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Dance dance dance

Dance dance dance

di Haruki Murakami


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Descrizione

È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 17 recensioni)


3.0Impressioni contrastanti, 12-10-2011, ritenuta utile da 13 utenti su 15
di A. Mingardo - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro di Murakami evidenzia ancora una volta le doti non comuni del suo autore, tuttavia qualche dubbio sul risultato d'insieme mi sembra doveroso.
Le metafore sulla ricerca del proprio equilibrio, i parallelismi tra la vicenda del protagonista e quella della tredicenne Yuki, sono ben costruite, ma... Emozionano? Non tanto, semmai irritano. Anche l'irritazione però è un'emozione, e allora il circolo diventa vizioso. Inoltre, nel libro ci sono troppi riferimenti a un libro precedente, "Sotto il segno della pecora", che talora sarebbero un pochino fastidiosi.
Tutti questi difetti però sono ampiamente riscattati dalla creazione e dallo sviluppo del personaggio di Yumiyoshi, bello, tenero, e insomma, vivo.
»

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4.0Strano ma affascinante, 11-08-2011, ritenuta utile da 6 utenti su 8
di G. Urbani - leggi tutte le sue recensioni

«Letto dopo "norwegian wood", mi ha completamente spiazzato. Balliamo, la danza come sinfonia e parte della vita. Danziamo per capire chi siamo. Abbandoniamoci alla vita, con tutto quello che ci riserva. Le incomprensibili svolte della vita fanno parte di un processo che, solo in virtù della nostra partecipazione, diventano vere.»

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5.0Dance Dance Dance, 26-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Leofressi - leggi tutte le sue recensioni

«Altro salto nei mondi dell'irreale a firma del celebre autore giapponese. C'è una frattura nel mondo, e da quella frattura stilla un liquido che, assorbito, cambia la percezione di quel che ci circonda. I libri di Haruki sono fratture, pezzi che vanno fuori posto, puzzle che non ne vogliono sapere di rispondere alle regole del Reale. E allora ascensori, pozzi, stanze, si trasformano in atanor in cui la materia si scompone e ricompone secondo una legge diversa. Quella della Vita. Oltre quella frattura nel muro si intravede una luce. La promessa di una vita diversa, che si potrà ottenere al prezzo di ballare, ballare sempre, ballare meglio di tutti. Una danza circolare, che è anche un ritorno a se stessi. Ad un sè nascosto, profondo, oscuro, coperto e soffocato dalle convenzioni, dalle regole, Un sè che preme per spingere e uscire. Bucare la crosta. I protagonisti di Murakami Haruki sono "strani" perchè hanno visto la frattura nell'Ordine, e hanno ubbidito al loro istinto profondo, all'invito dell'Uomo Pecora. A quell'entità che li ricollega ad un passato ancestrale, primordiale. Dimenticato.
Il premio è l'amore. Un corpo di donna vicino a cui dormire. Una schiena bianca da adorare.
Bellezza e orrore. Incubo e inquietudini. Più reali del reale.
»

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4.0Surreale, 03-05-2011
di A. Izzo - leggi tutte le sue recensioni

«Quando me l'hanno regalato a Natale, non ero rimasto entusiasta. Eppure Dance dance dance mi ha piacevolmente sorpreso nella sua surreale normalità. Le parole scorrono lente, ma non nel senso brutto nel termine. Tutto ha il suo peso qui, nulla è messo a caso. Lo consiglio, potreste scoprire un meraviglioso autore, come ho fatto io.»

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5.0T'innamorerai dello scrittore, 01-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Todisco - leggi tutte le sue recensioni

«Se leggi questo libro e non ti innamori di Marakami Haruki vuol dire che non hai anima ne cuore.
Scrittore giapponese di indubbio spessore narrativo, scrive romanzi che lasciano nella mente il suono lieve delle poesie, Murakami è onirico, leggero (non superficiale) , profondo e introspettivo. Se leggi uno dei suoi libri sentirai il bisogno di leggere poi tutta la sua produzione.
»

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4.0Dance Dance Dance, 31-03-2011
di S. Mastrandea - leggi tutte le sue recensioni

«Gradita sorpresa comprata in una libreria fuori città.
Bello: coinvolgente e scritto con grande maestria, con una grande abilità nel dosare avvenimenti e pause, in modo da tenere alta la tensione e la curiosità, tanto che mi è sempre stato molto difficile abbandonare la lettura.
Un libro che mi ha coinvolto non solo per la storia che racconta e per come lo fa, ma soprattutto per il modo di viverepensare del protagonista.
Se devo proprio trovare un difetto, il finale è forse un po' troppo affrettato, come se Murakami fosse stato costretto a rimanere entro un numero prestabilito di pagine o fosse pressato dai tempi si consegna.
»

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5.0Breathtaking, 26-03-2011
di M. Berthier - leggi tutte le sue recensioni

«Ci ho messo due anni per comprarlo e due giorni per leggerlo. E quando l'ho finito mi è sembrato di risvegliarmi da un sogno.

Assolutamente entusiasmante.

Per certi elementi può ricordare "La fine del mondo e il paese delle meraviglie", poi la storia si dipana seguendo un intreccio del tutto diverso. Ma ancora una volta il protagonista è legato ad un filo sottilissimo che lo muove tra sogno e realtà, in un viaggio labirintico tra il tempo e lo spazio interiori.

