2010
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Se volete leggere di Wilde com'era veramente, da qualcosa scritto di suo pugno, compratelo. Precisamente è una lunga lettera che scrisse, nei 2 anni in cui dovette stare al carcere di Reading, a Lord Alfred Douglas "Bosie", il ragazzo che amava. Però Bosie era un ragazzo capriccioso e lunatico, e approfittava di questo legame venutosi a creare fra di loro per farsi pagare qualsiasi spesa che il suo stile di vita lussuoso e sfrenato richiedesse; viene spiegato che molto spesso Bosie lo insultava e gli scriveva lettere con parole orribili, lo lasciava regolarmente ogni 3 mesi per poi tornare altrettando regolarmente a chiedere perdono. Oscar lo perdonava tutte le volte, però più avanti il padre di Bosie cominciò ad accusare Oscar di averlo plagiato: Bosie insisteva con Oscar affinchè lo denunciasse per diffamazione; lo stesso Wilde spiega che si trattava più che altro una guerra privata tra Bosie e suo padre, che si odiavano da sempre, quella in cui stava finendo in mezzo. Comunque lo denunciò, ma la causa gli rimbalzò addosso e lui stesso venne condannato per sodomia. Dovette scontare 2 anni al carcere di Reading, e perse la reputazione, tutti i suoi beni, il suo patrimonio già rovinato; Bosie non lo andò mai a trovare.
Nella prima parte, Wilde racconta questo, ma poi spiega che una volta uscito di lì proverà a rifarsi una vita, e che non intende per niente provare odio o desiderio di vendetta verso Bosie, perchè quei sentimenti rovinerebbero la sua stessa anima.
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5.0Povero Oscar, 26-07-2010
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Celeberrima lettera di Oscar Wilde scritta durante la detenzione nel carcere di Reading. Condannato a due anni di lavori forzati per oltraggio al pudore, l'artista irlandese scrive della vita, dell'amore e della tragedia preannunziata. Ironico e acuto nel suo attacco al giovane Lord Douglas, Wilde però sembra aver perso quella forza e quella vivacità che contraddistingue le sue divertenti e irriverenti commedie. Un'accusa alla vita e al mondo crudele e bigotto, un'epistola toccante e appassionata.
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