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Cuore di cane-Uova fatali

Cuore di cane-Uova fatali

di Michail Bulgakov

3.5

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Due romanzi brevi - o racconti lunghi, che dir si voglia - che mettono in risalto la vena fantastica e corrosiva di Michail Bulgakov. Si tratta a tutti gli effetti di opere di "scienza fantastica", più che di fantascienza in senso tradizionale, nelle quali Bulgakov utilizza le possibili conseguenze di pericolosi (e affascinanti) esperimenti scientifici per mettere in ridicolo la dittatura sovietica, la sua chiusura mentale, la sua rigidità normativa. Il protagonista di "Le uova fatali" è uno zoologo che, quasi per caso, mette a punto un "raggio della vita" in grado di accelerare miracolosamente lo sviluppo cellulare. Una scoperta destinata a provocare conseguenze mostruose e grottesche. "Cuore di cane" racconta invece il tentativo di trasformare un cane in una creatura in qualche modo umana tramite il trapianto di ipofisi e testicoli di un ubriacone morto. Il randagio finira con l'ereditare i peggiori difetti di entrambe le sue nature. Due piccoli ma incisivi capolavori della letteratura del Novecento, capofila di un intero filone di letteratura fantastica.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

3.0Carino, 05-05-2012
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Ho fatto la media per quanto riguarda il voto, perchè Cuore di cane è piacevole e a a tratti divertente e si merita quattro stelline, Uova fatali invece non mi è piaciuto per nulla. Astruso, surreale, anche scritto maluccio, si merita due stellette. La media finale è tre, quindi. Mi sento di consigliarlo perchè Cuore di Cane è pieno di satira e invettive tra le righe alla società russa dell'epoca dell'autore.
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4.0Cuore di cane, 09-08-2011
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Lo rileggo solo adesso dopo molto tempo, ma devo ammettere che Bulgakov non ha perso il suo fascino, certo l'autore non è proprio un pivello, ma avevo paura di una scrittura datata. Invece, scorre fresca per tutto l'apologo. Piena di verve, inventiva, citazioni (le cantate del dottore sull'aria dell'Aida sono da sballo), rimandi. Scritto negli anni Venti, la storia del cane Pallino, trasformato in uomo con un singolare esperimento scientifico da fabbricanti di mostri, assurdamente strappato al proprio mondo e costretto ad adattarsi a nuove, distorte e difficili condizioni di vita, è la personificazione del proletario vittorioso, ma ancora gravato dalle catene di una condizione subumana. E più universalmente, vittima completamente sradicata dalla storia, è l'emblema di un essere che non è più soggetto della propria esistenza. Da leggere, rileggere e meditare: guasti dell'estremismo e tronfietà del perbenismo. In tutto ciò, al meglio ne escono i cani.
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