Da leggere ASSOLUTAMENTE.
»

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4.0Dance Dance Dance, 23-02-2011
di T. Girolamo - leggi tutte le sue recensioni

«Stile pesante e imperioso, una lettura prettamente invernale. Dance Dance Dance conferma la vena onirica e surreale di Haruki Murakami, come avevo già avuto modo di constatare leggendo L'uccello che girava le viti del mondo e La ragazza dello sputnik.
Potrebbe essere considerato a pieno titolo il romanzo rappresentativo di questo filone muramakiano: di nuovo la sovrapposizione di mondo onirico e mondo reale, personaggi enigmatici e tormentati, atmosfere sospese.
Quello che adoro di Murakami sono le descrizioni essenziali ma non per queste meno dense o evocative. Ed è facile affezionarsi ai suoi personaggi bordeline, sognatori che devono vivere nella realtà di tutti i giorni pur non riuscendo a adattarsi ad essa.
Tuttavia, dopo 450 pagine di costruzione di una trama complessa e dalle impalpabili sfumature, tutto si scioglie nel finale. Forse alcuni apprezzeranno questa caratteristica dello scrittore giapponese, ma io preferisco i finali diversi e per questo non posso ritenerlo in cuor mio un capolavoro. Comunque consigliato a tutti i fan di Murakami.
»

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4.0Dance Dance Dance, 14-02-2011
di J. Smith - leggi tutte le sue recensioni

«Conoscevo già la fama di questo autore. Il romanzo di Murakami è complesso, ben scritto, poetico, onirico, certamente al di sopra della media, ma quattro stelle, che io considero l'eccellenza, mi sembravano troppe per un romanzo che a volte - ma solo a volte - sembra girare su se stesso in modo inconcludente.

Il protagonista di "Dance dance dance" è particolare, ricco di sfumature, ma anche - in fondo - dalla mentalità molto semplice. Quando Murakami usa un'intera pagina per riferire della sua giornata, un mero elenco di azioni (sveglia, colazione, spesa, riflessioni) che nulla aggiungono alla trama, a parte righe su righe, il tutto può risultare irritante. O forse lo diventa dopo la ventesima volta in cui questo espediente viene usato.
Riflettendoci, mi sono detta che era un modo dell'autore per stemperare la generale tensione, quell'aspettativa del lettore che io chiamo "da rosicchiamento di unghie", ovvero: è tutto troppo tranquillo, ora succede qualcosa.
»

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5.0Dance dance dance, 09-12-2010
di C. Tammaro - leggi tutte le sue recensioni

«Un Noir dell'anima, in cui l'unica risposta ai tanti interrogativi posti, altro non è che lasciarsi andare BALLANDO.
Senza riflettere troppo, senza pensare, lasciando scivolare gambe e piedi sul tappeto della vita.
»

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1.0Dance Dance Dance, 08-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Hamase - leggi tutte le sue recensioni

«Murakami due, non c'è nulla da fare, il tuo primo libro era carino, nulla di più, questo davvero pessimo.
Il protagonista un personaggio insopportabile dall'inizio alla fine, inconsistente, vuoto, assolutamente inutile. Le donne di questo libro vengono dipinte una peggio dell'altra, o sono prostitute che scompaiono o vengono uccise, insomma stereotipia a gogò, o sono svampite nevrotiche completamente dimentiche persino dei figli, ovviamente bravissime nel lavoro, o sono ragazzine assolutamente eccezionali e, per essere tali, devono mantenere un distacco dalla vita totale, o sono angeliche donne come Penelopi in attesa, cui fare ritorno, per approdarvi nel più banale dei finali. Poi nessuno ha problemi di sopravvivenza sono tutti ricchissimi e possono vivere agiatamente mesi e mesi in preda a pensieri senza lavoro. In mezzo a tutta questa trama poi ci sono pennellate di visioni, sogni, deliri, di cui non si capisce minimamente l'utilità, l'uomo pecora, alberghi dentro altri, persone che passano tra i muri, realtà parallele, percezioni divinatorie. Libro bocciato su tutta la linea
»

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5.0dance dance dance, 01-11-2010
di L. Mastrandrea - leggi tutte le sue recensioni

«Uno dei piu' bei libri che abbia mai letto, grazie anche all'ottima tradizione di Amitrano. Mi sono divertito a ricostruire la mitica cassettina della Tsubru. Mi ha immerso in un mondo da cui e' stato difficile uscire, e che torno molto spesso volentieri a visitare. Fra le altre cose la genialita' dell'oroboro di un libro che parte da meta' e ritorna su se stesso e dei personaggi che cominciano a prendere coscienza di se in quanto tali. Murakami maestro della narrazione dipinge uno sgargiante ritratto degli anni ottanta, probabilmente pieno di esoticita' per i lettori giapponesi. Meravigliose le frecciatine sui gruppi pop dell'emergente new-wave. Che cos'e' la felicita'? Sfrecciare in una strada lungo al mare verso l'ora del tramonto cantando a squarcia gola "Wouldn't it be nice?" con la stessa spensieratezza della bamina impegnata ai cori. UN MUST »

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