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David Golder

David Golder

di Irène Némirovsky


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Descrizione

'David Golder' è un libro che gronda odio, soprattutto verso il denaro e tutto ciò che può essere trasformato in denaro, oggetti e sentimenti, e verso le forme infinite che il denaro può assumere. Oggi, non ci rendiamo conto di cosa sia stato il denaro nel diciannovesimo secolo, o nella prima parte del ventesimo: una fiamma ardentissima, una colata di sangue disseccata, sbarre d'oro sciolte e di nuovo pietrificate. Diventava eros, pensiero, sensazioni, sentimenti, fango, abisso, potere, violenza, furore, come nella Comèdie humaine ... 'David Golder' è un libro durissimo e secchissimo, che incide di continuo terribili ritratti, che in parte ricordano la memorialistica e la tradizione aforistica francese. (Pietro Citati)

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 9 recensioni)


3.0Sull'avidità, 24-04-2012
di M. Litteri - leggi tutte le sue recensioni

«Forse non è il romanzo più bello di Nemirovsky, ma senz'altro è un libro senza tempo, perché narra degli effetti dell'avidità sulle relazioni umane. David Golder è un Gordon Gekko degli anni venti. Prima della crisi del ventinove, ma oltre la crisi che porta con sè la avidità, la malattia per l'azzardo del business. E così ci si scorda chi si è stati, si perdono di vista le persone, in un consumo disilluso che è sempre foriero di delusioni e di morte.»

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4.0L'avidità umana, 24-03-2012
di G. Rederti - leggi tutte le sue recensioni

«Tanto di cappello alla signora Némirovsky che scrisse questo romanzo a 26 anni, e che rivela doti stilistiche e narrative non indifferenti. David Golder, dalla Russia alla Francia, dalla povertà alla ricchezza, attraversa la sua vita circondato dall'infelicità, attorniato dall'ingordigia e dalla superficialità di chi gli sta intorno, fin quando si renderà conto che tutto ha fine: da questo punto parte il romanzo, dalla scoperta della finitezza esistenziale. In qualche momento mi ha ricordato La morte di Ivan Ilic. Cupo, triste, feroce, bello.»

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4.0David Golder, 04-08-2011
di M. Loggia - leggi tutte le sue recensioni

«Libro per me particolare, se non altro perchè lo lessi in lingua originale, i temi classici della Némirovsky ci sono già tutti: il mondo dei fuorusciti russi (sia di prima che dopo la rivoluzione), i rapporti umani complessi (l'incapacità di essere genitori), il rapporto (molto ebreo, se vogliamo) con il denaro. In questa parabola che penso abbia molto colpito, essendo uscita nel '29 dove forse poco ci si domandava se era giusto sacrificare tutto per avere ricchezze. Dove i grandi speculatori non sembrava potessero avere sentimenti alle spalle. Tutto era bello e luccicante, in questo mondo un po' alla Grande Gatsby, dove le fortune nascono e spariscono sull'orlo di una mano di carte. Dove si passa da sordide vie parigine ad assolati party a Biarritz. Una parabola giocata sulla lama della morte. Lì dove Golder ad un certo punto pare domandarsi a quale pro rovinarsi la salute. Per una moglie che pensa solo ai gioielli? Per una figlia che pensa solo a macchine ed amanti? Per sé stesso, ma se poi ti viene un infarto in treno, che ci farai di tutti quei soldi? Ha un grande attimo di sospensione, dove manda tutto a monte, rovesciando i canoni usuali. Poi poi si potrà mai resistere ad uno sguardo triste di una figlia? Forse no. La storia al solito non è ricchissima, ma ben trattati i vari personaggi. Gli affaristi, i dandy, le principesse in rovina, e via con la fauna del demi-monde. »

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4.0David Golder, 01-08-2011
di P. Ardino - leggi tutte le sue recensioni

«Si stenta a credere che un autrice già a 24 anni potesse creare un personaggio simile. Una storia crudele, spietata: a Golder tutti chiedono denaro, lui stesso si concepisce esclusivamente come un fornitore di denaro; in cambio ha solo indifferenza, a volte odio; anche gli slanci dell'amatissima figlia hanno solo lo scopo di ottenere ricchezza e lusso. E Golder lo sa, come sa che la sua vita può aver senso solo nello stipulare affari, incessantemente, e nel produrre soldi, costi quel che costi, e con qualsiasi mezzo. Egli stesso è senza pietà e prova odio per chi lo circonda; sopporta solo la figlia, verso cui nutre un ambiguo sentimento di affetto, che è piuttosto simile alla soddisfazione di possedere un bell'oggetto da rimirare e accarezzare. Colpisce la crudezza con cui sono tratteggiati i personaggi di questo ambiente, lividi nella loro avidità, squallidi nella loro totale mancanza di umanità. Mi immagino la giovane scrittrice, che a soli 26 anni ha saputo ritrarre con penetrante crudezza questo mondo in cui ogni grammo di ricchezza si trasforma in purissimo odio: deve aver avuto degli occhi severi e molto tristi. »

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4.0David Golder, 01-04-2011
di E. Longobardi - leggi tutte le sue recensioni

«Lo ha preso mio marito in libreria attirato dal titolo. David Golder è un uomo d'affari di quasi settant'anni, partito poverissimo dalla russia, e diventato ricchissimo negli stati uniti, nel settore petrolifero, applicando alla lettera "l'american dream". Golder è circondato da una famiglia di parassiti, moglie e figlia, e da una corte di ruffiani e presunti soci che si arricchiscono alle sue spalle. Pur di evitare il matrimonio tra la propria figlia e uno dei tanti rivali in affari, Golder, sordo ai propri problemi di salute, tenta l'ultima avventura che si rivelerà fatale. Irène Némirovsky, tradotta benissimo da Margherita Belardetti, racconta in poco meno di 200 pagine lo stato del capitalismo prima della crisi del 1929, e come questo non sia affatto difforme dal capitalismo attuale. Un'esistenza votata totalmente al perseguimento del profitto economico, dove qualsiasi regola è permessa, ovvero, non esiste alcuna regola da rispettare. Un atteggiamento umano, vedi i rapporti famigliari, all'insegna della pura e semplice depradazione, dove gli affetti non sono vissuti come sentimenti da donare ma come strumenti per soddisfare il proprio egoismo personale. »

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4.0David Golder, 14-02-2011
di G. Remotti - leggi tutte le sue recensioni

«Si può invertire la rotta del proprio destino? Mi è capitato di leggere il libro in questione ammetto che un lettore come ha buoni motivi di essere contento. Un destino ostinatamente ricercato fin dall'inizio in una scalcinata città russa? E soprattutto agli altri, a tutti gli altri, David Golder serve così com'è. Una macchina da soldi, che consente una vita agiata, tra amanti, belle macchine, vacanze a Biarritz, pellicce di zibellino. A lui non serve niente, lui può rinunciare a tutto, anzi il suo grande piacere è proprio riuscire improvvisamente a dire no, svuotare la bella casa di Parigi e tornare ad essere soltanto un vecchio miserabile ebreo russo. Ma c'è solo un varco nel suo cuore: la bella Joyce, figlia forse di un altro padre, che lo costringe ad un ultimo viaggio alla ricerca della fortuna dismessa.
Un capolavoro di spietatezza.
»

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4.0Splendido, 04-12-2010
di L. Caoizzo - leggi tutte le sue recensioni

«Quello che ho provato a fine lettura è stata pietà. Pietà per questo personaggio, David Golder, che nella frenetica corsa per accumulare denaro perde la sua anima e la sua umanità. Accorgendosene troppo tardi. I sentimenti, gli affetti non trovano spazio in questo romanzo, tranne nelle briciole di amore che Golder dispensa a sua figlia Joyce. Tutto ruota attorno al dio Denaro e alla fine resta solo un grande vuoto. »

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5.0David Golder, 10-11-2010
di S. Lima - leggi tutte le sue recensioni

«Dolce e amaro, è il retrogusto che mi ha lasciato questo libro.
Dolce è l'incontro con la Nemirovsky, il suo stile è impeccabile, stupefacente il talento con cui riesce a palesare gli aspetti più disumani cinici e crudeli dei suoi "tremendi" personaggi, la scrittura è limpida e graffiante, talmente bella da rimanerne stregati.
Amaro è l'incontro con David Golder, uomo d'affari ebreo, arido e spietato, la corsa al denaro per lui è al di sopra di qualsiasi valore, gigantesca e dominante figura che solo il declino renderà, a tratti, più umana
»

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5.0Povero ricco , 29-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Liccardo - leggi tutte le sue recensioni

«Radiografia spietata e dolente della vanità di una vita interamente spesa ad accumulare denaro. Una vita in cui principi e sentimenti vengono annullati dagli interessi materiali e le più abbiette meschinità sono un diritto conclamato, la naturale scansione del quotidiano esistere.
David Golder è una macchina per fare soldi; e tale lo considerano le persone frivole, fasulle, calcolatrici, fredde, spietate e spaventate che lo circondano e vivono alle sue spalle.
Divenuto un magnate della finanza dopo una giovinezza di stenti e di lotte, cade in rovina abbandonato da tutti e si lancia in una estrema avventura per tornare ricco. Per sfida, per orgoglio, per una figlia che non lo ama e che forse non è neppure sua. Stupendo romanzo sulla solitudine, affilato come una lama e pervaso di struggente poesia nel bellissimo, amaro finale.
Una grande Némirovsky.
»

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